Quella che vedete in foto è la nuova impugnatura per il mio Spark Mimetic 98, provvista di una bella sella di appoggio per il pollice, cosa che dovrebbe permettermi un miglior controllo del rinculo.
L’impugnatura è modellata sulla mia mano, anche se non è perfettamente anatomica. A dire il vero avrei voluto rifinirla meglio, ma con i materiali che ho utilizzato ci vuole un bel po’ di tempo e tanta pazienza. Non sono perfettamente soddisfatto del risultato: il mignolo si trova ora in posizione troppo aperta rispetto a come dovrei tenerlo, tuttavia le sensazioni in pesca sono positive e il controllo dell’arma sembra migliore. Purtroppo, a causa di una cattiva regolazione grilletto, ho dovuto riporre il fucile in plancetta, quindi un test vero e proprio sarò in grado di effettuarlo alla prossima pescata.
In attesa di riuscire a trovare il tempo per confezionare un tutorial sul montaggio del kit X-Power per Omer Airbalete (ho le foto pronte da quasi un mese), riporto di lato la foto del kit completo, così come acquistato da STC.
Il kit è composto dai seguenti componenti (cliccate nella foto per ingrandirla): A) raccordo volata testata; B) boccola di ammortizzo; C) volata; D) grasso bianco; E) testata (con guarnizione inserita); F) n.3 guarnizioni da frapporre tra gli elementi in alluminio; G) mini cd contenente le istruzioni di montaggio; H) depliant illustrativo; I) guarnizione di riserva; L) codolo per asta da 7; M) rondella in titanio.
Si percepisce subito l’elevata qualità costruttiva ed l’estrema solidità dei componenti. L’unica modifica che avrei apportato e che, se non ricordo male, non ho mai suggerito a Marco Paganelli, è nella colorazione data insieme al processo di anodizzazione. Per quanto possa essere esteticamente bella e attrente la tonalità bronzo, io rimango affezionato al caro, vecchio nero opaco.
Ho già recensito un po’ di tempo fa lo schienalino Tortuga di Saplast, giudicandolo un ottimo prodotto (leggi qui). Giudizio condiviso con tanti pescatori subacquei, per alcuni semplici motivi: non si muove quasi per niente, asciuga in un attimo, è decisamente robusto e non si impazzisce con la gestione dei piombi.
Tuttavia ha un difetto abbastanza fastidioso, almeno per me. Mettendo da parte il fatto che un buon atleta (e quindi anche un pescasub) dovrebbe avere le articolazioni sciolte, indossare lo schienalino Tortuga e soprattutto levarselo di dosso comporta una serie di contorsioni per me innaturali. Fastidio che si può anche far finta di non considerare. Il problema vero però è quello della sicurezza. Se ho difficoltà a levarmi lo schienalino all’asciutto, cosa può succedere in acqua, nel malaugurato caso in cui si rendesse necessario scaricare la zavorra nel più breve tempo possibile?
Per questo motivo ho applicato una fibbia a aggancio rapido in plastica nello spallaccio destro, come da foto. Nella circostanza infausta di cui sopra, basterà agire con la mano libera, sganciare la cinghia e lasciare cadere lo schienalino per gravità. In fase di risalita dal fondo potrebbe essere il modo per evitare spiacevoli inconvenienti.
Per quale motivo è necessario modificare lo sgancia sagola dell’Omer Airbalete? per il semplice fatto che la Omer stessa ha consigliato tale modifica. E se lo dice la Omer c’è da fidarsi.
Il problema è questo: lo sgancia sagola dell’Airbalete, benché venga definito “svincolato” dal grilletto, in realtà non lo è. Quando si preme il grilletto lo sgancia sagola viene “spostato” dal grilletto in posizione “aperta”.
Per far tornare lo sgancia sagola in posizione “chiusa” è presente una molla. Proprio questa molla, evidentemente non troppo tenera, pare “tiri” le volute dell’impiombatura, con la conseguenza di deviare il tiro.
Nel video ho esemplificato le operazioni necessarie per estrarre la molla ed evitare gli inconvenienti di cui sopra. Si tratta di un’operazione piuttosto semplice, con l’unico inconveniente che in fase di armamento del fucile lo sganciasagola andrà riposizionato manualmente in posizione chiusa. Personalmente preferisco perdere mezzo secondo piuttosto che vedere l’asta cambiare traiettoria. Voi che ne dite?
Eccolo li l’Airbalete di Ivan, montato sul mio tavolo di lavoro, vicino ad altri due miei cannoncini. L’Airbalete, di misura 100, è il più lungo del lotto. L’altro fucile è un Mares Spark 97 con volata Mamba, mentre il più corto, quello strano, è un Maori Mamba 90 con volata X-Power, impugnatura Mares e serbatoio rivestito.
