… che dalle nostre parti chiamiamo bocconi.
Domenica mattina, complice un fastidioso raffreddore e il ricordo delle pene patite durante un uscita in condizioni di salute precarie, rinuncio alla pescatella mattutina già programmata. Vado in spiaggia con la mia famiglia. Il mare è accarezzato da un maestrale continuo ma non forte e la temperatura dell’acqua è, diciamo, freddina (andante sul gelido). Però …
Però la maschera, il boccaglio, le pinne corte e il coltello me li sono portati dietro lo stesso. A mezzogiorno non ce la faccio più e, fregandomene del raffreddore, mi tuffo per la consueta nuotatina tra gli scogli, alla ricerca di qualche ostrica da gustare in mezzo al mare (anche perché se le porto in spiaggia mia moglie le schifa). Noto subito la presenza consistente di bocconi e inizio a raccoglierli. Inizialmente cerco di tenerli in mano, ma poi il numero aumenta e pertanto non mi rimane che infilarmeli nelle tasche dei boxer. Dopo aver mangiato un paio di ostriche (quando l’acqua è fredda sono molto più buone), esco dall’acqua con le tasche talmente piene di bocconi che quasi si sfondano. Qualche vicino di ombrellone mi guarda in modo strano, pensando probabilmente a quali oggetti misteriosi riempiono le mie tasche (dobloni d’oro? Pietre? Polpi?).
Verso metà pomeriggio rientro in acqua e ne riesco nuovamente con le tasche piene di bocconi. Soliti sguardi torvi dei vicini di ombrellone. La prossima volta mi porto un retino, che cavolo!
Ricevo e pubblico volentieri la seguente precisazione inviatami da Marco Paganelli, inventore e produttore del sistema X-Power (nonché uno dei primi utenti di questo forum, circostanza per la quale vado fiero):
“Il brevetto X-Power rivendica il sottovuoto nella canna del fucile pneumatico operando nell’ultimo “stadio” del kit, dove risiede la guarnizione di tenuta. Questa parte del kit può essere sostituita, ispezionata e reintegrata anche durante l’azione di pesca sia per un eventuale cambio di diametro di asta sia per una eventuale (ma remota) possibilità di danneggiamento della guarnizione (che alloggia proprio in questo stadio). Leggo da molte parti che oggi tutti possono aprire la volata con il fucile in pressione, ma l’unico commercialmente in grado di farlo resta l’X-Power dato che è li il fulcro del brevetto, oltre al fatto di non avere “equipaggiamenti” sull’asta.”
Che dire, un’ulteriore dimostrazione della bontà del progetto.

L'impugnatura del mio fucile
Ammesso e non concesso che delle modifiche al mio fucile può anche non fregare niente a nessuno, in questa terza parte parlerò dell’impugnatura personalizzata del mio Spark Mimetic 85 (in questo momento spostata sul 98). Impugnatura per la quale ho ricevuto un bel po’ di complimenti nei forum dove ho postato le foto.
Normalmente sono abbastanza critico nei confronti delle mie realizzazioni, in questo caso tuttavia devo dire che dal punto di vista estetico il lavoro mi è venuto davvero bene. Dal punto di vista pratico invece …
Diciamo che con la nuova impugnatura il fucile lo sento più stabile e faccio meno fatica a tenerlo fermo. Ciò comporta risvolti positivi sul brandeggio. Non ho notato invece miglioramenti sostanziali nella gestione del rinculo. Dovessi rifare oggi l’impugnatura saprei come porre parziale rimedio a tale lacuna, tuttavia il tempo è quello che è, pertanto mi tengo l’impugnatura così come la vedete in foto. Più avanti si vedrà.
Ma veniamo alla lavorazione.
Il primo passo consiste nel rimuovere dal fucile l’impugnatura originale, realizzata in plastica bianca, sfilando l’apposita spina nera che la tiene in sede. A tal proposito è sufficiente usare un cacciavite e dare qualche colpo leggero sulla spina per far si che questa venga via tranquillamente.
Fatto questo si da un leggera carteggiata alla superficie di plastica dell’impugnatura e si rimuove la polvere e lo sporco con un panno imbevuto di alcool o trielina.

