Nel forum veniva mostrata la realizzazione di un mulinello in acciaio Inox. Un bel manufatto, funzionale e esteticamente gradevole. Mosso dalla curiosità ho così deciso di dare una sbirciatina al suo blog, del quale riporta il link in calce ai suoi messaggi.
Ho potuto così ammirare, rimanendone decisamente impressionato, la bravura di questo pescatore nella costruzione di attrezzature per la pesca subacquea e, soprattutto, nella realizzazione di esche artificiali per la pesca a spinning.
Si tratta per lo più di tutta una serie di minnows, joited, jerk, lipless e darter realizzati in plastica dura e dalle forme particolarmente originali. Sono talmente ben realizzati che viene difficile credere siano il frutto di un meticoloso lavoro artigianale. E a giudicare dalle foto delle prede catturate sembrano tra l’altro particolarmente efficaci.
Tempo fa mi cimentai anch’io nell’autocostruzione di artificiali per lo spinning, fermandomi a tre prototipi (due wtd e un darter), quindi ne parlo con cognizione di causa. Bene, quelli creati da Mariano sono di gran lunga, tra gli artificiali artigianali per la pesca a spinning che io abbia mai visto, i più belli in assoluto. E come dicevo prima sembrano anche catturanti. Cosa si può volere di più?
Riporto nuovamente il link al blog: faraoneking.over-blog.it
Vi invito a darci uno sguardo, anche perché ho pubblicato soltanto una piccola selezione delle numerose realizzazioni del Faraone. Vale la pena.
Pubblico di seguito alcune foto relative alla soluzione inviatami da Luca, lettore di questo Blog, relative alla modifica dello sgancia sagola dell’Omer Airbalete. Dico subito che a me non piacciono troppo le soluzioni che prevedono una “trattenuta fissa” delle volute di filo.
Tuttavia in tanti usano sistemi di ritenuta dell’impiombatura non dinamici. Si va dal “coccodrillo” creato con una sottile lamina di metallo, al semplice elastico, alla fascetta creata ritagliando un anello da una camera d’aria.
Il sistema creato da Luca sembra perfetto per l’Airbalete. E’ costituito da filo armonico da 2 mm. (non più spesso altrimenti non entra nella sede originale), sagomato in modo da ricavarne un’ asola per la spina di fermo. Le due appendici contrapposte servono a riprodurre il lavoro di una molla. La parte dove va inserita la sagola è stata piegata in fuori in modo da creare un invito per il filo.
A detta di Luca questa soluzione non comporta la deviazione dell’asta a fine corsa, principale difetto imputato allo sganciasagola originale dell’Airbalete. Riporto le sue parole: “Con questo sistema lo sganciasagola e’ indipendente dal grilletto, quindi puoi regolarne la dolcezza senza temere che questo rilasci in modo accidentale lo sganciasagola. Non hai bisogno di riposizionarlo dopo lo sparo. La sua dolcezza e immediatezza nel rilascio della sagola e’ impressionante: la sagola segue un andamento naturale e di conseguenza non fa deviare l’ asta“.
Non resta che provare…
Quella che vedete in foto è la nuova impugnatura per il mio Spark Mimetic 98, provvista di una bella sella di appoggio per il pollice, cosa che dovrebbe permettermi un miglior controllo del rinculo.
L’impugnatura è modellata sulla mia mano, anche se non è perfettamente anatomica. A dire il vero avrei voluto rifinirla meglio, ma con i materiali che ho utilizzato ci vuole un bel po’ di tempo e tanta pazienza. Non sono perfettamente soddisfatto del risultato: il mignolo si trova ora in posizione troppo aperta rispetto a come dovrei tenerlo, tuttavia le sensazioni in pesca sono positive e il controllo dell’arma sembra migliore. Purtroppo, a causa di una cattiva regolazione grilletto, ho dovuto riporre il fucile in plancetta, quindi un test vero e proprio sarò in grado di effettuarlo alla prossima pescata.
Per quale motivo è necessario modificare lo sgancia sagola dell’Omer Airbalete? per il semplice fatto che la Omer stessa ha consigliato tale modifica. E se lo dice la Omer c’è da fidarsi.
Il problema è questo: lo sgancia sagola dell’Airbalete, benché venga definito “svincolato” dal grilletto, in realtà non lo è. Quando si preme il grilletto lo sgancia sagola viene “spostato” dal grilletto in posizione “aperta”.
Per far tornare lo sgancia sagola in posizione “chiusa” è presente una molla. Proprio questa molla, evidentemente non troppo tenera, pare “tiri” le volute dell’impiombatura, con la conseguenza di deviare il tiro.
Nel video ho esemplificato le operazioni necessarie per estrarre la molla ed evitare gli inconvenienti di cui sopra. Si tratta di un’operazione piuttosto semplice, con l’unico inconveniente che in fase di armamento del fucile lo sganciasagola andrà riposizionato manualmente in posizione chiusa. Personalmente preferisco perdere mezzo secondo piuttosto che vedere l’asta cambiare traiettoria. Voi che ne dite?
