foto 1 e1292142324999 Confronto diametro sedi oring tra pistone X Runner Alte prestazioni e pistone standardfoto e1292142454414 Confronto diametro sedi oring tra pistone X Runner Alte prestazioni e pistone standard

A completamento dell’articolo precedete, mostro in queste due foto il motivo per cui il pistone X-Runner Alte prestazioni può avvantaggiarsi di un attrito inferiore a quello del pistone originale Mares. Come potete vedere, la sede degli oring nel pistone X-Runner ha un diametro inferiore di 1,2 decimi di millimetro rispetto a quello Mares.
Si tenga conto del fatto, inoltre, che il pistone X-Runner, grazie al “serbatoio” per grasso o olio, contente una lubrificazione costante e duratura degli oring.
Ovviamente, sia nel pistone Mares che in quello STC, con un po’ di manualità e gli attrezzi giusti, le tolleranze possono essere ulteriormente ridotte. Bisogna però cercare di non eccedere, pena l’allagamento della canna.


Nel video mostrato in questo articolo si può notare come il nuovo pistone X-Runner Alte Prestazioni sviluppa un attrito inferiore in fase di caricamento rispetto a un già ottimo pistone Mares per canna 11.
Purtroppo per la realizzazione del filmato non mi sono potuto avvalere della mia videocamera e del software di editing video di cui normalmente dispongo, pertanto la qualità è pessima.
Tuttavia si può notare come il pistone X-Runner, ingrassato con un prodotto al teflon, sotto l’azione della corta asta da 8 mm. e circa 300 gr. di piombo scorre per gravità all’interno della canna da 11 mm. di un Fucile Mamba 90.
Lo stesso non si può dire per il pistone mares, che senza l’ausilio di un’azione esterna rimane pressoché fermo.
Ovviamente il minor attrito è presente anche in fase di espulsione. Appena tornerò in possesso dei miei strumenti vedrò di realizzare un video qualitativamente migliore e dove il test viene eseguito in entrambe le direzioni.


finale xpower 300x182 Prova: Finale Universale X Power per Asta Nuda + Pistone Alte Prestazioni6 300x211 Prova: Finale Universale X Power per Asta Nuda + Pistone Alte PrestazioniFinalmente sono riuscito a provare in acqua il nuovo finale universale per asta nuda X-Power in abbinamento al nuovo pistone X-Runner Alte Prestazioni.
Tanto per cambiare, le condizioni meteo per fare il test non erano delle migliori – pioveva a dirotto – e di pesce non se n’è visto. I due componenti sono stati montati sul mio fidato Spark 98, che di originale ormai ha soltanto il nome.
Di seguito le impressioni che ho potuto ricavare:
1] Il pistone ora scivola meglio all’interno della canna in fase di caricamento. Con il fucile pompato a 26 atm è stato un gioco da ragazzi completare la manovra di caricamento (mi sono avvalso di un carichino con prolunga).
2] Durante il caricamento l’asta si impunta molto meno nel finale, e questo per merito del barilotto in materiale plastico.
3] Bisogna però fare una precisazione. Con il “vecchio” finale completamente in alluminio per aste da 7 mm. avevo dei problemi di impuntamento dell’asta se anche questa era a sua volta da 7 mm. Con l’asta da 6,5, visto il “gioco” favorevole, gli impuntamenti da attrito erano minori.
4] Nel nuovo sistema, consci dell’attrito ridotto nella volata, si potrebbe essere indotti a caricare l’asta da 6,5 senza prestare particolare attenzione alle flessioni della medesima. Bisogna invece continuare a tenere l’asta bella ferma, in quanto anche se non “grippa” (non si blocca), flessioni troppo accentuate tendono a ostacolare la manovra di caricamento. Infatti, seppur minimo, l’attrito conseguente al “raschiamento” dell’asta nella parete interna del barilotto è comunque avvertibile. Ciò probabilmente è dovuto ad una certa rugosità superficiale dell’asta Sigal.
5] Le prestazioni sono ovviamente ottime. La riduzione della massa del pistone gioca un ruolo fondamentale da questo punto di vista. A orecchio, mi è sembrato di percepire una leggera riduzione del rumore da sparo, ma non ne sono certo.

