Ho pubblicato sul sito www.pescasublog.it la prova del mio nuovo orologio profondimetro, l’Oceanic Aeris F10. Qui vi dico soltanto che sono pienamente soddisfatto del prodotto, il resto vi invito ad andare a leggervelo…
Domenica mattina, dopo il fastidiosissimo problema fisico che mi ha tormentato per quasi un mese e mezzo (ringrazio pubblicamente l’amico Gioacchino per i suoi preziosi consigli), sono riuscito a entrare nuovamente in acqua. Una maestralata come non si vedeva da tempo… tra l’altro abbastanza anomala: il giorno dopo il vento ha girato stranamente a grecale/tramontana, diminuendo notevolmente d’intensità. Di solito da queste parti il maestrale dura minimo tre giorni, ma quest’anno la tramontana e il grecale l’hanno fatta da padroni.
Brevemente: di pesce neanche l’ombra, tranne qualche saraghetto sui quali non ho voluto rischiare di spuntare l’asta (sempre di fianco agli scogli), e un polpo catturato tanto per non rientrare a mani vuote.
Ho provato il finale per x-power regalatomi da Max, realizzato completamente in nylon. Davvero bello e leggero, penso che lo userò ancora. Ho avuto la sensazione di un miglior contenimento del rumore, ma potrei sbagliarmi.
Alla prossima.
È la principale fonte di discredito per l’intera categoria dei pescatori subacquei. Uno dei motivi per cui ai cannisti è permesso pescare nelle aree marine protette, mentre ai pescasub è totalmente vietato. Parlo della pesca di frodo, in particolare quella praticata durante le ore notturne.
Dalle mie parti è talmente diffusa che in tanti la confondono con la pesca subacquea in quanto tale, dando per scontato che la si pratichi sempre di notte, come lo spinning ai cefalopodi…
Personalmente, a parte le conoscenze virtuali nei vari forum, conosco molti più pescatori subacquei notturni che diurni. Ovviamente tutti questi sanno che la pratica è vietata, a differenza dei NON pescatori, molti dei quali non sono a conoscenza del divieto.
Tanto per fare un esempio: un paio di giorni fa conversavo con il nuovo stagista che hanno assegnato al mio ufficio. Salta fuori che io pratico la pesca subacquea, al che mi chiede: “vai a pescare durante la settimana?”
“Bé, no, durante la settimana lavoro”
“E che c’entra, lavori anche di notte?”
Dando per scontato quello che scontato non dovrebbe essere. Ma è soltanto uno dei numerosissimi esempi che posso fare. Continuo. Parlo con qualcuno della mia passione e l’interlocutore puntualmente mi dice: “Anche Tizio [di solito un conoscente comune, nei paesi ci si conosce tutti] va a pescare sott’acqua [non sanno neanche che si chiama "pesca subacquea o pesca in apnea"]… E’ molto bravo, l’ALTRA NOTTE ha preso un sacco di chili di… [e via con l'ammirazione per la strage compiuta]“.
Oppure (io): “Pratico la pesca subacquea”, e l’altro “Davvero? Con le bombole?” oppure “Ma non hai paura di notte?”.
Mi è capitato di parlare con qualcuno che, avvicinatosi nel momento della vestizione, mi abbia confidato che lui riesce a fare carniere soltanto di notte. E se proprio deve organizzare qualche cena, allora va con le bombole (un professionista del settore, tra l’altro).
Un militare che prestava servizio presso una certa base interforze mi disse che quando aveva un po’ di tempo con gli amici riusciva a tirare su cernie enormi. “Dovevi avere una buona apnea per pescare a certe quote”, commentai. “Macché”, esclamò lui, “Con le bombole mica trattieni il fiato”.
Una vera calamità. Andate su un qualsiasi sito di annunci on line e provate ad effettuare una ricerca per “fucile subacqueo”. Troverete un numero incredibile di pneumatici corti armati di fiocina e abbinati ad una torcia subacquea. Direte: “l’abbinamento ideale per la tana”. Peccato che nella stragrande maggioranza dei casi la torcia non è una torcia, ma un vero e proprio “faro” (tipo la cressi vega, per intenderci).
