schemarta ministero politiche agricole1 e1299310745966 Registrazione obbligatoria al ministero delle politiche agricole

AGGIORNATO IL 30.03.2011

Segnalo che è  stato reso obbligatorio, per chi pratica pesca sportiva da terra o subacquea, la registrazione entro il 30 Aprile 2011 al ministero delle politiche agricole, forestali e del Mare. Il pescatore è tenuto ad esibire l’attestazione in caso di controllo da parte delle autorità preposte. Nel caso in cui non si disponga di tale attestazione al momento del controllo, non si viene multati, ma si deve sospendere l’attività di pesca ed effettuare la comunicazione, oppure presentare l’attestazione della comunicazione già effettuata nel termine di 10 giorni dall’ accertamento. Di seguito il link per la registrazione

http://pescasportiva.politicheagricole.gov.it…

I passaggi da effettuare sono i seguenti:

  • Cliccare su Applicazione “Pesca Sportiva” e registrarsi come utente.
  • Inserire Nome, Cognome, e-mail, password
  • Non compilare il campo Ente/Azienda/Associazione/Altro
  • Selezionare con il mouse l’opzione “ACCONSENTO”
  • Cliccare su “ISCRIVITI”

A fine registrazione cliccare su Accesso alla Pesca sportiva e ricreativa


orata e1293467120852 Esperienze di pesca: lOrataPurtroppo non mi è ancora capitato di pescare l’orata di cui potersi vantare, quella da tre o quattro chili. Tuttavia qualche centro l’ho fatto, e in base a queste catture ritengo di poter fare una mia personale disamina di quali sono le tecniche migliori per poter catturare questo bellissimo e buonissimo sparide. Ci tengo a precisare che tutto quello che scriverò è dettato da mie esperienze personali, e non dalla lettura di articoli sulle riviste e nei siti di pesca, o da racconti di altri pescatori.
Tenendo fede a quanto appena detto, non farò il solito copia/incolla per illustrare la morfologia dell’orata. A coloro fossero interessati ad approfondire questo aspetto consiglio una rapida ricerca in rete. In questo link la voce dedicata all’orata su Wikipedia.
Tutte le mie catture sono avvenute nel bassofondo, entro gli otto metri, e tutte nei mesi che vanno da maggio a dicembre. Dopodiché l’orata sembra sparire, salvo qualche rarissimo avvistamento. Mi è capitato di vedere sfrecciare in un metro d’acqua un’orata da qualche chilo in pieno gennaio. Oppure, nello stesso periodo, adagiata immobile in una distesa di sabbia, a sei metri di profondità. Ma si tratta di avvistamenti rari.
Molto più facile avvistare e catturare l’orata da maggio in poi, con punte massime tra agosto e novembre. La maggior parte degli avvistamenti avvengono su fondale roccioso, entro i dieci metri, all’interno di calette o negli spacchi tra gli scogli, in buche più o meno profonde o in cima alle guglie o alle creste, mentre è intenta a rosicchiare denti di cane o altri piccoli molluschi bivalve. In corrispondenza degli sbocchi d’acqua dolce è frequente la presenza di numerosi esemplari di piccole dimensioni. Continua…


finale xpower 300x182 Prova: Finale Universale X Power per Asta Nuda + Pistone Alte Prestazioni6 300x211 Prova: Finale Universale X Power per Asta Nuda + Pistone Alte PrestazioniFinalmente sono riuscito a provare in acqua il nuovo finale universale per asta nuda X-Power in abbinamento al nuovo pistone X-Runner Alte Prestazioni.
Tanto per cambiare, le condizioni meteo per fare il test non erano delle migliori – pioveva a dirotto – e di pesce non se n’è visto. I due componenti sono stati montati sul mio fidato Spark 98, che di originale ormai ha soltanto il nome.
Di seguito le impressioni che ho potuto ricavare:
1] Il pistone ora scivola meglio all’interno della canna in fase di caricamento. Con il fucile pompato a 26 atm è stato un gioco da ragazzi completare la manovra di caricamento (mi sono avvalso di un carichino con prolunga).
2] Durante il caricamento l’asta si impunta molto meno nel finale, e questo per merito del barilotto in materiale plastico.
3] Bisogna però fare una precisazione. Con il “vecchio” finale completamente in alluminio per aste da 7 mm. avevo dei problemi di impuntamento dell’asta se anche questa era a sua volta da 7 mm. Con l’asta da 6,5, visto il “gioco” favorevole, gli impuntamenti da attrito erano minori.
4] Nel nuovo sistema, consci dell’attrito ridotto nella volata, si potrebbe essere indotti a caricare l’asta da 6,5 senza prestare particolare attenzione alle flessioni della medesima. Bisogna invece continuare a tenere l’asta bella ferma, in quanto anche se non “grippa” (non si blocca), flessioni troppo accentuate tendono a ostacolare la manovra di caricamento. Infatti, seppur minimo, l’attrito conseguente al “raschiamento” dell’asta nella parete interna del barilotto è comunque avvertibile. Ciò probabilmente è dovuto ad una certa rugosità superficiale dell’asta Sigal.
5] Le prestazioni sono ovviamente ottime. La riduzione della massa del pistone gioca un ruolo fondamentale da questo punto di vista. A orecchio, mi è sembrato di percepire una leggera riduzione del rumore da sparo, ma non ne sono certo.