Per il resto, ho voluto provare nuovamente l’asta da 6,5 nel mio spark 98, in quanto la logica mi porta a pensare che su un canna 11 sia la soluzione migliore. Probabilmente lo è, ma per qualche ragione io riesco ad essere preciso sulla lunga distanza soltanto con l’asta da 7. Me ne dovrò fare una ragione.


DSCN42931 e1287552479356 Prova: Pinne in Carbonio GFT Bassofondo SoftChe dire? Un altro pianeta. Ho avuto modo di provare le Pinne GFT Bassofondo Soft, con scarpetta Salvimar Delta One, durante le mie ultime due uscite in pesca. Il modello, così come la durezza “soft”, mi sono state consigliate direttamente da Tony di GFT, persona cordiale e disponibile.
Personalmente avevo adocchiato le pale Agguato, modello 2010, tuttavia Tony, basandosi sulle informazioni da me fornite circa la mia struttura fisica e il mio modo di pescare, ha ritenuto più adatte per il sottoscritto le pale Bassofondo Soft, che tra l’altro tra tutti i modelli a catalogo sono quelle con il prezzo più abbordabile.
Le ragioni che mi hanno spinto a puntare deciso sulle pinne in carbonio derivano dal disagio che provo in situazioni di forte corrente/vento/onde. Di fatto, sia con le Cressi Gara LD che con le Sporasub Elite, nelle situazioni poc’anzi descritte ho l’impressione mi muovermi alla velocità di una medusa, soprattutto se devo percorrere lunghe distanze. Per quanto riguarda lo stacco dal fondo invece, non essendo un profondista, non ho fino ad ora sentito l’esigenza di una pinna maggiormente performante.
Durante la mia prima prova mi sono ritrovato a pescare tra le onde di una bella grecalata. Non si trattava della situazione ideale per provare un nuovo prodotto. Ciononostante mi sono subito reso conto che contro la musica era cambiata, decisamente. Ho dovuto affrontare tra l’altro un situazione abbastanza rischiosa. In una baietta caratterizzata da un fondale sul metro e mezzo sono stato investito trasversalmente e inaspettatamente da delle onde inquietanti, che mi hanno sbattuto e capovolto la plancetta Shardana davanti alla maschera. Non oso immaginare quali conseguenze avrei potuto subire se la plancetta, rigida e pesante, mi avesse colpito con quella violenza. Inverto la rotta – incurante della sorte della plancetta – riuscendo a incunearmi nelle onde che seguivano, fino a portarmi in una zona tranquilla. Le pinne, in questo caso, mi sono state d’aiuto. Probabilmente anche con quelle in polimero sarei riuscito a cavarmela, tuttavia le pinne in carbonio ti danno una sensazione di maggior spinta e sicurezza.

Pagine: 1 2


plancetta omer shardana1 e1286885327584 Plancetta Omer ShardanaPer quanto possa essere scomoda, ingombrante, fastidiosa da trasportare e limitante dell’azione di pesca, non riesco a rinunciare alla plancetta. Ormai che c’ho fatto l’abitudine, per me è inconcepibile rinunciare alla comodità di andare a pescare senza portarmi dietro… tutto quello che mi serve.
Ho iniziato, come molti credo, con il semplice pallone da sub, per poi passare alla piccola plancetta pneumatica, a quella ricavata da una tavola da body surf e, in fine, ad un plancetta per la pesca sub vera e propria.
A dire il vero il mercato non offre molto. A parte la Shardana della Omer, oggetto di questo articolo, sono disponibili soltanto le costose Sporasub e qualche soluzione in vetroresina abbastanza elitaria, e quindi non per tutte le tasche.
La Shardana è la plancetta rigida dal prezzo più contenuto. L’ho preferita rispetto a una soluzione gonfiabile (molto bella l’Okipa 2 di Best Hunter, che tra l’altro costa anche meno) in quanto, per mia esperienza, le plancette rigide “scivolano” molto meglio nel’acqua. Da questo punto di vista la Shardana si comporta abbastanza bene, anche se devo dire che mi aspettavo qualcosa di più performante.
Le tre derive, due laterali arretrate e una larga anteriore, pensavo servissero per tenere il fondo piatto sollevato dalla superficie dell’acqua. In effetti la plancetta si comporta in questo modo, sempre che non la si carichi troppo. E il “troppo” si fa presto a raggiungerlo. Continua…