Ovviamente il pescatore notturno, per quanto in tanti lo giudichino dalla quantità del pescato (“È bravo, prende un sacco di pesci”), dal punto di vista sportivo vale meno di zero. Il livello di raffinatezza tecnica è tale che di solito la sua attrezzatura è composta da pneumatico corto, pinne corte o da diving, muta bifoderata nera e blu o nera e gialla con cerniere, retino alla vita e, appunto, mega torcia da un paio di chili. Anche in questo caso se andate a dare uno sguardo nei siti di annunci vedrete che in molti mettono in vendita interi stock composti dalle attrezzature suddette.
La soluzione? Ci vorrebbe qualche controllo in più, inutile girarci intorno.
Qualche anno fa un tizio imperversava di notte DENTRO un noto porto turistico che si trova dalle mie parti. Tutte le notti. Il tipo ovviamente vendeva il pesce ai ristoranti. Ne aveva fatto un lavoro. La cosa andò avanti per un bel po’ di tempo, tanto che tutti i frequentatori del porto erano al corrente della cosa. A quanto pare un giorno gli capitò di non poter tornare a casa. Aveva forato tutte e quattro le ruote della macchina…
Le forze dell’ordine dov’erano?

Artefice dell’impresa è Daniele, amico di Pescafacile.com. Un bella rana pescatrice catturata in appena 5 metri d’acqua!
Avevo letto di fortunati pescatori che erano riusciti a catturare rane pescatrici, anche di dimensioni ragguardevoli, ma sempre oltre i -25 metri di profondità, il che è abbastanza logico, se si considera che la rana pescatrice frequenta normalmente profondità comprese tra -20 i -1000 metri.
Complimenti quindi a Daniele per il bel colpo portato a segno.
Finalmente, dopo un lunghissimo lavoro di pianificazione (!?!), sono riuscito ad organizzarmi per una breve uscita a pesca, la terza del 2011. Sveglia un’ora prima dell’alba, macchina già carica e arrivo nel luogo prescelto poco dopo il sorgere del sole.
Ho scelto un tratto di bassofondo caratterizzato dalla presenza di coralligero, sabbia, qualche scoglio, un po’ di posidonia e numerosi sbocchi d’acqua dolce. Luogo d’elezione per la spigola… che non si farà vedere.
In compenso avvisto subito numerosi branchi di mugginetti che brucano nel bassofondo, alcuni di questi “sparabili”. Per un po’ ho avuto la tentazione di armare il Cressi SL 70 che porto in plancetta con asta da 8 e fiocina Venturi. Poi ho lasciato perdere. Non ero li per i mugginetti.
Ho armato invece il mio fido Pneumatico Mares 98 (lo chiamo così in quanto che dello spark originale ha soltanto l’impugnatura e la canna, modificati entrambi, tra l’altro), con mimetizzazione e assetto nuovo, sottovuoto X-Power e asta nuda da 7, caricato a 27 ATM.
Il mare è una lastra piatta, la temperatura dell’acqua è di 14° ed una leggera sospensione limita la visuale a dieci/quindi metri. In altri punti invece l’acqua è particolarmente pulita, ma la presenza di sbocchi d’acqua dolce crea quella sorta di nebbia a strati che ti fa sembrare miope.
I branchi di muggini sembrano non volersi avvicinare all’aspetto, complice anche la mia apnea abbondantemente sotto il minuto. Mi dirigo verso alcuni scogli affioranti da un fondale di un paio di metri, dove tra la sabbia grossa e il coralligero si sono formati alcuni canali facilmente percorribili all’agguato o al razzolo.
