Finalmente sono riuscito a procurarmi il mitico Mirage della Mares. Purtroppo l’ho trovato della misura 84 (in realtà un 75), mentre avrei preferito il 105, più facile da “stabilizzare” e maggiormente adatto al tipo di pesca da me praticato.
Ovviamente farò sparire quanto prima l’orribile adesivo mimetico che si trova lungo il serbatoio.
Per chi ancora non lo conosce, il Mirage è un fucile progettato per la Mares dal mitico Marò (Rodolfo Betti, uno dei massimi campioni nella storia della pesca subacquea) nei primi anni 70 del secolo scorso. Fa quasi impressione dirlo, io in quegli anni ci sono nato…
Caratterizzato da alcune peculiarità che lo rendono un fucile unico, è stato progettato per funzionare a 40 atmosfere di precarica. Poteva contare su una canna secondaria di diametro ridotto, agendo sulla quale tramite l’asta con il quale veniva armato – bisognava dargli cinque o sei “pomate” – si riduceva notevolmente lo sforzo di caricamento sulla canna principale, da 13 millimetri di diametro.
Aveva anche dei difetti. Essenzialmente due: era decisamente pesante in acqua e soprattutto molto delicato. Difetti che probabilmente ne decretarono il ritiro dal mercato.
Tuttavia da qualche anno il Mirage è diventato un oggetto di culto, considerato da molti pescatori subacquei il miglior fucile pneumatico di sempre.
Per ora mi fermo qui. Seguiranno altri articoli, nel frattempo chi volesse approfondire può leggersi tutti gli articoli e i commenti presenti in questo blog dove si è affrontato l’argomento Mirage.

Finalmente sono riuscito a provare in acqua il nuovo finale universale per asta nuda X-Power in abbinamento al nuovo pistone X-Runner Alte Prestazioni.
Tanto per cambiare, le condizioni meteo per fare il test non erano delle migliori – pioveva a dirotto – e di pesce non se n’è visto. I due componenti sono stati montati sul mio fidato Spark 98, che di originale ormai ha soltanto il nome.
Di seguito le impressioni che ho potuto ricavare:
1] Il pistone ora scivola meglio all’interno della canna in fase di caricamento. Con il fucile pompato a 26 atm è stato un gioco da ragazzi completare la manovra di caricamento (mi sono avvalso di un carichino con prolunga).
2] Durante il caricamento l’asta si impunta molto meno nel finale, e questo per merito del barilotto in materiale plastico.
3] Bisogna però fare una precisazione. Con il “vecchio” finale completamente in alluminio per aste da 7 mm. avevo dei problemi di impuntamento dell’asta se anche questa era a sua volta da 7 mm. Con l’asta da 6,5, visto il “gioco” favorevole, gli impuntamenti da attrito erano minori.
4] Nel nuovo sistema, consci dell’attrito ridotto nella volata, si potrebbe essere indotti a caricare l’asta da 6,5 senza prestare particolare attenzione alle flessioni della medesima. Bisogna invece continuare a tenere l’asta bella ferma, in quanto anche se non “grippa” (non si blocca), flessioni troppo accentuate tendono a ostacolare la manovra di caricamento. Infatti, seppur minimo, l’attrito conseguente al “raschiamento” dell’asta nella parete interna del barilotto è comunque avvertibile. Ciò probabilmente è dovuto ad una certa rugosità superficiale dell’asta Sigal.
5] Le prestazioni sono ovviamente ottime. La riduzione della massa del pistone gioca un ruolo fondamentale da questo punto di vista. A orecchio, mi è sembrato di percepire una leggera riduzione del rumore da sparo, ma non ne sono certo.
Per il resto, ho voluto provare nuovamente l’asta da 6,5 nel mio spark 98, in quanto la logica mi porta a pensare che su un canna 11 sia la soluzione migliore. Probabilmente lo è, ma per qualche ragione io riesco ad essere preciso sulla lunga distanza soltanto con l’asta da 7. Me ne dovrò fare una ragione.