prova seac caccia hf 751 e1286378014658 Prova: Fucile Seac Caccia HF 75L’esigenza è nata dalla necessità di avere un fucile tutto fare, per aspetto, razzolo e agguato, e con variatore di potenza (che io normalmente levo sui lunghi) in modo da poter utilizzare l’arma tra le rocce o in tane di ampie dimensioni.
A queste caratteristiche corrisponde normalmente un fucile misura 85, come lo spark o il cyrano. In effetti soltanto la Mares produce un pneumatico di questa misura. La Cressi passa direttamente da 70 al 100, mentre la Seac, pur disponendo di varie misure, produce fucili nella misura 75 (in realtà quasi un 80) e 90 (aggiungiamoci 4 cm. alla lunghezza nominale).
Questo Caccia HF 75 non si discosta troppo dalla misura ideale, essendo lungo 79 cm., pochi cm. in meno rispetto allo spark 85. L’ho trovato su ebay, usato, a un prezzo molto interessante, e siccome avevo voglia vedere come è fatto, ho deciso di prenderlo.
Le caratteristiche principali di quest’arma sono il serbatoio idroformato, la canna da 11,2 mm. diametro e, più in generale, una rinfrescata al disegno “standard” del fucile pneumatico.
Un prodotto relativamente nuovo… per il quale non ho resistito alla tentazione di apportare qualche modifica…
Iniziamo dalla testata. Il fucile viene corredato da un finale con sede per la rondella di battuta troppo ampia. In pratica lo stesso diametro dei fucili canna 13. Mi chiedo per quale motivo è stata fatta questa scelta. La Seac stessa produce aste per pneumatici con rondella di battuta adatta alle volate dei fucili canna 11. Ho smontato il fucile, svitato la testata, svitato il finale e l’ho sostituito con quello di un Mares Spark. La filettatura è identica, mentre la corsa è di 1 mm. più corta. In teoria questo avrebbe potuto provocare problemi alla boccola di ammortizzo. In realtà non ne ho avuto. A proposito della boccola di ammortizzo: non sono riuscito ad estrarla dalla sede, e per non rischiare di romperla ho deciso di non rimuoverla. continua…


nuova ogiva sten111 e1286168589898 Nuova Ogiva per il Mares Sten 11

Quella che vedete a destra nell’immagine di apertura è la nuova ogiva del fucile Mares Sten 11. L’ho messa di fianco alla “vecchia” ogiva dell’ormai “vecchio” Spark.
Come potete notare, diverse sono le novità del nuovo disegno. L’ogiva è cresciuta in lunghezza, il che permette di risolvere una volta per tutte il fastidioso problema che affliggeva molti spark, ossia il leggero distaccamento del serbatoio dall’impugnatura, problema che si verificava quando valvola e testata non venivano serrati a morte.
La forma dell’ogiva è ora maggiormente conica  e affusolata, e sono state ricavate due leggere scanalature longitudinali.
Il passasagola è stato accorciato e arrotondato e nel foro ortogonale è stato inserito un anellino d’acciaio che  permette una fuoriuscita della sagola (in presenza del mulinello) con attriti ridotti. Ciò evita l’inserimento di grilli d’acciaio, fascette o anellini che nonostante permettano una migliore fuoriuscita del filo, al contempo possono diventare fonte di grovigli o rotture accidentali.
Ho provato ieri la nuova ogiva abbinata al mio spark 98 X-Power caricato a 27 atm. Ovviamente non ho rilevato nessun problema di sorta. Confermo la bontà dell’idea di posizionare l’anellino d’acciaio nel passasagola. Avevo paura che tale soluzione avrebbe potuto “falsare” (per quanto sia imprecisa) la classica stima che noi smanettoni siamo soliti fare a seguito di uno sparo al libero, ossia la misura della fuoriuscita di sagola dal mulinello serrato. Invece non ho notato grosse differenze rispetto al posizionamento di un anellino posticcio.
Come dicevo ad inizio articolo, la nuova ogiva sarà montata di serie nel nuovo Mares Sten11, l’evoluzione dello Spark (o, se vogliamo, versione “canna 11″ dello Sten) di imminente commercializzazione.


