L’anno scorso scrissi un articolo sulla Micromask di Technisub, definendola più o meno la maschera ideale: volume interno ridotto, buona aderenza, ottimo campo visivo, semplicità di regolazione, silicone sufficientemente morbido.
Tuttavia, dopo alcuni mesi di utilizzo, per qualche motivo ho iniziato a non trovarmi perfettamente a mio agio. La Micromask rimane un ottima maschera, anche se per qualche motivo ho come l’impressione di non aver trovato “La Mia Maschera Ideale”. In realtà l’unico difetto che sono riuscito a trovarle è che il silicone mi segna il volto.
Recentemente ho avuto la possibilità di acquistare la Mystic della Sporasub ad un prezzo particolarmente competitivo, e di conseguenza non mi sono lasciato sfuggire l’occasione.
Della Mystic mi piacciono soprattutto il colore, un bel verde mimetico opaco, il silicone, che al tatto sembra davvero morbido, e la leggerezza complessiva.
In acqua la Sporasub si è rivelata una buona maschera, ottima per certi versi, ma non è riuscita a entusiasmarmi. Il campo visivo è meno buono di quello della Micromask, mentre il silicone è effettivamente più morbido, anche se dopo qualche ora in acqua il volto mi rimane comunque segnato (un po’ meno rispetto alla micromask). Per quanto riguarda la regolazione dei cinghioli, vince la Technisub, la quale, a sua volta, risulta leggermente più pesante della Sporasub (il che è abbastanza ovvio, avendo una superficie in vetro maggiore).
Insomma, si tratta di due ottimi prodotti, che più o meno si equivalgono. Per quanto mi riguarda, come qualità complessiva l’ago della bilancia pende leggermente in favore della Micromask, che tuttavia costa molto di più della Sporasub e non ha le caratteristiche mimetiche di quest’ultima.
Per ora mi accontento. La Mia Maschera Ideale probabilmente sarà la prossima.
Da ieri, nella home page di STC-Italia, compare il logo Mares Pure Instinct contornato dalla scritta “X-Power System – Approvato da Mares per l’utilizzo sui propri fucili Oleo-Pneumatici”. Ciò significa che una multinazionale importante come la Mares, che ha fatto e che continua a fare la storia della pesca subacquea, creatrice di indimenticabili fucili subacquei quali il Mirage, la mitica serie Sten, il Cyrano… approva l’installazione dei prodotti STC nei suoi fucili pneumatici.
E questo non solo è un riconoscimento della bontà del sistema X-Power, ma implicitamente costituisce un promozione ufficiale al rango di realtà importante e consolidata ed una ulteriore valorizzazione del brand STC, sempre più garanzia di serietà, professionalità e impegno.
Congratulazioni pertanto a STC per questa ulteriore conferma della bontà delle sue realizzazioni.
Come perdo tempo io, non credo riesca nessun altro.
Per “perdite di tempo” intendo sia quei problemi e quelle lungaggini che ti fanno arrivare tardi a pesca, sia tutti quegli intoppi che ti rallentano o ti bloccano durante la battuta stessa. Da qui in avanti descriverò situazioni capitate al sottoscritto insieme a fatti accaduti a terzi di cui sono venuto a conoscenza. Eviterò di “perdere tempo” in inutili distinzioni.
Andiamo per ordine.
Da quando ho iniziato a pescare, soltanto una volta sono riuscito a entrare in acqua durante le prime fasi dell’aurora, quando ancora si fa fatica a vedere che succede sottacqua. I motivi sono tanti, ed ogni volta diversi, alcuni dei quali addirittura “eccentrici”.
Pur non soffrendo particolarmente la levataccia, a volte faccio fatica ad alzarmi immediatamente dopo il suono della sveglia… alle quattro del mattino! Già, perché pur avendo il mare vicino casa, sono sicuro che ogni volta dovrò imbattermi in questo o in quel problema, che come da titolo mi farà inevitabilmente perdere tempo. Di conseguenza regolo la sveglia per quell’ora.
Purtroppo la sveglia può capitare che non suoni, oppure che non la si senta suonare. O anche che la si spenga più o meno inconsapevolmente. A volte si preme per un numero di volte indefinito il pulsante “snooze”, giusto per raschiare qualche minuto in più di sonno, col risultato di alzarsi alle 7.15 (a giorno fatto, specie d’estate).
Tutti questi problemi però potrebbero avere un’origine diversa dal bisogno fisiologico di dormire. Nonostante tutti i buoni propositi, la sera prima della battuta di pesca difficilmente si riesce ad andare a letto ad un orario decente. Nel fine settimana infatti capita spesso di avere ospiti a cena, con tutto quello che ne consegue (a seconda degli ospiti: impossibilità di schiodarsi dal divano prima dell’una e un quarto; coinvolgimento in grandi bevute d’alcool e/o grandi mangiate; visione di due o tre film in sequenza; bambini che ti mettono a soqquadro casa…). Oppure tu stesso sei invitato a cena fuori, e non è cortese rifiutare/andarsene presto.