Articolo di Fabio Mura
Uno dei problemi delle zone dove io pesco è che poter raggiungere in gommone determinate zone di pesca devo fare anche 15 miglia di navigazione dallo scivolo più vicino, in alternativa posso anche arrivarci tranquillamente davanti in macchina e poi raggiungere i posti con l’aquascooter, però queste zone sono comunque a largo e andare li con uno scooter e boetta non è il massimo, anche perche, oltre all’apprensione dovuta al fatto che una boa in mezzo al mare è di sicuro inaspettata dai naviganti, è necessario avere appresso un po’ di tutto. Gia qualche anno fa si vedevano in giro plancette autocostruite e anche le prime di serie, tutte molto belle ma non adatte alla mia idea, che era quella di portarmi appresso tre fucili, il gps, l’igloo, e altro. Un giorno di agosto, zona Palau, decisi di sera di andare a visitare a nuoto un posto, semi sicuro dalle eliche, ma per non sbagliare, visto che portavo appresso un amico a fare da spettatore organizzammo una canoa della sevylor a 2 posti con issata la bandierona sub e con il compito dell’amico al trascinarla appresso con qualche metro di sagola, dentro ci buttai il 110 e via, la canoa scivolava a meraviglia e come boa era più che vistosa, dopo un paio d’ore, l’amico non stava bene e lo feci salire in canoa, tirandomelo dietro al rientro, e notai che la canoa era molto leggera da tirare pur con un carico di 80 chili… Finite le vacanze, pensavo a questa situazione ed al fatto che avrei potuto utilizzare una canoa non grande al posto della boa. Iniziai a spulciare il sito della sevylor per vedere le canoe monoposto che potevano fare al caso, fino a quando non mi imbattei nella plancetta dei sogni, in pratica un gommone di 119 x 70 cm per la tenuta di 75 chili, rapida ricerca on line e la ordino. Dopo qualche uscita iniziai a delineare meglio come allestire l’attrezzo.
Considerato che si tratta di un piccolo gommone acquisto un ancorotto ad ombrello inox di 700 gr, lo corredo di un metro di catena inox molto piccola e poi sagolone avvolto in avvolgisagola, questo perchè con maretta non va bene la sagola con un classico chilo di piombo, si consuma sfregando le rocce e ara sulla poseidonia, invece cosi sono a posto.
Ci aggiungo qualche anello in plastica con fermo elastico, si possono così portare tutti i fucili che ci servono, qualche moschettone e via in mare con lo scooter così atrezzato: Continua…
L’esigenza è nata dalla necessità di avere un fucile tutto fare, per aspetto, razzolo e agguato, e con variatore di potenza (che io normalmente levo sui lunghi) in modo da poter utilizzare l’arma tra le rocce o in tane di ampie dimensioni.
A queste caratteristiche corrisponde normalmente un fucile misura 85, come lo spark o il cyrano. In effetti soltanto la Mares produce un pneumatico di questa misura. La Cressi passa direttamente da 70 al 100, mentre la Seac, pur disponendo di varie misure, produce fucili nella misura 75 (in realtà quasi un 80) e 90 (aggiungiamoci 4 cm. alla lunghezza nominale).
Questo Caccia HF 75 non si discosta troppo dalla misura ideale, essendo lungo 79 cm., pochi cm. in meno rispetto allo spark 85. L’ho trovato su ebay, usato, a un prezzo molto interessante, e siccome avevo voglia vedere come è fatto, ho deciso di prenderlo.
Le caratteristiche principali di quest’arma sono il serbatoio idroformato, la canna da 11,2 mm. diametro e, più in generale, una rinfrescata al disegno “standard” del fucile pneumatico.
Un prodotto relativamente nuovo… per il quale non ho resistito alla tentazione di apportare qualche modifica…
Iniziamo dalla testata. Il fucile viene corredato da un finale con sede per la rondella di battuta troppo ampia. In pratica lo stesso diametro dei fucili canna 13. Mi chiedo per quale motivo è stata fatta questa scelta. La Seac stessa produce aste per pneumatici con rondella di battuta adatta alle volate dei fucili canna 11. Ho smontato il fucile, svitato la testata, svitato il finale e l’ho sostituito con quello di un Mares Spark. La filettatura è identica, mentre la corsa è di 1 mm. più corta. In teoria questo avrebbe potuto provocare problemi alla boccola di ammortizzo. In realtà non ne ho avuto. A proposito della boccola di ammortizzo: non sono riuscito ad estrarla dalla sede, e per non rischiare di romperla ho deciso di non rimuoverla. continua…
Pubblico volentieri il racconto inviatomi da Marco, giovane utente di Pescafacile, che ha per protagonista l’enorme spigola che vedete in foto.