Qualche giorno fa il raccordo artigianale del compressore, con il quale carico i miei fucili, si è spezzato in due. Letteralmente.
Il raccordo me lo aveva costruito Luca SVL, noto utente di vari forum dedicati alla pesca subacquea.
Per risolvere la faccenda decido di fare due cose: 1) sego un pezzo di pompetta per fucili mares e la collego al compressore tramite un attacco rame e 2) compro un raccordo Omer per fucili Mares / Seac. Già che ci sono compro anche il manometro.
Raccordo e manometro sembrano costruiti davvero bene. Purtroppo lo spillo del raccordo non è sufficientemente lungo per agire sulla sfera della valvola Seac, problema che ho risolto aggiungendogli la capocchia di un chiodino per legno.
Il Manometro, invece è… un semplice manometro con il filetto tornito per l’Airbalete e lo spillo calibrato. Costa un po’ troppo rispetto a un normale manometro a paraffina. Diciamo il doppio.
Si tratta comunque di un buon prodotto, e sembra strano che altre aziende come Mares, Seac e Cressi, che da decenni producono fucili pneumatici, abbiano demandato questo tipo di accessori al fai da te.
Segnalo questo interessante articolo comparso su Pescasubapnea.net (sito con il quale pescafacile.com è gemellato) relativo alla manutenzione dell’Omer Airbalete. In particolare l’articolo fa luce sul meccanismo di sgancio del pistone, suggerendo alcune operazioni atte a renderne il funzionamento meno incerto.
In tanti infatti denunciano il disagio dovuto a quello che spesso viene definito un difficoltoso aggancio del pistone alla fine della manovra di caricamento. La Omer non considera questa caratteristica dell’Airbalete un difetto, definendolo una sorta di compromesso a favore della dolcezza del grilletto.
Personalmente, non avendo mai provato l’Airbalete, non posso esprimere opinioni in merito. Anzi, approfitto di questo articolo per dichiarare solennemente di non essere un esperto di Airbalete, per le ragioni poc’anzi menzionate, e tutto quello che scrivo in merito a questo rivoluzionario progetto della Omer (può piacere o non piacere, ma checché se ne dica è l’unico fucile pneumatico che introduce sostanziali novità da parecchi anni a questa parte) deriva dalla lettura dei forum e da opinioni ricevute da parte di persone delle quali mi fido (e che non vengono sponsorizzate dalla Omer).
Detto questo, se la Omer vuole mandarmene uno in prova sarei ben felice di fornire le mie modestissime impressioni…
Magari qualcuno lo ha già costruito, non voglio certo appropriarmi del primato, anche se in giro ancora non ne ho visto. Si tratta di un ibrido costituito da impugnatura mares (che reputo migliore di quella Omer adottata dalla Maori), con calcio anatomico personalizzato, canna e serbatoio Mamba 90 da 35 mm. di diametro, pistone X-Runner, volata X-Power e lubrificazione al teflon.
Secondo me ne è scaturito un bel fucilozzo, al quale, tempo permettendo, applicherò al serbatoio la sagomatura a osso di seppia del prototipo Dark Snake.
Già così mi piace non poco.
Sono convinto che il serbatoio da 35 mm, abbinato ad un’asta da 6,5 mm. e precarica da 25/27 atm., garantisca un tiro bruciante entro i 4 metri.
Purtroppo non potrò testarlo in mare per via di due microcrepe che per qualche motivo si sono aperte nel raccordo di riduzione tra impugnatura e serbatoio, dalle quali trafila molto lentamente l’aria del serbatoio. Ho preso contatti con la Maori per la sostituzione del pezzo, ma i tempi sembrano lunghi…
Quindi, ho risolvo con qualche sistema alternativo, o aspetto. C’è poco da fare…
Gioacchino, affezionato utente di questo blog (e possessore di un mirage che non smetterò di invidiargli), mi ha inviato alcune foto che mostrano un paio di interessanti soluzioni che rendono la vita più comoda al pescatore subacqueo.
La prima consiste nell’installazione di un piccolo coltello ausiliario nella cinghia dello schienalino. Il vantaggio offerto da questa soluzione consiste nel poter avere un coltello di riserva utilizzabile con entrambe le mani. L’alternativa, il posizionamento del coltello sul braccio, si rivela purtroppo tragicamente inutile nel caso in cui, per qualche motivo, dovessimo avere l’altro braccio bloccato.
Anche se mi auguro non dovesse mai essercene bisogno (e gli scongiuri si sprecano), adottare una soluzione come quella proposta da Gioacchino può rivelarsi, in talune circostanze, un vero e proprio salvavita.
Anche l’altra soluzione ha a che fare con lo schienalino.
A meno che non utilizzate un gilet tipo quello Omer, spesso e volentieri lo schienalino presenta lo spiacevole inconveniente di spostare la cintura dei piombi alla quale è collegato, soprattutto nelle manovre di immersione.