Per il resto, ho voluto provare nuovamente l’asta da 6,5 nel mio spark 98, in quanto la logica mi porta a pensare che su un canna 11 sia la soluzione migliore. Probabilmente lo è, ma per qualche ragione io riesco ad essere preciso sulla lunga distanza soltanto con l’asta da 7. Me ne dovrò fare una ragione.


Articolo di Fabio Mura

gommoncino 225x300 Fabio: Scooter e gommoncino, una valida alternativa al gommoneUno dei problemi delle zone dove io pesco è che poter raggiungere in gommone determinate zone di pesca devo fare anche 15 miglia di navigazione dallo scivolo più vicino, in alternativa posso anche  arrivarci tranquillamente davanti in macchina e poi raggiungere i posti con l’aquascooter,  però queste zone sono comunque a largo e andare li con uno scooter e boetta non è il massimo, anche perche, oltre all’apprensione dovuta al fatto che una boa in mezzo al mare è di sicuro inaspettata dai naviganti,  è necessario avere appresso un po’ di tutto. Gia qualche anno fa si vedevano in giro plancette autocostruite e anche le prime di serie, tutte molto belle ma non adatte alla mia idea, che era quella di portarmi appresso tre fucili, il gps, l’igloo, e altro. Un giorno di agosto, zona Palau, decisi di sera di andare a visitare a nuoto un posto, semi sicuro dalle eliche, ma per non sbagliare, visto che portavo appresso un amico a fare da spettatore organizzammo una canoa della sevylor a 2 posti  con issata la bandierona sub e con il compito dell’amico al trascinarla appresso con qualche metro di sagola, dentro ci buttai il 110 e via, la canoa scivolava a meraviglia e come boa era più che vistosa, dopo un paio d’ore, l’amico non stava bene e lo feci salire in canoa, tirandomelo dietro al rientro, e notai che la canoa era molto leggera da tirare pur  con un carico di 80 chili… Finite le vacanze, pensavo a questa situazione ed al fatto che avrei potuto utilizzare una canoa non grande al posto della boa. Iniziai a spulciare  il sito della sevylor per vedere le canoe monoposto che potevano fare al caso,  fino a quando non mi imbattei nella plancetta dei sogni, in pratica un gommone di 119 x 70 cm per la tenuta di 75 chili, rapida ricerca on line e la ordino. Dopo qualche uscita iniziai  a delineare meglio come allestire l’attrezzo.
Considerato che si tratta di  un piccolo gommone acquisto un ancorotto ad ombrello inox di 700 gr, lo corredo di un metro di catena inox molto piccola e poi sagolone  avvolto in avvolgisagola,  questo perchè con maretta non va bene la sagola con un classico chilo di piombo, si consuma sfregando le rocce e ara sulla poseidonia, invece cosi sono a posto.
Ci aggiungo qualche anello in plastica  con fermo elastico, si possono così portare tutti i fucili che ci servono, qualche moschettone e via in mare con lo scooter così atrezzato: Continua…


