Mi trovavo sopra un fondale di sei metri, una prateria di posidonia con dei bei massoni di granito che si innalzano dal fondo. Stavo ancora rimuginando sull’esitazione avuta qualche minuto prima e che mi aveva fato perdere un discreto marvizzo.

Con la coda dell’occhio scorgo un movimento sul fondo, alla mia sinistra: una bella cerniotta che stimo subito come “sparabile”. Si muove tranquilla, si volta, mi punta per un po’ dal fondo, e si avvia verso l’imboccatura della tana, uno spacco abbastanza profondo nel granito, la cui volta era formata da alcune pietre consolidate da alghe e corallifero.

Faccio in tempo ad immergermi, inserire il variatore del fucile al minimo e sparare alla cerniotta dall’alto verso il basso, a un metro di distanza, sulla schiena, tra la pinna dorsale e la coda. Purtroppo più della metà del corpo l’aveva infilata nella stretta imboccatura della tana e ben tre immersioni non sono state sufficienti per riuscire ad estrarla. Che fare?

Avevo lasciato la plancetta gonfiabile pedagnata a una cinquantina di metri, forse qualcosa in più. Lo so, non bisognerebbe allontanarsi tanto dal segnale, e anche due pescatori subacquei che si stavano preparando su un gommone alla deriva me lo fanno notare. Avevano ragione, c’è poco da dire, gli faccio cenno con la mano e mi dirigo verso la plancetta. La prossima volta cercherò di stare più attento, purtroppo non mi ero reso conto di essermi allontanato così tanto.

Recupero il pedagno, lo aggancio alla cinghia e mi dirigo nuovamente verso la tana dove avevo lasciato cernia, asta e fucile (quest’ultimo a galla grazie alla sagola srotolata dal mulinello).

Sgancio dalla plancetta un’asta da 8 mm. che ho attrezzato con manico e piccolo arpione per recuperare i polpi intanati. Mi immergo, mi avvicino alla cernia, che nel frattempo entra entrata un po’ più a fondo nella tana, e la infilzo in prossimità della coda. Un altro paio di discese e riesco finalmente a stanare la preda, esausta e quasi immobile. Pongo fine alle sue sofferenza infilandole il coltello tra gli occhi.

Il giorno dopo, al pranzo domenicale, una decina di persone hanno avuto modo di apprezzare la cernia al forno preparata con patate tagliate a cubetti, pomodorini, olive verdi e prezzemolo.

Pagine: 1 2 3


8 Commenti per “Un paio di uscite agostane e una bella cerniotta”

Puoi seguire questa conversazione con atom feed.

  1. Marco Paganelli scrive:

    Grande Tommaso, bella cattura e grande soddisfazione specialmente per il palato. Ancora complimenti e … continua così !!!

  2. admin scrive:

    Ciao Marco, è un piacere averti ospite nel mio sito. Sei riuscito ad arrivare alla fine dell’articolo !?! Dev’essere stato uno strazio…
    Come già sai, la svolta è arrivata (e speriamo sia duratura) dopo aver montato l’X-Power.
    Ora mi manca di montare l’X-Runner, e chissà che le cose non migliorino ulteriormente…

  3. Marco Paganelli scrive:

    Il piacere è tutto mio. Leggere questi articoli Ti fa sentire in “Mare” anche se ti trovi davanti ad un LCD spropositato, tastiere e CPU. Belle mi’ ferie !!! Mi sembrano lontane anni luce. Un abbraccione…Marco

  4. admin scrive:

    Si, si… guarda che lo so che hai avuto a che fare con serra e lecce…

  5. Marco Paganelli scrive:

    Lecce solo viste. Ma Serra tanti davvero e belli. Il più grosso è stato di 6,1 Kg. Un diavolo scatenato che ha messo a dura prova il monofilo da 90 che uso abitualmente. Dopo l’impatto con l’asta, avvenuto a circa 2,5 / 2,8 Mt, il pesce è stato passato dalla tahitiana (6,5 mm con Airbalete) e si è portato completamente sul filo. Di li in poi l’inferno. Ho girato su me stesso per circa 20 volte. Era una furia scatenata. Accennava continuamente a mordermi nonostante fosse ferito malamente. Alla fine, quando sono riuscito a portarlo nuovamente sull’asta, arrivare a bloccarlo è stato un gioco da ragazzi. Ho avuto un gran timore di poterlo perdere, poi la calma e la pazienza hanno fatto il loro dovere e la Preda è entrata nel cavetto con mia grande soddisfazione. Gli altri Serra sono stati di pezzatura inferiore. Il più piccolo comunque si attestava sui 2,8 Kg pulito. Stasera faccio un saltino da quelle parti per un calasole anche se il mare ed il tempo non promettono scintille. Il bel maestralino estivo si sta per indebolire e la situazione da qui a breve cambierà notevolmente. Comunque sia se tutto OK, come spero, Ti mando un resoconto e qualche foto (solo se degne di chiamarsi tali). Un abbraccione…Marco

  6. admin scrive:

    Mandami tutto quando puoi. Se non hai nulla in contrario pubblico le foto sul sito.
    Io di serra, in quasi un anno di pesca sub, non ne ho mai visto. E anche a spinning li ho incocciati pochissime volte. E dire che qui in Sardegna dovrebbero essere particolarmente difusi.
    Ciao.

  7. Marco Paganelli scrive:

    Ciao Tommaso,

    Di foto non ne ho fatte ma da qui in avanti sicuramente non mancherò. Dici di voler incontrare queste bestie e che in Sardegna ce ne sono poche. Posso garantirTi che è un GRAN BENE che ve ne siano pochi in Sardegna. Il Serra è dannoso per la fauna ittica. Se conosci le sue abitudini Ti viene la pelle d’oca. Un assassino spietato che distrugge tutto ciò che trova nelle acque che frequenta. E’ bello e sportivamente accattivante ai sensi della cattura, ma se ce ne fossero meno, sicuramente vedremmo più Dentici e Spigole.

    Un salutone…Marco

  8. admin scrive:

    Bè, messa così non posso che essere d’accordo con te. Di fatto mi è capitato poche volte di avere a che fare con questi killer durante le mie battute a spinning. E in quanto a catture, una volta soltanto sono riuscito a tirare su un esemplare di un chilo (il più piccolo del branco, dietro di lui ho avuto modo di vedere bei bestioni).
    Molto più frequente l’incontro con ricciolette di branco, a volte anche di discrete dimensioni, lecciotte, spigolone, lampughe e soprattutto barracuda.
    A pesca sub invece, chissà perché, oltre ad aver avvistato da lontano qualche rarissima spigola da un paio di chili ed aver intercettato orate intorno al chilo, ho visto sempre e soltanto minutaglia.

Lascia un Commento

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>