Ho deciso di parlare dell’Airbalete di Omer per il semplice fatto che, prima o poi, diventerà il mio fucile da pesca. Il motivo di questa scelta? Sinceramente non riesco a spiegarmelo. Sarà che mi piaciono le cose nuove, sarà che mi faccio infinocchiare facilmente dalla pubblicità. Oppure, più semplicemente, mi piace dal punto di vista estetico. Fatto sta che me ne sono innamorato dalla prima volta che l’ho visto. Così mi sono messo a leggere tutto quello che sono riuscito a trovare sui forum di pesca a propositito di questo controverso pneumatico. Perché definirlo controverso? per il semplice fatto che c’è chi ne è rimasto entusista, e c’è chi lo boccia senza possiilità d’appello.
Precisando che non si tratta ne di una prova, ne di una recensione, di seguito esporrò sommariamente il sunto di quello che può essere letto in rete a proposito dell’Airbalete.
Iniziamo dai pregi: in molti concordano uno dei soui punti di forza sia migliorato il tiro istintivo. Tale miglioramento è dovuto all’inedita collocazione dell’impugnatura, posta dietro il serbatoio e in linea con l’asta, tanto da ricordare molto da vicino le geometrie dei normali fucili ad elastici. Altro particolare che migliora il tiro istintivo è la lunga scanalatura logitudinale posta sopra il serbatoio, quasi ad imitare l’asta visibile nei normali fucili ad elastico, utile quale riferimento per i tiri “al volo”. Non manca ovviamente un mirino (in verità poco visibile) per i tiri di precisione.
Grazie all’impugnatura arretrata è migliorata sostanzialmente la gestione del rinculo. Il grilletto ha una corsa ridotta e al tatto appare più morbido rispetto ai normali fucili pneumatici.
Per quanto riguarda la facilità di caricamento, a quanto pare la Omer ha ottenuto ottimi risultati. Sembra che, a fucile smontato, il pistone scorra dentro la canna per semplice gravità, e questo la dice lunga sulla riduzione degli attriti che si è riusciti ad ottenere. Con il fucile caricato a 20 ATM lo sforzo di caricamento pare davvero esiguo.

Testata X-Power montata sull'Airbalete
Tanto per rimanere in tema di Testate, oggetto del precedente post, oggi parlo dell’X-Power, nuova testata sottovuoto prodotta e commercializzata dalla STC Italia.
Faccio un breve accenno alla tecnologia delle testate sottovuoto, tecnologia adottata da molti pescatori subacquei grazie all’ottimo successo dei kit di trasformazione e dei fucili Mamba prodotti dalla Maori. Si tratta di particolare sistema grazie al quale i fucili pneumatici lavorano sottovuoto, ossia non permettono l’ingresso di acqua all’interno della canna. In questo modo il pistone è libero di spingere l’asta senza l’ostacolo rappresentato dall’acqua che allaga la canna, ottenendo in tal modo prestazioni fenomenali. C’è chi è arrivato a ipotizzare che un fucile sottovuoto canna 13 caricato con 25 atmosfere equivalga a un fucile normale caricato a 35. Si tratta di dati non ufficiale, che comunque danno la misura dell’incremento di prestazioni ottenibile. L’importanza di ottenere prestazioni migliori con basse precariche sta nella possibilità di contenere lo sforzo di caricamento. In pochi infatti riescono a caricare un fucile pompato fino a a 35 atmosfere (e in molti non riescono ad andare oltre oltre le 25). Oltre a questo, all’aumentare della potenza, aumenta il rischio di storcere l’asta in fase di caricamento, specie per chi usa tahitiane da 6,5 mm.
Gli altri vantaggi offerti dalla tecnologia sottovuoto consistono nella riduzione del rumore generato dallo sparo ed in un minore rinculo. Tali caratteristiche aumentano le chance di centrare la preda a distanze superiori rispetto a quelle garantite da un fucile standard
Ma torniamo all’X-Power. Si tratta di un sistema sottovuoto che fa a meno del cosiddetto otturatore e dell’o'ring sull’asta. Il vuoto viene creato e mantenuto da uno o più o’ring inseriti all’interno della testata. Può funzionare in due configurazioni distinte: con asta nuda o con codolo e scorrisagola. Vediamo le differenze.