L’Airbalete era stato mimetizzato con del nastro gommato e dei colori acrilici, ma io ho preferito rimuovere la mimetizzazione per poter tenere in evidenza la scanalatura superiore che, in teoria, dovrebbe facilitare il puntamento. Il fucile è dotato di un mulinello Omer Match 50, che probabilmente sostituirò con match 30 montato attualmente sul mamba. Non amo i mulinelli ingombranti, e siccome pesco prevalentemente nel bassofondo, dove di lecce e ricciole non solo non ne ho mai preso, ma neanche mai visto, preferisco salvaguardare ingombri e comodità di utilizzo.
In attesa di ricevere la volata X-Power specifica per Airbalete, devo decidere se montargli un’asta da 7 o da 6,5. Se riuscirò ad organizzare più prove cercherò di testare entrambe le configurazioni.
Gli altri due fucili subiranno un’inversione di volata. Rimonterò L’X-Power sullo Spark, con il quale ero diventato un cecchino, e la volata Mamba sul fucile omonimo, che metterò in vendita (poco feeling con puntamento e istintività…).
La STC non finisce di stupire. A neanche un anno dalla prima commercializzazione dell’X-Power, lo sviluppo di questo innovativo kit per il sottovuoto nei fucili pneumatici ha già subito diversi step evolutivi.
Personalmente non ho avuto nessun tipo di problema con la prima versione del kit, ma devo dire di essermi trovato decisamente bene con l’evoluzione successiva, quella specifica per aste nude. Tuttavia il perfezionamento e l’ottimizzazione dei prodotti STC sembra non volersi arrestare. Le foto mostrate in questo articolo sono relative al nuovo finale del kit X-Power specifico per aste nude. In pratica, anziché avere finali diversi per aste di diametro diverso, avremo un unico finale nel quale andrà avvitato (basta una moneta da 20 centesimi) un apposito inserto in materiale ertacetalico, resistente sia meccanicamente che agli agenti esterni ed esente da qualsiasi tipo di corrosione/ossidazione. L’inserto verrà prodotto per aste da 6,5, 7 e 8 mm. di diametro. Il prototipo mostrato in foto è privo dell’anodizzazione finale e delle scanalature che agevolano la presa.

Oltre a un ovvio beneficio in termini di costo finale per il pescatore, il materiale dell’inserto garantisce una diminuzione del peso della volata, una maggior silenziosità e un annullamento dell’attrito dovuto a flessioni dell’asta in fase di caricamento (che tra l’atro, in mano a pescatori particolarmente maldestri, poteva dare origine a solchi e rigature nella superficie dell’asta ed intaccare l’anodizzazione del terminale).
Breve articolo riguardante alcune novità di prossima o imminente commercializzazione (parliamo di fucili pneumatici, tanto per cambiare).
La prima è relativa al nuovo codolo per aste del Kit X-Power. Sono leggermente variate le geometrie del codolo in acciaio AISI 316, la rondella è ora in titanio (e sottolineo TITANIO, non so se mi spiego), con il risultato che la qualità e affidabilità del sistema sono ulteriormente cresciuti, se possibile.
Rimanendo in casa STC, pare che a breve sarà disponibile un pistone X-Runner specifico per l’Omer Airbalete. La notizia ha una certa valenza, soprattutto in considerazione del fatto che proprio il pistone è uno dei componenti dell’Airbalete ad aver ricevuto più critiche. Se i materiali utilizzati saranno gli stessi dell’attuale versione del pistone X-Runner, sono sicuro che in fatto di affidabilità l’Airbalete guadagnerà un bel po’ di punti.
Ora veniamo ai “si dice”.
Si dice che Seatec stia lavorando ad una modfica per fucili pneumatici. L’ufficialità della cosa finisce qui, per il resto devo andare d’intuito. Dai pochi frammenti di notizia letti sui forum, dovrebbe trattarsi di una modifica che ha a che fare con il sottovuoto, di nome EVO-AIR. Viste le persone coinvolte (che in firma portano il banner EVO-AIR), immagino che possa trattarsi di una modifica a oring mobile. Esisterebbe già qualche prototipo in fase di testing.
La tecnologia a oring mobile è, potenzialmente, quella che garantisce le prestazioni migliori, potendo contare su attrito da guarnizione nullo in fase di espulsione dell’asta. La mia personale perplessità nasce dal fatto che una testata a oring mobile, a quanto ne so, non può essere brevettata. Molti prototipi amatoriali sono stati mostrati in passato, e quindi mancherebbe il requisito della novità. In più, i brevetti relativi alle testate sottovuoto attualmente in commercio coprono ampiamente il principio del sottovuoto all’interno di un fucile pneumatico.
Ma queste sono pure speculazioni. In realtà EVO-AIR potrebbe essere qualsiasi cosa, quindi non ci resta che aspettare.