Mettiamo che nonostante tutto – postumi di sbornia smaltiti (ok, siamo sullo scherzo, ma meglio non bere se si deve andare a pesca, mi raccomando), ore piccole e cena digerite – riusciamo ad alzarci all’ora che effettivamente ci siamo prefissati. E’ il momento dei problemi post risveglio. Si fa colazione e subito si hanno problemi intestinali. Oppure: si da’ un’ultima controllata all’attrezzatura (cosa che colpevolmente non è stata fatta nei giorni precedenti) e ci si imbatte nei seguenti inconvenienti: il fucile pneumatico è misteriosamente scarico; la plancetta gonfiata la sera prima è sgonfia; l’orologio/profondimetro è fermo; non si trovano più le cavigliere/la maschera/il boccaglio/il coltello; ci si è dimenticati di rifare la punta all’asta, o l’impiombatura; salta fuori che la muta ha un buco, o uno strappo, che non si erano notati l’ultima volta; ecc.
Posto rimedio a tutto quello che si fa in tempo a sistemare a casa, si carica l’attrezzatura in macchina. A questo punto scoprite che vostra moglie l’ha lasciata in riserva fissa, oppure siete stati voi stessi, ma non fa differenza. Potreste avere una o più gomme a terra, o il motore che non parte, ma qui siamo alla sfiga pura.
Per quale motivo è necessario modificare lo sgancia sagola dell’Omer Airbalete? per il semplice fatto che la Omer stessa ha consigliato tale modifica. E se lo dice la Omer c’è da fidarsi.
Il problema è questo: lo sgancia sagola dell’Airbalete, benché venga definito “svincolato” dal grilletto, in realtà non lo è. Quando si preme il grilletto lo sgancia sagola viene “spostato” dal grilletto in posizione “aperta”.
Per far tornare lo sgancia sagola in posizione “chiusa” è presente una molla. Proprio questa molla, evidentemente non troppo tenera, pare “tiri” le volute dell’impiombatura, con la conseguenza di deviare il tiro.
Nel video ho esemplificato le operazioni necessarie per estrarre la molla ed evitare gli inconvenienti di cui sopra. Si tratta di un’operazione piuttosto semplice, con l’unico inconveniente che in fase di armamento del fucile lo sganciasagola andrà riposizionato manualmente in posizione chiusa. Personalmente preferisco perdere mezzo secondo piuttosto che vedere l’asta cambiare traiettoria. Voi che ne dite?
Ecco una news dell’ultima ora, che ho il piacere di pubblicare in anteprima. E’ stato concluso un accordo commerciale tra STC Italia, i signori X-Power, e Sigal Sub, rinomato produttore di aste e accessori per la pesca subacquea.
L’accordo prevede la distribuzione delle aste X Shaft Free direttamente da Sigalsub, e l’assegnazione della distribuzione del Kit X Power ai rivenditori.
Come dichiarato da Claudia Cerasomma, titolare di STC Italia, La scelta di far distribuire le aste tramite Gallini (titolare della Sigal Sub), è stata guidata dalla volontà di diffondere l’uso delle stesse ad un pubblico più ampio.
Sempre a proposito delle aste X Shaft Free, Claudia Cerasomma dichiara: “Sono aste che stanno riscontrando un grande interesse e che hanno convinto ed appassionato pescatori che si professavano scettici. Mi rendevo conto che l’interesse intorno ad esse stava crescendo e che la capacità distributiva di STC rischiava di essere un freno per la diffusione di un prodotto che invece è sempre più richiesto dal mercato.”
Eccolo li l’Airbalete di Ivan, montato sul mio tavolo di lavoro, vicino ad altri due miei cannoncini. L’Airbalete, di misura 100, è il più lungo del lotto. L’altro fucile è un Mares Spark 97 con volata Mamba, mentre il più corto, quello strano, è un Maori Mamba 90 con volata X-Power, impugnatura Mares e serbatoio rivestito.
L’Airbalete era stato mimetizzato con del nastro gommato e dei colori acrilici, ma io ho preferito rimuovere la mimetizzazione per poter tenere in evidenza la scanalatura superiore che, in teoria, dovrebbe facilitare il puntamento. Il fucile è dotato di un mulinello Omer Match 50, che probabilmente sostituirò con match 30 montato attualmente sul mamba. Non amo i mulinelli ingombranti, e siccome pesco prevalentemente nel bassofondo, dove di lecce e ricciole non solo non ne ho mai preso, ma neanche mai visto, preferisco salvaguardare ingombri e comodità di utilizzo.