Buona Lettura.
ll 15 settembre, dopo il lavoro, decidedo di farmi una pescatina di un paio d’ore. Con il borsone in spalla parto per il mare. Alle 16 ero gia’ in acqua nel mio posto preferito, la scogliera di Albisola (SV), dove circa dieci giorni fa’ ho realizzato un’altra bella cattura: una leccia di 2 kg abbondanti.
Quel posto mi piace particolarmente perché senza dover pinneggiare troppo si raggiunge una zona di scoglietti e posidonie con fondale compreso tra gli 8 e i 9 metri.
Ma veniamo a noi. Quel giorno il mare era in scaduta, con zone di torbido e di acqua limpida che si alternavano.
Dopo dieci minuti dall’entrata in acqua ho insagolato un oratella da 400 gr., ma passato qualche altro minuto il pesce bianco sparisce completamente! Mi trovavo letteralmente in un deserto, una calma apparente che mi ha portato a pensare che stesse girando qulcosa di grosso!
Pinneggiando in cerca di qualche preda scruto da lontano una grossa testa che dal fondo veniva verso di me. Inizialmente, vista la mole, l’ho scambiata per una cernia… subito dopo ho realizzato che si trattava di una grossa spigola. La regina del mare! In quei brevi attimi ho puntato il mio Cyrano alla testa del pesce, ho sparato e ho fatto centro. La fiocina, di quelle francesi a tre punte con alette, ha passato la grossa testa del pesce, nonostante la distanza di tiro fosse di circa due metri e mezzo!
Il pesce ha subito cominciato a trainarmi verso il fondale di circa dieci metri, ma appena si è fermato l’ho abbrancato e portato in superficie, per poi finirlo con il coltello!
Ragazzi, la soddisfazione più grande per me è stata portare a riva una spigola di quella mole! Un grande guerriero dei mari che una volta pesato ha fatto fermare l’ago della bilancia sugli 8 kg. di peso, per una lunghezza di 89 cm! E tutto questo grazie al mio settantino Cyrano modificato con volata STC, pistone X-Runner e precarica di 29 atm. Questo fucile mi sta dando tante soddisfazioni!
Grazie a tutti,
Marco.
Pubblico volentieri un video inviatomi dall’amico Marco Paganelli riguardante la cattura di un bel sarago effettuata dal celebre pescatore subacqueo Roberto Tiveron. L’arma utilizzata è un Omer Airbalete 100 dotato di sistema sottovuoto X-Power e Asta Nuda da 6,5. In pratica l’allestimento da me utilizzato nell’ultima prova con l’Airbalete, con la differenza che la precarica utilizzata è di sole 22 ATM, contro le 25 ATM da me utilizzate.
Notate la velocità di uscita dell’asta (e il relativo tendersi dell’impiombatura) e potete rendervi conto con i vostri occhi che quanto ho affermato nel mio ultimo articolo, a proposito della potenza esplosiva di questo abbinamento, non è assolutamente campato per aria…
Airbalete provato nuovamente, per la quarta volta. Allestito con X-Power e Asta nuda da 6,5. Dico subito che ciò che mi ha lasciato sbalordito è la velocità dell’asta. Impressionate, mai vista una cosa del genere con i miei pneumatici modificati. Anche questa volta è esplosa l’impiombatura (nuova, fatta il giorno prima con asso tripla forza da 0,90, con il quale non ho mai avuto problemi). Il monofilo si è rotto in due punti diversi (nell’asola che tiene l’asta e un metro più in basso rispetto a questa) e si è danneggiato lo slide-ring (il piccolo scorrisagola fornito da STC).
Il lato negativo è che evidentemente io con l’airbalete non mi ci trovo. Sono sempre più convinto che vada bene per chi è abituato a pescare con arbalete mono o doppio elastico. Durante la prova sono riuscito a far avvicinare un’orata all’aspetto (non enorme, dai 500 agli 800 gr.), cosa che non mi capita spesso, a una distanza a prova di errore. E l’ho mancata clamorosamente, facendole sfrecciare l’asta a lato. Ora, io non sono un cecchino ne tanto meno un pescatore esperto, ma qualcosa da quando ho iniziato con la pesca subacquea sono riuscito a catturarla. Quell’orata, con il mio fucile, non l’avrei sbagliata. Ne sono certo. Prima di quello ho fatto altri tiri, alcuni d’imbracciata, altri mirati. Ma nessuno è andato a segno. Però le prede non erano mai vicine e ferme come quell’orata, quindi ho imputato la cosa alla mia mano poco esperta. L’errore sull’orata invece mi ha fatto capire che evidentemente io e airbalete non andiamo d’accordo.