Ma la tecnica dell’agguato non mi porta nessun risultato, e dopo una mezz’ora di tentativi infruttuosi decido per alcuni piccoli aspetti. Il primo lo faccio in un canale di sabbia tra il coralligero, due metri scarsi di fondale, in prossimità di uno scoglio affiorante. Avevo già avvistato un bel saragone in allontanamento. Il saragone non si farà vedere, ma in compenso riesco a portare a tiro il fratello minore, di dimensioni comunque decenti. Un colpo facile, in teoria. In pratica, invece, nel momento in cui decido di premere il grilletto il sarago scarta sulla destra, evitando l’asta quel tanto che basta per salvargli la vita. Iniziamo male, penso. Continua…
Ho dovuto mettere momentaneamente da parte il Mirage 84, oggetto della mia ultima prova, in attesa di dotarlo nuovamente di un asta da 7 mm. (in sostituzione di quella lasciata sotto uno spacco). Ne ho pertanto approfittato per dare una ripassata al mio spark 98.
Nella foto non si nota, ma ora il serbatoio, già protetto da uno strato di nastro isolante, è completamente rivestito di una guaina in pvc termoretraibile.
A metà serbatoio si nota un leggero ispessimento, frutto dell’applicazione di tre strisce di polistirolo (due ai lati e una sotto), spesse ognuna pochi millimetri. In questo modo dovrei aver reso il fucile particolarmente leggero in acqua, anche se leggermente negativo in punta.
Purtroppo la maledizione che quest’anno mi perseguita (ennesimo disguido) mi ha impedito di provarlo in acqua la scorsa domenica. Confido di provarci questo fine settimana.
Nel frattempo sto lavorando su un fucile che chiamerò “spigolaro” (e che sarà pronto fuori stagione, purtroppo). Sto inoltre cercando l’offerta giusta per dotarmi di uno Sten 100 ultima versione.
Vi terrò informati.
È disponibile presso il sito Sporasub, a questo link, il nuovo catalogo 2011.
La novità principale è il nuovo computer SP1, dedicato alla pesca subacquea. Si tratta di un’evoluzione (o miglioramento) dell’Omer Mik 1, al quale è stato aggiunto il calcolo automatico del tempo di recupero (caratteristica particolarmente richiesta dai “profondisti”) e il raddoppio della memoria che tiene traccia delle immersioni (200 pisizioni). Disponibile in due colorazioni: totalmente nera o in un inedito nero/verde (personalmente preferisco la prima). Tutto questo costa 50 € in più rispetto al prezzo di acquisto del Mik1.
Molto belle le mute della serie Reef Camu, specificatamente sviluppate per i fondali tropicali. Interessante la monopezzo da 1,5 mm bifoderata, che a mio avviso potrebbe essere utilizzata come sopra muta mimetico nel periodo invernale.
Le Sea Weed invece sono costruite con il 70 di neoprene foderato/spaccato e al 30% di neoprene liscio/spaccato. Il tutto ricoperto da un’efficace mimetizzazione fotografica, inedita sul neoprene liscio. Particolarmente curate le rifiniture.
Lo schienalino Quick Release si contraddistingue per la possibilità di potersene liberare, in caso di difficoltà, agendo su un unica fibbia. Intuizione avuta da molti pescatori, me compreso, che modificano il tal modo il proprio schienalino. Per il resto si tratta di un prodotto classico, particolarmente ben fatto e con piombi personalizzati (e presumibilmente più costosi del normale).
Carina in fine la plancetta gonfiabile Patriot, dotata di doppia camera d’aria, sagola elastica e bandierina rotabile a 360°.
Notizia del 07.02.2010, vedere di seguito gli aggiornamenti.
AGGIORNAMENTO (22.02.2011):
Del nuovo fucile Salvimar se ne è già parlato qualche giorno fa (qui). Nel frattempo l’Amico Gioacchino ci ha rivelato che trattasi di una rivisitazione del del vecchio Scubapro Magnum (qui). Continuo a pensare che verrà prodotto esclusivamente nelle misure corte (ricordo il commento di un uomo Salvimar, il quale rivelava che buona parte del loro fatturato proveniva delle fiocine a mano e dagli altri prodotti venduti nei negozi delle località balneari estive). Tuttavia lo Scubapro Magnum, nella versione pro, veniva prodotto nella misura 105. Staremo a vedere.