Volata con fori svasati
Alcuni la chiamano volata.
La testata è composta, appunto, dalla volata (il cilindro di alluminio con i fori di scarico dell’acqua), dalla boccola di ammortizzo (cilindro di plastica e gomma dura che attutisce l’impatto del pistone) e dalla testata vera e propria (un dado che chiude il tutto, trattiene la boccola di ammortizzo e fa da sede per la rondella dell’asta).
Nella volata del mio spark mimetic 85 ho svasato in senso idrodinamico i fori della volata. Tale modifica serve per renere più agevole l”espulsione dell’acqua contenuta sulla canna. Alcuni fucili hanno di serie questa caratteristica: i Cressi della serie SL, i Tigullio Ras, gli Asso della Seac e tutti i pneumatici di ultima generazione, ossia Omer Airbalete e Seac serie Caccia e Hunter.
Per svasare i fori ho utilizzato un dremel con punta di pietra conica, lavorando in senso oblicuo. Si tratta di un lavoro di per se abbastanza semplice, dove non è richiesta una particolare manualità. Diverso il caso in cui al posto del dremel si utilizzi un trapano o una lima. In questo caso bisogna fare un po’ più attenzione.
A prescindere dal tipo di lavorazione impiegata, è bene bloccare la volata su una morsa, magari utilizzando un paio di legnetti per non rovinare la parte esterna.
Benché in molti considerano questa modifica fondamentale, ho l’impressione che l’ìncremento di prestazioni, se c’è, sia abbastanza contenuto, soprattutto se a basse pressioni di precarica. Tuttavia male non fa. Unica accortezza sta nello sciacquare bene il fucile dopo ogni uscita in mare. Il lavoro sui fori rimuove infatti l’anodizzazione, utile per prevenire fenomeni corrosivi.
Un’orata suicida…
Domenica mattina vado al mare con mia moglie e mio figlio. Non ho resistito alla tentazione di portarmi dietro l’attrezzatura da pesca, pertanto verso mezzogiorno, ad un’ora del tutto inadeguata, decido di entrare in acqua. Parto dalla spiaggia con il pneumatico lungo attaccato sotto la plancetta gonfiabile e il 75 armato di fiocina.
Negli scogli poco distanti dalla riva c’è un po’ di movimento: si tratta di saraghetti e occhiatine abituati alla presenza dell’uomo, che tuttavia non si lasciano avvicinare tanto facilmente da un pivello come me.
Dopo circa 10 minuti di simil agguato tra gli scogli mi affaccio da dietro un grosso masso affiorante. Avvisto a 6 o 7 metri da me una piccola orata “da porzione”, di quelle “sparabili”. Mi vede anche lei…
Penso: “Ora scappa a razzo, come sempre, o al massimo se ne sta quasi ferma ad aspettare un mio movimento”. E invece, lentamente, la vedo avvicinarsi e muoversi in ampi cerchi. Trovandomi ancora in superficie e con la prospettiva di dover sparare dall’alto verso il basso, decido di immergermi a un paio di metri di fondo, su un lastrone di granito, e farle l’aspetto. So che questa mossa è un azzardo. Di fatto potrei spaventarla e farla scappare.
E invece, dopo la capovolta fatta senza far uscire le pinne dall’acqua, mi adagio sul fondo e, magia, vedo l’orata avvicinarsi decisa. Quando si trova a un metro dalla fiocina sparo e la centro tra la branchia e l’occhio. Devo averle centrato il cervello perché l’orata si adagia sul fondo immobile. E’ la mia prima orata, certo non grande, ma pur sempre di orata si tratta.
Decido i continuare la pescata con il 75 armato di fiocina. Avvisto un branco di muggini, riesco ad avvicinarli, sparo e… vedo l’asta uscire lentamente. Controllo la volata e noto la gomma della boccola di ammortizzo completamente spappolata e riversata all’interno della volata, tanto da non permettere la vista del pistone.
Fine della pescata con il tempest 75. Armo lo spark mimetic 98, sto in acqua un’ora e non prendo nient’altro.
… Tanto per dire che il progetto è momentaneamente bloccato: il compressore è bruciato (diagnosi di un frigorista, quindi corretta). Ecco la mia prima fregatura su ebay. Il danno è minimo, 20 € perse, però che fastidio…
Il frigorista in questione, fornitore dell’azienda nella quale lavoro, mi ha promesso che me ne procurerà uno. Speriamo bene.
Nel frattempo farò le modifiche in programma al mio Spark Mimetic 98, modifiche rimandate in attesa di poterlo ricaricare poi, appunto, con il compressore che mi sarei dovuto costruire. Vorrà dire che chiederò il solito favore al solito negozio dove dispongono di bombola e raccordo.
Che palle…