Qualche post addietro ho mostrato un cressi sl 70 (degli anni 70…) smontato sul mio tavolo di lavoro. Ho da poco finito di riassemblarlo, portarlo in pressione (20 atm) e constatare che al momento tiene bene e non si notano perdite ne di aria ne di olio.
Rispetto alla versione originale gli ho sostituito la valvola con una compatibile con il mio compressore (così non dovrò sbattermi per ricaricarlo); inserito un pistone in plastica Mares in luogo di quello originale metallico; sostituito la volata con una nuova Tigullio (con dei bei fori inclinati per lo scarico dell’acqua dalla canna); cambiato l’oring dell’astina del variatore, da dove prima si sentiva qualche leggero spiffero.
Per la lubrificazione ho usato 20 ml di un miscela composta al 50% da olio per forcelle sae 10, 25% di CRC Marine e 25% di olio al teflon puro.
L’ho poi corredato di asta nuova da 8 mm (con scorri sagola orribile, ma i Devoto da 8 mm. non riesco a trovarli) pagata la bellezza di 12 € (furto), fiocinetta Venturi e spezzone di dynema da 1,5.
Benché in teoria si presenti bene come fucile per il razzolo in acqua torbida, la mia intenzione è quella di utilizzarlo come fucile per tana e piccoli agguati. In questo dovrei essere agevolato dalla fiocinetta venturi, che a quanto si dice permette un tiro lungo e preciso.
Il problema, più che altro, è riuscire ad andarci a pescare. Tanto per cambiare.
Qualche giorno fa il raccordo artigianale del compressore, con il quale carico i miei fucili, si è spezzato in due. Letteralmente.
Il raccordo me lo aveva costruito Luca SVL, noto utente di vari forum dedicati alla pesca subacquea.
Per risolvere la faccenda decido di fare due cose: 1) sego un pezzo di pompetta per fucili mares e la collego al compressore tramite un attacco rame e 2) compro un raccordo Omer per fucili Mares / Seac. Già che ci sono compro anche il manometro.
Raccordo e manometro sembrano costruiti davvero bene. Purtroppo lo spillo del raccordo non è sufficientemente lungo per agire sulla sfera della valvola Seac, problema che ho risolto aggiungendogli la capocchia di un chiodino per legno.
Il Manometro, invece è… un semplice manometro con il filetto tornito per l’Airbalete e lo spillo calibrato. Costa un po’ troppo rispetto a un normale manometro a paraffina. Diciamo il doppio.
Si tratta comunque di un buon prodotto, e sembra strano che altre aziende come Mares, Seac e Cressi, che da decenni producono fucili pneumatici, abbiano demandato questo tipo di accessori al fai da te.
Il fucile smontato nel mio tavolo di lavoro è un Cressi SL 70 degli anni 70. Uno di quelli, ormai rari, con il grilletto in metallo. Il modello in questione ha una piccola perdita d’aria dall’astina del variatore di potenza, che spero di aver risolto con la sostituzione di un o’ring.
Dico “spero” in quanto nel frattempo mi si è rotto il raccordo del compressore che si avvita alla valvola di precarica (solita sfiga).
Comunque, il fucile è in ottime condizioni, ma presenta alcuni difetti progettuali. Innanzi tutto sostituirò il pistone in metallo con uno mares in plastica, al fine di scongiurare fenomeni di corrosione e, particolare non trascurabile, poter contare su una massa di impatto inferiore.
La testata originale ha dei fori di scarico insignificanti, e anche a volerli lavorare non c’è lo spazio sufficiente. Ho pensato di sostituirla con una cressi di più recente produzione , con fori svasati e inclinati, ma la lunghezza della parte filettata non consente un perfetto accoppiamento con canna e ogiva. Ho optato per una testata Tigullio, con grandi fori svasati e dimensioni del filetto che più si avvicinino a quelle della testata originale Cressi. Per scongiurare perdite ho aggiunto un o’ring alla canna. Portato il fucile a 5/6 atm sembra reggere senza perdite, ma finché non riuscirò a collaudare il fucile a 30 atm non avrò la certezza che tutto funzioni a dovere.
L’esigenza di sostituire la testata nasce anche dal fatto che quella originale dispone di una boccola di ammortizzo metallica, non sostituibile con quella attualmente in produzione in quanto il diametro risulta leggermente differente.
L’ultima (per ora) modifica consta nella sostituzione della valvola di precarica di serie con una seac (ho trovato quella, ma appena riesco prendo la mares) per poter caricare il fucile tramite il compressore.
Appena avrò un po’ di tempo cercherò di sostituire il perno del dente di sgancio con uno di diametro ridotto, utilizzando il metodo SVL o quello Paolork (oppure comprandone uno apposito, vedremo).
L’ideale, infine, sarebbe dotare il fucile di una testata sottovuoto. Ma per quello ci sarà tempo.








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