Sempre a proposito di nuovi fucili, una piccola ditta, la LG Sub, sta ripercorrendo le orme della ormai defunta Maori Sub (a proposito, qualcuno dice che potrebbe riaprire i battenti…). La SG Sub propone fucili costruiti su impugnatura Mares, con serbatoio da 35 mm., e basati con una volata sottovuoto che sembra una via di mezzo tra il mamba e il tovarich (o della sua evoluzione, il kara-jo), con l’estetica dell’X-Power. Non mi sembra, a sensazione, niente di innovativo, anche se pare ci siano dei brevetti di mezzo. Il sito è questo.
AGGIORNAMENTO (06.01.2011):
A quanto pare la Cressi ha deciso di posticipare al 2012 il nuovo pneumatico. Pare che “non ce l’abbiano fatta” a prepararlo per il 2011. Sul nuovo fucile Mares, del quale doveva apparire qualche immagine a fine 2010 (e invece niente) continuano a saltare fuori notizie incontrollate. La più gettonata sostiene che avrà il kit x-power montato di serie.
Infine, anche la Salvimar sta pensando a un nuovo pneumatico. Niente di rivoluzionario probabilmente, prodotto nelle misure misure corte.
Ciò che dicevo nel precedente aggiornamento riguardo alla Seatec si è concretizzata da qualche mese con il kit Evo-Air, attualmente disponibile esclusivamente per fucili canna 13 e aste da 7 mm.
AGGIORNAMENTO (28.05.2010):
Mi ha risposto anche la Seatec, la quale sostiene che: “non è in programma l’uscita di un fucile pneumatico…ma di qualcosa che possa rendere più interessante e performante quello che oggi si trova sul mercato”… Che si tratti di una modifica sottovuoto? o di qualche nuovo tipo d’asta studiata specificatamente per i pneumatici? O di un serbatoio rivestito in materiale rigido galleggiante tipo i vari Gabbiano/Geko?
AGGIORNAMENTO (04.04.2010):
La Cressi mi ha risposto alla domanda che le ho posto riguardo al nuovo pneumatico. Ho chiesto se si trattasse di un nuovo prodotto o del miglioramento della linea SL. La loro risposta è stata “Probabilmente entrambe”…
Sui miglioramenti da fare nella linea SL c’è poco da sbizzarrirsi. Potrebbero bastare un grilletto più leggero e una misura intermedia tra il 70 e il 100. Sul nuovo fucile invece il riserbo è totale.
Notizia dell’ultima ora, anche Cressi sta lavorando a un nuovo pneumatico. Chissà di cosa si tratta…
Al prossimo EUDI la Mares potrebbe mostrare il nuovo pneumatico al quale sta lavorando da qualche tempo. Secondo alcune indiscrezioni si tratterà di un’evoluzione del cyrano, con nuovo serbatoio e nuova impugnatura.
Tempo fa anche la seatec lasciò trapelare l’intenzione di entrare nel mondo dei pneumatici, ma a oggi non se ne sa ancora niente.
A tutto ciò possiamo aggiungere la new entry Calibro 12, che assembla fucili su base cressi sl (con canna da 12 e grilletto alleggerito), e la nuova soluzione alla quale sta lavorando Marco Paganelli.
Insomma, dopo anni di immobilismo totale, il settore dei pneumatici sembra volersi ridestare dal torpore. Nel 2009 abbiamo avuto l’Airbalete, i nuovi Seac, l’X-Power e altre novità minori.
Cosa ci riserverà il 2010?
Durante l’ultima, infruttuosa, uscita a pesca (bè, non proprio, alla fine ho rimediato un po’ di ricci per una spaghettata ben condita) mi sono imbattuto in una circostanza “singolare”.