Se vi interessa è in vendita… Ma di questo ne parliamo dopo.
Ho acquistato questo fucile a fine settembre 2008, presso un rivenditore on line. Il prezzo era abbastanza allettante e di conseguenza, ormai deciso ad intraprendere la nuova esperienza della pesca subacquea, non mi lasciai scappare l’occasione. Lo comprai in abbinamento al mulinello Mares specifico per quest’arma e a una sessantina di metri di sagola da 120.
Per quale motivo scelsi il fucile pneumatico? La ragione è semplice: prima di intraprendere la pesca subacquea vera e propria ho praticato per diversi anni quello che io chiamo uno snorkelig armato. Si trattava di brevi scorrazzate fatte partendo dalla spiaggia, senza muta, con un piccolo fucile pneumatico alla ricerca di polpi, seppie e trigle. E visto che con il piccolo pneumatico avevo ormai dimestichezza, al momento di scegliere l’arma per la pesca subacquea ho pensato di rimanere su questa tecnologia.
Un po’ mi sono pentito di questa scelta. Di fatto il pneumatico non permette un tiro istintivo e chirurgico durante l’azione di pesca. O meglio, lo consente se ci prende la mano e si riesce a intensificare le uscite a pesca. Cosa per me non facile.
Per via di qualcosa che ha a che fare con la mia testardaggine, non sono ancora passato all’arbalete. Dopo l0 spark 85 ho comprato uno spark 98 e ho sostituito il vecchio ministen da 55 con un Omer Tempest 75… e continuo ad avere una mira approssimativa.
Per questo motivo il prossimo acquisto sarà l’Airbalete della Omer, un fucile pneumatico che riprende alcuni dei concetti dei fucili ad elastici. Anche di questo ne parlerò in un prossimo articolo.
Riassumo quelle che sono le caratteristiche tecniche dei fucili Mares serie Spark:
- Canna interna da 11 mm.
- perno grilletto da 1,5 mm.
- diametro serbatoio 40 mm.
- possibilità di usare aste da 6,5 e 7 mm.
- Sganciasagola larterale
Nel prossimo articolo spiegherò le modifiche apportate a fucile

Questo è il secondo elemento fondamentale che utilizzerò per costruire il mio compressore per fucili pneumatici. Si tratta di un normalissimo manometro a paraffina da 40 atmosfere (l’ho pagato 11 € presso un rivenditore di oleodinamica) avvitato ad un raccordo appositamente costruito da Luca, nick name SVL, moderatore del forum Pescasub & Apnea.
Il raccordo l’ho pagato qualche euro in più rispetto al manometro (classico esempio dove la salsa costa più del pesce, ma in questo caso il sovrapprezzo è giustificato: Luca lo fa per conto suo lavorandolo interamente al tornio). La particolarità di questo raccordo è di possedere uno spillo spingivalvola regolabile (è a tutti gli effetti una vite tornita), che rende molto precisa la misurazione, e se ben tarato riduce al minimo la perdita d’aria in fase di avvitamento/svitamento (+/- un decimo di atmosfera).

Nel mio futuro compressore per pneumatici manometro e raccordo saranno separati da un cosiddetto raccordo a T, il quale a sua volta sarà collegato a una frusta per alte presisoni, e questa a sua volta a un raccordo bicono solidale al compressore…
Prima però dovrò procurarmi qualcosa che si chiama “termocoppia” e che costituisce la parte “elettrica” compressore, quella dove andrà collegato l’interruttore. Inutile costruire il tutto se poi non riesco a farlo partire…




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