Per la prossima pescata cercherò di portarmi dietro un bersaglio in espanso, così da provare a capire il motivo di questa scarsa precisione (c’è gente che invece sostiene che l’airbalete è precisissimo, e gliene va dato atto), altrimenti ci metto una pietra sopra.
Di buono, ripeto, c’è la velocità impressionante dell’asta nell’ultima configurazione da me provata. Non mi era mai capitato di rompere l’impiombatura, mentre con l’airbalete è successo per due volte consecutive, sparando al libero. Non può essere un caso.
Ho avuto finalmente la possibilità di testare l’Airbalete 100 della Omer, modello nero, durante un periodo che, purtroppo per me, non mi consente di andare a pesca tutte le volte che vorrei. Ciononostante, dopo tre albate da un paio d’ore ciascuna, sono riuscito a farmi un’idea su questo fucile. Peccato che nelle suddette uscite di pesce ne ho visto davvero poco, senza contare il fatto che ormai i miei aspetti su basso fondo si sono ridotti a quei miseri 45/50 secondi. Oltre i 10 metri faccio in tempo a toccare il fondo, dare uno sguardo a destra e a sinistra e subito dopo iniziare la risalita. Questa cosa mi da tremendamente fastidio, ma passiamo oltre.
Dico subito che, sulla carta, l’Airbalete mi è sempre sembrato un gran bel fucile, con qualche difetto di gioventù, ma potenzialmente rivoluzionario. Non è così, o per lo meno, non lo è per chi, come il sottoscritto, è abituato a usare pneumatici standard. Ovviamente la mia è soltanto una “prima impressione”, non un giudizio definitivo. Magari, dopo un numero sufficientemente alto di uscite, l’opinione sarà diversa. L’idea che mi sono fatto è che l’Airbalete, con X-Power e asta nuda da 6,5, possa diventare il pneumatico ideale per chi è abituato a pescare con fucili monoelastico piuttosto potenti. In questa configurazione l’assetto è infatti appena negativo in punta, il brandeggio molto buono e il rinculo nullo, se tenuto entro le 25/26 atm.
Purtroppo con questa configurazione ho potuto fare soltanto un tiro, incredibilmente veloce e andato a segno su una bella mormora. Peccato che il monofilo, evidentemente lesionato, ha ceduto di schianto, con relativa perdita della preda e tempo perso a ritrovare l’asta su un tappeto di foglie di posidonia.
Le altre due prove sono state fatte con asta da 7 Seatec doppia aletta, canna allagata e scorri sagola devoto, e con asta nuda da 7 monoaletta e X-Power. Su entrambe le prove ho utilizzato 25 atm di precarica.
La prima prova, con canna allagata, è stata totalmente negativa. Fucile pesante, rumore accentuato, tiro lento, brandeggio faticoso. Il tutto se paragonato a un pneumatico standard con sistema sottovuoto (mamba o X-Power). Ho effettuato diversi tiri, ma nessuno è andato a segno. Le prede non erano di mole, ed in alcune circostanze mi è sembrato di averle appena sfiorate, a seguito di una loro repentina scodata. Le uniche caratteristiche che mi sono davvero piaciute sono state la facilità estrema di caricamento e il rinculo contenuto.
Riguardo al caricamento, con fucile portato a 25 atm (misurate con il manometro) sembra di caricare un pneumatico standard con 20/22 atm. So che la forza di caricamento in teoria è sempre la stessa, ma la sensazione che si riceve è esattamente quella di avere a che fare con un fucile poco carico. L’unica accortezza che si deve avere consiste nel far “sbattere” il pistone a fine corsa, anziché farlo “agganciare” come su un pneumatico standard, pena il mancato aggancio con relativo spavento.