L’idea di Gioacchino consiste nel prolungare l’elastico di collegamento alla cintura, farlo passare sotto il cavallo e collegarlo in prossimità della fibbia. In questo modo la trazione esercitata dallo schienalino, questa volta verso il basso, dovrebbe lasciare la cintura li dov’è.
Ho comprato da poco un paio di guanti Rofos, neri e spessi, e devo dire che per l’inverno vanno più che bene: tengono le mani calde e sono sufficientemente morbidi. Non non sono esattamente della mia misura, ma me li faccio andare bene comunque.
Avrei voluto comprare dei guanti mimetici, ma nel negozio di fiducia non ne ho trovato. Poco male, ho deciso di rimediare per conto mio.
Vi spiego come ho fatto.
Ho utilizzato degli smalti sintetici per bricolage della Saratoga acquistati dal ferramenta, nelle tonalità verde, marrone e oro. Soprattutto quest’ultimo risulta fondamentale per ottenere un buon mimetismo. Li ho applicati sul guanto tramite un pennello, con dei colpi energici (come si vede dal filmato), nella sequenza verde, marrone e oro.
Altro da spiegare non c’è, il video mostra già tutto.
Il risultato secondo me è buono, anche se forse i colori hanno assunto una tonalità un po’ troppo scura. Immersi in acqua, comunque, paiono più chiari e naturali.
Intendiamoci, non sono certo un watusso, ma neanche un pigmeo. C’è la persona più alta del mondo, che passa i 2 metri e mezzo, c’è la persona più bassa del mondo, poche decine di centimetri, e c’è la persona più “media” del mondo, cioè io: 170 cm. perfetti.
Sospetto fortemente di non essere l’unico essere umano a poter esibire questo questo prestigioso record, ma lasciamo da parte queste inutili disquisizioni e veniamo al tema dell’articolo. Dall’alto, o dal basso, del mio metro e settanta, riesco a caricare con il carichino di serie i fucili pneumatici di misura 100. Il 110 ancora non mi è passato tra le mani, ma ho il sospetto che qualche difficoltà potrei averla.
Al momento, e chi segue questo blog lo sa bene, vado a pescare con il mio fido Spark Mimetic 98, pesantemente elaborato e dotato di asta tahitiana da 110 cm., più o meno. Armare il fucile con pressioni di precarica che arrivano fino a 26 atm è per me un gioco da ragazzi (tempo fa feci una scoperta formidabile: caricare il pneumatico non è una questione di braccia, ma di muscoli dorsali, leggete qui), anche con il carichino di serie. Più difficili si fanno le cose quando la pressione di precarica sale e contemporaneamente si usa un’asta tahitiana da 6,5 mm, magari abbastanza “nervosa” come quelle prodotte da Sigal. Anche con asta da 7 e 30 atm di precarica ho avuto qualche difficoltà a far agganciare il pistone.
In queste particolari circostanze, trovo abbastanza pratico l’utilizzo di un carichino con prolunga.
Rispetto a quelli visti in rete, quello da me realizzato ha alcune peculiarità. Non dico di avere l’esclusiva, ma in rete ancora non ho trovato niente di simile. La prima consiste nell’utilizzare un carichino di serie. Io ho utilizzato quello della Cressi, particolarmente robusto e con una sede per la punta dell’asta abbastanza profonda.
La seconda nell’utilizzare un elastico montato in modo tale da agevolare l’aggancio a un piombo qualsiasi della cintura.
La costruzione è particolarmente semplice, e basta uno sguardo alla foto per capire come è stata eseguita. Ho utilizzato una sagola particolarmente robusta, non si sa mai, e l’ho fatta passare in due fori nel manico realizzati con un trapano. Ho svasato leggermente i fori per farci entrare i doppi nodi che tengono ferma la sagola. Per maggiore sicurezza ho imbevuto i nodi con l’atack (diventano duri come la pietra) e li ho fatti aderire per bene al foro. Attenzione: il diametro del foro deve essere appena sufficiente da farci passare la sagola e al contempo abbastanza stretto da impedire il passaggio del nodo.
La sagola è stata fatta passare a sua volta su due fori realizzati nelle estremità del carichino e in quello, già presente, che si trova nel vertice superiore. In questo modo vengono distribuite in modo sufficientemente omogeneo le forze in gioco.
Per fissare l’elastico sono stati realizzati altri due fori, spostati verso il centro. Mentre un foro da almeno 8 mm. di diametro è stato realizzato al centro del legno, dal quale far passare l’asta. Dimenticavo, il pezzo di legno è stato ricavato da un vecchio manico di scopa.
La realizzazione, così come la vedete nella foto, lascia un po’ a desiderare dal punto di vista estetico. In passato avevo realizzato lo stesso carichino curando maggiormente l’estetica… ma avevo più tempo a disposizione. L’importante comunque è che funzioni, e soprattutto che sia sicuro al 100%. Ricordate che quando costruite questo tipo di attrezzature lo fate sotto la vostra responsabilità, coscienti del fatto che avere a che fare con armi pneumatiche può essere pericoloso per la vostra incolumità fisica.



















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