nuovi scorrisagola mares e1286003710208 Nuovo Scorrisagola MaresQuelli mostrati in foto, ai due lati, sono i nuovi scorrisagola Mares per fucili pneumatici. Si tratta di prototipi, quindi suscettibili di ulteriori modifiche prima della loro commercializzazione. Li ho voluti ritrarre insieme al classico scorrisagola Devoto (al centro, nella foto), quello che è comunemente considerato il miglior scorrisagola abbinabile ad un asta per fucile pneumatico.
Si nota subito che i Mares presentano una linea più pulita e idrodinamica. Lo spessore massimo dello scorrisagola Mares è di 10,52 mm, simile a quello del Devoto. Tuttavia mentre quest’ultimo è un cilindro perfetto, il Mares presenta una forma volutamente irregolare, maggiormente ellittica, con uno spessore minimo lungo il cilindro di 9,7 mm, ed una conicità accentuata all’estremità superiore, dove il diametro è di soli 8,35 mm. Le alette dove far passare l’impiombatura sono di dimensioni inferiori, mentre la lunghezza complessiva è leggermente superiore rispetto al Devoto.
Gli scorrisagola sono, per ora, costruiti con due materiali differenti: Nylon e Ertacetal. Quello in Nylon appare più “liscio” e rifinito, mentre quello in ertacetal sembra più robusto. Straremo a vedere quale dei due materiali verrà scelto per la produzione finale.
Ho avuto modo di effettuare qualche tiro di prova con lo scorrisagola in Nylon, utilizzando un’asta da sette su un ottantino canna 11 sottovuoto caricato a 23 atm: tiri brucianti con strattone deciso a fine corsa.
Si tratta di un prodotto ottimo, che andrà ad impreziosire l’imminente commercializzazione della nuova linea di aste per pneumatico della Mares.


airbaletecamo Omer Airbalete 100 + Kit X Power per asta nuda: potenza esplosiva!Airbalete provato nuovamente, per la quarta volta. Allestito con X-Power e Asta nuda da 6,5. Dico subito che ciò che mi ha lasciato sbalordito è la velocità dell’asta. Impressionate, mai vista una cosa del genere con i miei pneumatici modificati. Anche questa volta è esplosa l’impiombatura (nuova, fatta il giorno prima con asso tripla forza da 0,90, con il quale non ho mai avuto problemi). Il monofilo si è rotto in due punti diversi (nell’asola che tiene l’asta e un metro più in basso rispetto a questa) e si è danneggiato lo slide-ring (il piccolo scorrisagola fornito da STC).
Il lato negativo è che evidentemente io con l’airbalete non mi ci trovo. Sono sempre più convinto che vada bene per chi è abituato a pescare con arbalete mono o doppio elastico. Durante la prova sono riuscito a far avvicinare un’orata all’aspetto (non enorme, dai 500 agli 800 gr.), cosa che non mi capita spesso, a una distanza a prova di errore. E l’ho mancata clamorosamente, facendole sfrecciare l’asta a lato. Ora, io non sono un cecchino ne tanto meno un pescatore esperto, ma qualcosa da quando ho iniziato con la pesca subacquea sono riuscito a catturarla. Quell’orata, con il mio fucile, non l’avrei sbagliata. Ne sono certo. Prima di quello ho fatto altri tiri, alcuni d’imbracciata, altri mirati. Ma nessuno è andato a segno. Però le prede non erano mai vicine e ferme come quell’orata, quindi ho imputato la cosa alla mia mano poco esperta. L’errore sull’orata invece mi ha fatto capire che evidentemente io e airbalete non andiamo d’accordo.
Per la prossima pescata cercherò di portarmi dietro un bersaglio in espanso, così da provare a capire il motivo di questa scarsa precisione (c’è gente che invece sostiene che l’airbalete è precisissimo, e gliene va dato atto), altrimenti ci metto una pietra sopra.
Di buono, ripeto, c’è la velocità impressionante dell’asta nell’ultima configurazione da me provata. Non mi era mai capitato di rompere l’impiombatura, mentre con l’airbalete è successo per due volte consecutive, sparando al libero. Non può essere un caso.