DSCN42931 e1287552479356 Prova: Pinne in Carbonio GFT Bassofondo SoftChe dire? Un altro pianeta. Ho avuto modo di provare le Pinne GFT Bassofondo Soft, con scarpetta Salvimar Delta One, durante le mie ultime due uscite in pesca. Il modello, così come la durezza “soft”, mi sono state consigliate direttamente da Tony di GFT, persona cordiale e disponibile.
Personalmente avevo adocchiato le pale Agguato, modello 2010, tuttavia Tony, basandosi sulle informazioni da me fornite circa la mia struttura fisica e il mio modo di pescare, ha ritenuto più adatte per il sottoscritto le pale Bassofondo Soft, che tra l’altro tra tutti i modelli a catalogo sono quelle con il prezzo più abbordabile.
Le ragioni che mi hanno spinto a puntare deciso sulle pinne in carbonio derivano dal disagio che provo in situazioni di forte corrente/vento/onde. Di fatto, sia con le Cressi Gara LD che con le Sporasub Elite, nelle situazioni poc’anzi descritte ho l’impressione mi muovermi alla velocità di una medusa, soprattutto se devo percorrere lunghe distanze. Per quanto riguarda lo stacco dal fondo invece, non essendo un profondista, non ho fino ad ora sentito l’esigenza di una pinna maggiormente performante.
Durante la mia prima prova mi sono ritrovato a pescare tra le onde di una bella grecalata. Non si trattava della situazione ideale per provare un nuovo prodotto. Ciononostante mi sono subito reso conto che contro la musica era cambiata, decisamente. Ho dovuto affrontare tra l’altro un situazione abbastanza rischiosa. In una baietta caratterizzata da un fondale sul metro e mezzo sono stato investito trasversalmente e inaspettatamente da delle onde inquietanti, che mi hanno sbattuto e capovolto la plancetta Shardana davanti alla maschera. Non oso immaginare quali conseguenze avrei potuto subire se la plancetta, rigida e pesante, mi avesse colpito con quella violenza. Inverto la rotta – incurante della sorte della plancetta – riuscendo a incunearmi nelle onde che seguivano, fino a portarmi in una zona tranquilla. Le pinne, in questo caso, mi sono state d’aiuto. Probabilmente anche con quelle in polimero sarei riuscito a cavarmela, tuttavia le pinne in carbonio ti danno una sensazione di maggior spinta e sicurezza.

Pagine: 1 2


prova seac caccia hf 751 e1286378014658 Prova: Fucile Seac Caccia HF 75L’esigenza è nata dalla necessità di avere un fucile tutto fare, per aspetto, razzolo e agguato, e con variatore di potenza (che io normalmente levo sui lunghi) in modo da poter utilizzare l’arma tra le rocce o in tane di ampie dimensioni.
A queste caratteristiche corrisponde normalmente un fucile misura 85, come lo spark o il cyrano. In effetti soltanto la Mares produce un pneumatico di questa misura. La Cressi passa direttamente da 70 al 100, mentre la Seac, pur disponendo di varie misure, produce fucili nella misura 75 (in realtà quasi un 80) e 90 (aggiungiamoci 4 cm. alla lunghezza nominale).
Questo Caccia HF 75 non si discosta troppo dalla misura ideale, essendo lungo 79 cm., pochi cm. in meno rispetto allo spark 85. L’ho trovato su ebay, usato, a un prezzo molto interessante, e siccome avevo voglia vedere come è fatto, ho deciso di prenderlo.
Le caratteristiche principali di quest’arma sono il serbatoio idroformato, la canna da 11,2 mm. diametro e, più in generale, una rinfrescata al disegno “standard” del fucile pneumatico.
Un prodotto relativamente nuovo… per il quale non ho resistito alla tentazione di apportare qualche modifica…
Iniziamo dalla testata. Il fucile viene corredato da un finale con sede per la rondella di battuta troppo ampia. In pratica lo stesso diametro dei fucili canna 13. Mi chiedo per quale motivo è stata fatta questa scelta. La Seac stessa produce aste per pneumatici con rondella di battuta adatta alle volate dei fucili canna 11. Ho smontato il fucile, svitato la testata, svitato il finale e l’ho sostituito con quello di un Mares Spark. La filettatura è identica, mentre la corsa è di 1 mm. più corta. In teoria questo avrebbe potuto provocare problemi alla boccola di ammortizzo. In realtà non ne ho avuto. A proposito della boccola di ammortizzo: non sono riuscito ad estrarla dalla sede, e per non rischiare di romperla ho deciso di non rimuoverla. continua…


Il video riportato in questo post, disponibile anche in modalità HD, illustra i passaggi salienti per il montaggio del kit X-Power nell’Omer Airbalete.

Attenzione, nella versione del filmato pubblicata fino a ieri, le istruzioni per il montaggio della boccola erano errate. Preciso che la boccola va inserita all’interno della volata con la parte bianca in battuto con il pistone e la parte rossa in direzione “del mare”.
Fatene buon uso.