Passiamo alla seconda prova, quella con X-Power e asta nuda monoaletta da 7. Le sensazioni in questo caso sono contrastanti. Appena entrato in acqua sono riuscito a fare due tiri, il primo su un’altra bella mormora, presa sulla schiena e insagolata con un tiro mirato schioccato da un paio di metri. Il secondo su un sarago abbastanza piccolo, ma sparabile, con tiro lungo e quasi d’istinto. Anche lui finito in sagola. Li per lì ho pensato che il fucile, allestito con questa configurazione, è davvero fenomenale. E invece tutti i tiri successivi sono andati a farsi benedire. Padelle su padelle, che cavolo! Certo, in pesca ciò che conta veramente è la mano del pescatore, e io non sono un cecchino. Per questo motivo, a fine pescata, mi sono concesso un paio di tiri su una bottiglia di detersivo che qualche maleducato aveva buttato a mare. La bottiglia stava leggermente oscillando e i tiri, mirati, sono stati scoccati da 3,5/4 metri. Bene, il primo è andato a finire 15 cm. a destra, il secondo altrettanto a sinistra!
Strana cosa. Per la prossima uscita allestirò nuovamente il fucile con X-Power e asta nuda da 6,5, con impiombatura nuova… Vi farò sapere.
Come perdo tempo io, non credo riesca nessun altro.
Per “perdite di tempo” intendo sia quei problemi e quelle lungaggini che ti fanno arrivare tardi a pesca, sia tutti quegli intoppi che ti rallentano o ti bloccano durante la battuta stessa. Da qui in avanti descriverò situazioni capitate al sottoscritto insieme a fatti accaduti a terzi di cui sono venuto a conoscenza. Eviterò di “perdere tempo” in inutili distinzioni.
Andiamo per ordine.
Da quando ho iniziato a pescare, soltanto una volta sono riuscito a entrare in acqua durante le prime fasi dell’aurora, quando ancora si fa fatica a vedere che succede sottacqua. I motivi sono tanti, ed ogni volta diversi, alcuni dei quali addirittura “eccentrici”.
Pur non soffrendo particolarmente la levataccia, a volte faccio fatica ad alzarmi immediatamente dopo il suono della sveglia… alle quattro del mattino! Già, perché pur avendo il mare vicino casa, sono sicuro che ogni volta dovrò imbattermi in questo o in quel problema, che come da titolo mi farà inevitabilmente perdere tempo. Di conseguenza regolo la sveglia per quell’ora.
Purtroppo la sveglia può capitare che non suoni, oppure che non la si senta suonare. O anche che la si spenga più o meno inconsapevolmente. A volte si preme per un numero di volte indefinito il pulsante “snooze”, giusto per raschiare qualche minuto in più di sonno, col risultato di alzarsi alle 7.15 (a giorno fatto, specie d’estate).
Tutti questi problemi però potrebbero avere un’origine diversa dal bisogno fisiologico di dormire. Nonostante tutti i buoni propositi, la sera prima della battuta di pesca difficilmente si riesce ad andare a letto ad un orario decente. Nel fine settimana infatti capita spesso di avere ospiti a cena, con tutto quello che ne consegue (a seconda degli ospiti: impossibilità di schiodarsi dal divano prima dell’una e un quarto; coinvolgimento in grandi bevute d’alcool e/o grandi mangiate; visione di due o tre film in sequenza; bambini che ti mettono a soqquadro casa…). Oppure tu stesso sei invitato a cena fuori, e non è cortese rifiutare/andarsene presto.
Mettiamo che nonostante tutto – postumi di sbornia smaltiti (ok, siamo sullo scherzo, ma meglio non bere se si deve andare a pesca, mi raccomando), ore piccole e cena digerite – riusciamo ad alzarci all’ora che effettivamente ci siamo prefissati. E’ il momento dei problemi post risveglio. Si fa colazione e subito si hanno problemi intestinali. Oppure: si da’ un’ultima controllata all’attrezzatura (cosa che colpevolmente non è stata fatta nei giorni precedenti) e ci si imbatte nei seguenti inconvenienti: il fucile pneumatico è misteriosamente scarico; la plancetta gonfiata la sera prima è sgonfia; l’orologio/profondimetro è fermo; non si trovano più le cavigliere/la maschera/il boccaglio/il coltello; ci si è dimenticati di rifare la punta all’asta, o l’impiombatura; salta fuori che la muta ha un buco, o uno strappo, che non si erano notati l’ultima volta; ecc.
Posto rimedio a tutto quello che si fa in tempo a sistemare a casa, si carica l’attrezzatura in macchina. A questo punto scoprite che vostra moglie l’ha lasciata in riserva fissa, oppure siete stati voi stessi, ma non fa differenza. Potreste avere una o più gomme a terra, o il motore che non parte, ma qui siamo alla sfiga pura.





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