Avevo raggiunto alcuni scogli affioranti in mezzo ad una baia, a un centinaio di metri dalla costa. Un posto mai battuto prima dal sottoscritto. Il fondale è di quelli interessanti: guglie di roccia, posidonia, lingue di sabbia granitica e coralligero. Bello da vedere. Decido per un aspetto in mezzo a due pareti di roccia, dove si infila una lunga striscia di sabbia bianca.
Una volta sul fondo intravvedo davanti a me, a una decina di metri, un blocco di cemento quadrato. Un corpo morto per l’ancoraggio delle barche, penso.
Nel blocco sembra impigliato, al centro, un sacco bianco, di tela o plastica, lievemente ricoperto da piccole alghe.
Per qualche motivo recondito, forse spinto dalla curiosità, decido di abbandonare l’aspetto e avvicinarmi.
Ad un certo punto dell’avvicinamento vedo spuntare, dal sacco, due piccole manine bianche… Ripresomi da una sorta di pre sincope, realizzo che non si trattava di un sacco di tela ma della statua della Madonna, messa lì dalla locale parrocchia una anno prima (ma questo sono venuto a saperlo dopo) in onore della Santa Protettrice..
La pescata si è conclusa con un nulla di fatto, come detto. In compenso è stata l’occasione per dilungarmi in una serie di riflessioni sul trascendente….
Ciao Tommaso, ti ricordi? Sono Daniele, quel ragazzo che ti a venduto il Mirage. Ti contatto perchè prima di tutto ti volevo ringraziare, mi hai dato un fucile che è troppo fortunato, fattore che è molto importante per la pesca, e poi è un gran fucile.
Ho trovato un arma nettamente migliore rispetto a tutti i 70 che ho avuto. Non sbaglio un colpo. Ho avuto modo di provarlo seriamente in queste ferie natalizie, regalandomi catture non di grande importanza a livello di dimensioni ma in quantità. Ti avevo detto che avrei modificato il mimetismo, e l’ho fatto a modo mio, con diverse passate di colori acrilici e diverse mani di trasparente opaco.
Ti mando qualche foto del fucile e delle catture e mi dici che ne pensi.
Ciao.
Che dire: davvero complimenti per le catture. Certe pescate io me le sogno la notte. Bello anche il mimetismo, sicuramente efficace. Vedremo cosa riuscirò a combinare io con il Mirage…
Purtroppo non mi è ancora capitato di pescare l’orata di cui potersi vantare, quella da tre o quattro chili. Tuttavia qualche centro l’ho fatto, e in base a queste catture ritengo di poter fare una mia personale disamina di quali sono le tecniche migliori per poter catturare questo bellissimo e buonissimo sparide. Ci tengo a precisare che tutto quello che scriverò è dettato da mie esperienze personali, e non dalla lettura di articoli sulle riviste e nei siti di pesca, o da racconti di altri pescatori.
Tenendo fede a quanto appena detto, non farò il solito copia/incolla per illustrare la morfologia dell’orata. A coloro fossero interessati ad approfondire questo aspetto consiglio una rapida ricerca in rete. In questo link la voce dedicata all’orata su Wikipedia.
Tutte le mie catture sono avvenute nel bassofondo, entro gli otto metri, e tutte nei mesi che vanno da maggio a dicembre. Dopodiché l’orata sembra sparire, salvo qualche rarissimo avvistamento. Mi è capitato di vedere sfrecciare in un metro d’acqua un’orata da qualche chilo in pieno gennaio. Oppure, nello stesso periodo, adagiata immobile in una distesa di sabbia, a sei metri di profondità. Ma si tratta di avvistamenti rari.
Molto più facile avvistare e catturare l’orata da maggio in poi, con punte massime tra agosto e novembre. La maggior parte degli avvistamenti avvengono su fondale roccioso, entro i dieci metri, all’interno di calette o negli spacchi tra gli scogli, in buche più o meno profonde o in cima alle guglie o alle creste, mentre è intenta a rosicchiare denti di cane o altri piccoli molluschi bivalve. In corrispondenza degli sbocchi d’acqua dolce è frequente la presenza di numerosi esemplari di piccole dimensioni. Continua…












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