In attesa di ricevere la volata X-Power specifica per Airbalete, devo decidere se montargli un’asta da 7 o da 6,5. Se riuscirò ad organizzare più prove cercherò di testare entrambe le configurazioni.
Gli altri due fucili subiranno un’inversione di volata. Rimonterò L’X-Power sullo Spark, con il quale ero diventato un cecchino, e la volata Mamba sul fucile omonimo, che metterò in vendita (poco feeling con puntamento e istintività…).
Grazie ad una collaborazione messa appunto con l’amico Ivan Palumbo (ottima persona/ ottimo pescatore, questo il suo BLOG), a breve mi ritroverò tra le mani un Omer Aribalete, misura 100, al quale monterò il kit specifico X-Power, nella versione per asta con scorrisagola di diametro 7.
Spero davvero di trovare il tempo necessario per la varie prove, le quali saranno fonte di ispirazione per articoli nel mio e nel suo Blog.
Purtroppo le mie battute di pesca si sono ridotte drasticamente, sia nella frequenza che nella durata (un paio d’ore al massimo), a causa impegni familiari e lavorativi non derogabili. Ciò non mi consente, tra l’altro, di condividere le battute di pesca con qualche compagno, visto che quando riesco ad andare a mare si tratta sempre di una decisione presa all’ultimo minuto. Anche per questo motivo sto evitando tuffi oltre i 10 metri, che dopo averli sperimentati lo scorso anno, non mi sento più ad affrontare senza la presenza di un compagno fidato.
Ora però sto divagando. Sperando nelle poste italiane, il pacco dovrebbe arrivarmi a metà della prossima settimana, più o meno insieme al kit X-Power. Finalmente dopo tanto fumo (i miei articoli sull’Airbalete) arriverà un po’ di arrosto. E se questo arrosto vorrà dire anche qualche pesce in più da fare al forno o nel barbecue… bé, tanto meglio.
La STC non finisce di stupire. A neanche un anno dalla prima commercializzazione dell’X-Power, lo sviluppo di questo innovativo kit per il sottovuoto nei fucili pneumatici ha già subito diversi step evolutivi.
Personalmente non ho avuto nessun tipo di problema con la prima versione del kit, ma devo dire di essermi trovato decisamente bene con l’evoluzione successiva, quella specifica per aste nude. Tuttavia il perfezionamento e l’ottimizzazione dei prodotti STC sembra non volersi arrestare. Le foto mostrate in questo articolo sono relative al nuovo finale del kit X-Power specifico per aste nude. In pratica, anziché avere finali diversi per aste di diametro diverso, avremo un unico finale nel quale andrà avvitato (basta una moneta da 20 centesimi) un apposito inserto in materiale ertacetalico, resistente sia meccanicamente che agli agenti esterni ed esente da qualsiasi tipo di corrosione/ossidazione. L’inserto verrà prodotto per aste da 6,5, 7 e 8 mm. di diametro. Il prototipo mostrato in foto è privo dell’anodizzazione finale e delle scanalature che agevolano la presa.

Oltre a un ovvio beneficio in termini di costo finale per il pescatore, il materiale dell’inserto garantisce una diminuzione del peso della volata, una maggior silenziosità e un annullamento dell’attrito dovuto a flessioni dell’asta in fase di caricamento (che tra l’atro, in mano a pescatori particolarmente maldestri, poteva dare origine a solchi e rigature nella superficie dell’asta ed intaccare l’anodizzazione del terminale).
Lo so bene: per diventare un bravo pescatore subacqueo ci vogliono tanta pratica, attenzione, costanza e determinazione. E anche un buon allenamento psicofisico, aggiungo.
Tuttavia io sono un inguaribile consumista, e se fosse per me passerei giornate intere per negozi a spendere e a lasciarmi sedurre dal demone dello shopping selvaggio.
Fortunatamente perso di potermi ritenere una persona responsabile e sufficientemente equilibrata, e nonostante questo mi comporti una certa frustrazione, riesco a contenere in qualche modo i miei istinti spendaccioni.
Questo per dire che si, per diventare un buon pescatore bisogna… imparare a pescare, prima di tutto. Ma se potessi comprerei ogni giorno nuova attrezzatura, da provare, ammirare e “collezionare”.
E visto che il gioco mi piace, provo a immaginare cosa acquisterei oggi se mi trovassi con le tasche inaspettatamente e misteriosamente piene di soldi.
Facile dire che il primo acquisto sarebbe un nuovo fucile. Inutile girarci intorno, alla fine ciò che più affascina noi pescatori è l’arma che ci permette di catturare la preda. Metto però un attimo da parte ciò che più mi piace e per vedere invece ciò che più mi serve.




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