airbaletecamo Omer Airbalete 100 + Kit X Power per asta nuda: potenza esplosiva!Airbalete provato nuovamente, per la quarta volta. Allestito con X-Power e Asta nuda da 6,5. Dico subito che ciò che mi ha lasciato sbalordito è la velocità dell’asta. Impressionate, mai vista una cosa del genere con i miei pneumatici modificati. Anche questa volta è esplosa l’impiombatura (nuova, fatta il giorno prima con asso tripla forza da 0,90, con il quale non ho mai avuto problemi). Il monofilo si è rotto in due punti diversi (nell’asola che tiene l’asta e un metro più in basso rispetto a questa) e si è danneggiato lo slide-ring (il piccolo scorrisagola fornito da STC).
Il lato negativo è che evidentemente io con l’airbalete non mi ci trovo. Sono sempre più convinto che vada bene per chi è abituato a pescare con arbalete mono o doppio elastico. Durante la prova sono riuscito a far avvicinare un’orata all’aspetto (non enorme, dai 500 agli 800 gr.), cosa che non mi capita spesso, a una distanza a prova di errore. E l’ho mancata clamorosamente, facendole sfrecciare l’asta a lato. Ora, io non sono un cecchino ne tanto meno un pescatore esperto, ma qualcosa da quando ho iniziato con la pesca subacquea sono riuscito a catturarla. Quell’orata, con il mio fucile, non l’avrei sbagliata. Ne sono certo. Prima di quello ho fatto altri tiri, alcuni d’imbracciata, altri mirati. Ma nessuno è andato a segno. Però le prede non erano mai vicine e ferme come quell’orata, quindi ho imputato la cosa alla mia mano poco esperta. L’errore sull’orata invece mi ha fatto capire che evidentemente io e airbalete non andiamo d’accordo.
Per la prossima pescata cercherò di portarmi dietro un bersaglio in espanso, così da provare a capire il motivo di questa scarsa precisione (c’è gente che invece sostiene che l’airbalete è precisissimo, e gliene va dato atto), altrimenti ci metto una pietra sopra.
Di buono, ripeto, c’è la velocità impressionante dell’asta nell’ultima configurazione da me provata. Non mi era mai capitato di rompere l’impiombatura, mentre con l’airbalete è successo per due volte consecutive, sparando al libero. Non può essere un caso.


Per quale motivo è necessario modificare lo sgancia sagola dell’Omer Airbalete? per il semplice fatto che la Omer stessa ha consigliato tale modifica. E se lo dice la Omer c’è da fidarsi.
Il problema è questo: lo sgancia sagola dell’Airbalete, benché venga definito “svincolato” dal grilletto, in realtà non lo è. Quando si preme il grilletto lo sgancia sagola viene “spostato”  dal grilletto in posizione “aperta”.
Per far tornare lo sgancia sagola in  posizione “chiusa” è presente una molla. Proprio questa molla, evidentemente non troppo tenera, pare “tiri” le volute dell’impiombatura, con la conseguenza di deviare il tiro.
Nel video ho esemplificato le operazioni necessarie per estrarre la molla ed evitare gli inconvenienti di cui sopra. Si tratta di un’operazione piuttosto semplice, con l’unico inconveniente che in fase di armamento del fucile lo sganciasagola andrà riposizionato manualmente in posizione chiusa. Personalmente preferisco perdere mezzo secondo piuttosto che vedere l’asta cambiare traiettoria. Voi che ne dite?


Articolo di Aldo Fossataro

Da quando il mio interesse per le tecniche di pesca in apnea è saldamente concentrato su agguato e aspetto, ho preso l’abitudine di richiamare il pesce con dei piccoli rumori o facendo uscire delle bollicine dalla bocca. Devo dire che grazie a questi sistemi il più delle volte i pinnuti decidono di venirmi incontro senza esitazioni.
Ci sono invece situazioni in cui le prede non ne vogliono sapere di avvicinarsi, anzi quasi si spaventano.
Ieri ho postato un video su you tube dove si vede chiaramente una bella orata che mi punta dritta ed io (minchione, chissà cosa mi è saltato per la testa) ho effetuato un piccolo richiamo con la glottide. In tutta risposta l’oratona ha girato i tacchi e se ne andata, con molta calma.
Capisco perfettamente che ci sono altri fattori che possono determinare il suo comportamento, ma in questo caso mi trovavo dietro ad uno scoglio completamente coperto. L’unica cosa che sbucava fuori era l’arbalete con la cam e il sole era coperto. Ero quindi in una zona d’ombra. In effetti l’orata predilige il controllo dall’alto, e in questo caso lei doveva salire verso di me. A quanto pare mi stava venendo incontro tranquilla…
Ma torniamo al richiamo, ci sono grandi campioni che non ne fanno uso mentre altri pescatori, altrettanto preparati, dicono di utilizzarlo in tutti i modi possibili. Personalmente penso che non ci sia una regola ben precisa, sta a noi prendere una decisione durante l’azione di caccia in virtù delle condizioni presenti in quel determinato momento e dello svolgersi della situazione di pesca (altrimenti che gusto c’è). Il bello del nostro sport è che ti devi adeguare a diversi fattori e quindi cambiare metodo e approccio alla tecnica di caccia. In più ricordiamoci sempre (come in tutte le cose) che dovremo fare i conti con il fattore “culo”, e su questo non esiste assolutamente nessuna regola ben precisa ; -)