L’amico Paolo mi ha fatto notare la relativa valenza sportiva della cattura mostrata in questo video. Modesto. In effetti il sarago è di dimensioni abbastanza contenute, tuttavia si consideri che il tiro è stato scoccato a tre metri e mezzo dalla punta dell’asta (a me sembrano qualcosa in più), utilizzando un fucile relativamente corto (Asso 75 X-Power, asta nuda, 20 ATM), su un bersaglio piccolo. Basterebbe un rinculo leggermente più accentuato per mancare totalmente il bersaglio. Invece il fucile non si impenna quasi per niente e la corsa dell’asta è così veloce da sembrare invisibile. Merito del sottovuoto X-Power e di tutte quelle migliorie che un maestro del pneumatico come Paolo sa apportare.
Per la realizzazione del video è stata utilizzata una videocamere Go Pro 960.


Questa settimana sarei voluto andare a pescare, ma ho l’impressione che sarò costretto a rinviare la cosa…


Pubblico volentieri un video inviatomi dall’amico Marco Paganelli riguardante la cattura di un bel sarago effettuata dal celebre pescatore subacqueo Roberto Tiveron. L’arma utilizzata è un Omer Airbalete 100 dotato di sistema sottovuoto X-Power e Asta Nuda da 6,5. In pratica l’allestimento da me utilizzato nell’ultima prova con l’Airbalete, con la differenza che la precarica utilizzata è di sole 22 ATM, contro le 25 ATM da me utilizzate.
Notate la velocità di uscita dell’asta (e il relativo tendersi dell’impiombatura) e potete rendervi conto con i vostri occhi che quanto ho affermato nel mio ultimo articolo, a proposito della potenza esplosiva di questo abbinamento, non è assolutamente campato per aria…


Per quale motivo è necessario modificare lo sgancia sagola dell’Omer Airbalete? per il semplice fatto che la Omer stessa ha consigliato tale modifica. E se lo dice la Omer c’è da fidarsi.
Il problema è questo: lo sgancia sagola dell’Airbalete, benché venga definito “svincolato” dal grilletto, in realtà non lo è. Quando si preme il grilletto lo sgancia sagola viene “spostato”  dal grilletto in posizione “aperta”.
Per far tornare lo sgancia sagola in  posizione “chiusa” è presente una molla. Proprio questa molla, evidentemente non troppo tenera, pare “tiri” le volute dell’impiombatura, con la conseguenza di deviare il tiro.
Nel video ho esemplificato le operazioni necessarie per estrarre la molla ed evitare gli inconvenienti di cui sopra. Si tratta di un’operazione piuttosto semplice, con l’unico inconveniente che in fase di armamento del fucile lo sganciasagola andrà riposizionato manualmente in posizione chiusa. Personalmente preferisco perdere mezzo secondo piuttosto che vedere l’asta cambiare traiettoria. Voi che ne dite?


Articolo di Aldo Fossataro

Da quando il mio interesse per le tecniche di pesca in apnea è saldamente concentrato su agguato e aspetto, ho preso l’abitudine di richiamare il pesce con dei piccoli rumori o facendo uscire delle bollicine dalla bocca. Devo dire che grazie a questi sistemi il più delle volte i pinnuti decidono di venirmi incontro senza esitazioni.
Ci sono invece situazioni in cui le prede non ne vogliono sapere di avvicinarsi, anzi quasi si spaventano.
Ieri ho postato un video su you tube dove si vede chiaramente una bella orata che mi punta dritta ed io (minchione, chissà cosa mi è saltato per la testa) ho effetuato un piccolo richiamo con la glottide. In tutta risposta l’oratona ha girato i tacchi e se ne andata, con molta calma.
Capisco perfettamente che ci sono altri fattori che possono determinare il suo comportamento, ma in questo caso mi trovavo dietro ad uno scoglio completamente coperto. L’unica cosa che sbucava fuori era l’arbalete con la cam e il sole era coperto. Ero quindi in una zona d’ombra. In effetti l’orata predilige il controllo dall’alto, e in questo caso lei doveva salire verso di me. A quanto pare mi stava venendo incontro tranquilla…
Ma torniamo al richiamo, ci sono grandi campioni che non ne fanno uso mentre altri pescatori, altrettanto preparati, dicono di utilizzarlo in tutti i modi possibili. Personalmente penso che non ci sia una regola ben precisa, sta a noi prendere una decisione durante l’azione di caccia in virtù delle condizioni presenti in quel determinato momento e dello svolgersi della situazione di pesca (altrimenti che gusto c’è). Il bello del nostro sport è che ti devi adeguare a diversi fattori e quindi cambiare metodo e approccio alla tecnica di caccia. In più ricordiamoci sempre (come in tutte le cose) che dovremo fare i conti con il fattore “culo”, e su questo non esiste assolutamente nessuna regola ben precisa ; -)


Ultimamente ha preso piede la moda di portare con noi una cam attaccata con una staffa al nostro fucile subacqueo. L’ intento è quello di filmare le nostre “catture” . Più che altro (la maggior parte di noi) per dimostrare che siamo capaci di pescare . In effetti questo può appagare il nostro ego e a qualche neofita , che visiona i filmati, far venire la voglia di andarsi a comprare subito l’ attrezzatura per “aggiornarsi”. Ma non si considerano due cose molto importanti. Una è che la bravura del pescatore subacqueo non si stabilisce dalle “catture” effettuate ma da “come” vengono effettuate, per cui l’ ideale sarebbe farsi riprendere, se proprio vogliamo dimostrare qualcosa a qualcuno… La seconda sarebbe che non tutti sanno che la staffa deve essere fatta in modo che la nostra cam sia più vicina possibile al nostro arbalete o oleopneomatico altrimenti rischiamo di fare delle padelle clamorose! Infatti il peso delle cam se troppo spostato sulla destra o sulla sinistra , al momento in cui premiamo il grilletto può alterare la nostra linea di mira . . Ricordiamoci quindi, una volta settato il nostro fucile sub con la nostra cam, di provare sempre il bilanciamento in acqua .
Ci sono invece dei pescatori sub che hanno trovato più comodo mettersi una maschera con la cam integrata, così ci siamo resi conto (noi spettatori) che il mal di mare ci può venire anche da fermi… Le riprese spesso sono mooolto movimentate e da questo ci si accorge che stiamo avendo a che fare con persone che in acqua si rilassano pochissimo… (qui bisognerebbe aprire un’altro discorso che tratta la tecnica dell’ aspetto e dell’agguato). Per quanto mi riguarda, questo tipo di maschera sarebbe meglio usarla solo ed esclusivamente nel basso fondo (date le dimensioni) , inoltre, sempre dal mio punto di vista, prima di usarla per pescare bisognerebbe provarla e capire se quella specie di puntatori davanti agli occhi possano darti fastidio oppure no…
Rimane un’ ultima considerazione da fare: per me si pesca meglio senza la cam (anche se io qualche volta la uso), infatti qualche volta mi è capitato di aver perso delle prede perchè intento a “riprenderle meglio”, oppure perchè sbadatamente la cam ha urtato contro qualche scoglio, spaventando così il fortunato pinnuto.
Lo dico sopratutto a chi stà iniziando con questo meraviglioso sport : imparate prima ad andare in acqua, poi a pescare e infine, se proprio ne sentite la necessità, a riprendere le vostre “catture

Articolo a cura di Sommozziello