DSCN4120 300x225 Omer Airbalete 100: prime impressioni dusoHo avuto finalmente la possibilità di testare l’Airbalete 100 della Omer, modello nero, durante un periodo che, purtroppo per me, non mi consente di andare a pesca tutte le volte che vorrei. Ciononostante, dopo tre albate da un paio d’ore ciascuna, sono riuscito a farmi un’idea su questo fucile. Peccato che nelle suddette uscite di pesce ne ho visto davvero poco, senza contare il fatto che ormai i miei aspetti su basso fondo si sono ridotti a quei miseri 45/50 secondi. Oltre i 10 metri faccio in tempo a toccare il fondo, dare uno sguardo a destra e a sinistra e subito dopo iniziare la risalita. Questa cosa mi da tremendamente fastidio, ma passiamo oltre.
Dico subito che, sulla carta, l’Airbalete mi è sempre sembrato un gran bel fucile, con qualche difetto di gioventù, ma potenzialmente rivoluzionario. Non è così, o per lo meno, non lo è per chi, come il sottoscritto, è abituato a usare pneumatici standard. Ovviamente la mia è soltanto una “prima impressione”, non un giudizio definitivo. Magari, dopo un numero sufficientemente alto di uscite, l’opinione sarà diversa. L’idea che mi sono fatto è che l’Airbalete, con X-Power e asta nuda da 6,5, possa diventare il pneumatico ideale per chi è abituato a pescare con fucili monoelastico piuttosto potenti. In questa configurazione l’assetto è infatti appena negativo in punta, il brandeggio molto buono e il rinculo nullo, se tenuto entro le 25/26 atm.
Purtroppo con questa configurazione ho potuto fare soltanto un tiro, incredibilmente veloce e andato a segno su una bella mormora. Peccato che il monofilo, evidentemente lesionato, ha ceduto di schianto, con relativa perdita della preda e tempo perso a ritrovare l’asta su un tappeto di foglie di posidonia.
Le altre due prove sono state fatte con asta da 7 Seatec doppia aletta, canna allagata e scorri sagola devoto, e con asta nuda da 7 monoaletta e X-Power. Su entrambe le prove ho utilizzato 25 atm di precarica.
La prima prova, con canna allagata, è stata totalmente negativa. Fucile pesante, rumore accentuato, tiro lento, brandeggio faticoso. Il tutto se paragonato a un pneumatico standard con sistema sottovuoto (mamba o X-Power). Ho effettuato diversi tiri, ma nessuno è andato a segno. Le prede non erano di mole, ed in alcune circostanze mi è sembrato di averle appena sfiorate, a seguito di una loro repentina scodata. Le uniche caratteristiche che mi sono davvero piaciute sono state la facilità estrema di caricamento e il rinculo contenuto.
Riguardo al caricamento, con fucile portato a 25 atm (misurate con il manometro) sembra di caricare un pneumatico standard con 20/22 atm. So che la forza di caricamento in teoria è sempre la stessa, ma la sensazione che si riceve è esattamente quella di avere a che fare con un fucile poco carico. L’unica accortezza che si deve avere consiste nel far “sbattere” il pistone a fine corsa, anziché farlo “agganciare” come su un pneumatico standard, pena il mancato aggancio con relativo spavento.
Passiamo alla seconda prova, quella con X-Power e asta nuda monoaletta da 7. Le sensazioni in questo caso sono contrastanti. Appena entrato in acqua sono riuscito a fare due tiri, il primo su un’altra bella mormora, presa sulla schiena e insagolata con un tiro mirato schioccato da un paio di metri. Il secondo su un sarago abbastanza piccolo, ma sparabile, con tiro lungo e quasi d’istinto. Anche lui finito in sagola. Li per lì ho pensato che il fucile, allestito con questa configurazione, è davvero fenomenale. E invece tutti i tiri successivi sono andati a farsi benedire. Padelle su padelle, che cavolo! Certo, in pesca ciò che conta veramente è la mano del pescatore, e io non sono un cecchino. Per questo motivo, a fine pescata, mi sono concesso un paio di tiri su una bottiglia di detersivo che qualche maleducato aveva buttato a mare. La bottiglia stava leggermente oscillando e i tiri, mirati, sono stati scoccati da 3,5/4 metri. Bene, il primo è andato a finire 15 cm. a destra, il secondo altrettanto a sinistra!
Strana cosa. Per la prossima uscita allestirò nuovamente il fucile con X-Power e asta nuda da 6,5, con impiombatura nuova… Vi farò sapere.