cerniotta 300x225 Un paio di uscite agostane e una bella cerniotta

cernia al forno con patate e pomodorini

Io d’estate lavoro. Per me le ferie d’agosto sono un’utopia, e non potrebbe essere diversamente visto che lavoro in Gallura. E mentre i pescatori subacquei di tutta Italia di solito concentrano le loro uscite in questo periodo, sfruttando appunto le ferie, io mi devo accontentare di un’unica uscita settimanale, quando va bene.

Certo, lo so, sono un privilegiato. Abito a pochi passi dal mare, in Sardegna per giunta. Tuttavia avrei una gran voglia di concedermi qualche settimana di meritato risposo estivo, eventualità che per far si che possa verificarsi dovrei perdere il posto di lavoro…

Le mie ultime due battute di pesca si sono svolte nei pressi di una delle spiagge più famose del mondo, frequentata da VIP, gente del posto e frotte di turisti, e con un bel assembramento di mega yacht ancorati davanti alla spiaggia. Per avere un po’ di tranquillità è necessario entrare in acqua in prossimità del sorgere del sole. Per fortuna l’estremità orientale della baia è poco frequentata da barche e gommoni, perlomeno fino all’ora di punta. Il fondale non supera mai i 6 metri, anche a qualche centinaio di metri dalla costa.

In queste due battute di pesca ho potuto testare il sistema X-Power  (vedi tutti i post dedicati a questo argomento) in modalità corretta, con la guarnizione per l’asta da 6,5 mm. Nella prima battuta ho usato per l’impiombatura un monofilo Asso Tripla Forza da 1,04 mm, mentre nella seconda ho provato il diametro 0,91. Dico subito che con il secondo mi sono trovato meglio, ed ho avuto l’impressione di leggero miglioramento delle prestazioni. L’asta utilizzata è del tipo “nudo”, con foro per l’impiombatura sotto l’aletta ed assenza di codolo, anello di battuta e scorri sagola.

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ricciola 300x221 Una ricciola difficile presa a Spinning

Ricciola

Maggio 2008, durante la pausa pranzo, tra i moli del porto. L’intenzione è quella di insidiare qualche spigola con grub e testina piombata. Giunto sul molo prescelto un mio amico mi saluta e mi informa di aver notato “pesci che saltavano” poco distante da dove ci trovavamo. “Sono entrate le ricciolette nel porto”, penso.

Faccio comunque qualche lancio con esche molli, alla ricerca delle spigole avvistate qualche giorno prima, senza ottenere nessun risultato. Monto un Daiwa Shore Line Shiner SL 14 SF color sardina e inizio a camminare e lanciare lungo i moli. Dopo aver percorso un centinaio di metri avvisto un branco di “qualcosa” nuotare poco distante dalla parete del molo. Il mare è increspato, tuttavia riesco a scorgere alcune livree azzurre chiare e altre più scure. Sembrava un branco misto di spigole e ricciolette (mi è capitato di vederne altre volte). Indietreggio leggermente per non farmi vedere e lancio qualche decina di metri oltre la direzione del branco. Noto subito l’attacco a vuoto di una spigoletta, sul chilo, mentre qualche altro pesce non identificato stazione qualche metro sotto. Indietreggio ulteriormente per non farmi vedere e patatrack, inciampo in un bocchettone per l’acqua, cadendo rovinosamente a terra. Risultato: un dolore fortissimo allo stinco, con relativo ematoma, e i jeans compromessi. Mi alzo ancora dolorante, bofonchio qualcosa di retorico a un conoscente che lì per caso ha assistito alla scena e mi sposto di una decina di metri. Vaffanculo penso, insieme a tutta un’altra serie di imprecazioni che qui evito di riportare. Lancio nuovamente in direzione del branco, apparentemente disperso, e dopo aver ritirato una ventina di metri di filo vedo l’attacco da parte di una ricciola. Questa è grossa.

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Un’orata suicida…

Domenica mattina vado al mare con mia moglie e mio figlio. Non ho resistito alla tentazione di portarmi dietro l’attrezzatura da pesca, pertanto verso mezzogiorno, ad un’ora del tutto inadeguata, decido di entrare in acqua. Parto dalla spiaggia con il pneumatico lungo attaccato sotto la plancetta gonfiabile e il 75 armato di fiocina.

Negli scogli poco distanti dalla riva c’è un po’ di movimento: si tratta di saraghetti e occhiatine abituati alla presenza dell’uomo, che tuttavia non si lasciano avvicinare tanto facilmente da un pivello come me.

Dopo circa 10 minuti di simil agguato tra gli scogli mi affaccio da dietro un grosso masso affiorante. Avvisto a 6 o 7 metri da me una piccola orata “da porzione”, di quelle “sparabili”. Mi vede anche lei…

Penso: “Ora scappa a razzo, come sempre, o al massimo se ne sta quasi ferma ad aspettare un mio movimento”. E invece, lentamente, la vedo avvicinarsi e muoversi in ampi cerchi. Trovandomi ancora in superficie e con la prospettiva di dover sparare dall’alto verso il basso, decido di immergermi a un paio di metri di fondo, su un lastrone di granito, e farle l’aspetto. So che questa mossa è un azzardo. Di fatto potrei spaventarla e farla scappare.

E invece, dopo la capovolta fatta senza far uscire le pinne dall’acqua, mi adagio sul fondo e, magia, vedo l’orata avvicinarsi decisa. Quando si trova a un metro dalla fiocina sparo e la centro tra la branchia e l’occhio. Devo averle centrato il cervello perché l’orata si adagia sul fondo immobile. E’ la mia prima orata, certo non grande, ma pur sempre di orata si tratta.

Decido i continuare la pescata con il 75 armato di fiocina. Avvisto un branco di muggini, riesco ad avvicinarli, sparo e… vedo l’asta uscire lentamente. Controllo la volata e noto la gomma della boccola di ammortizzo completamente spappolata e riversata all’interno della volata, tanto da non permettere la vista del pistone.

Fine della pescata con il tempest 75. Armo lo spark mimetic 98, sto in acqua un’ora e non prendo nient’altro.