Lo so bene: per diventare un bravo pescatore subacqueo ci vogliono tanta pratica, attenzione, costanza e determinazione. E anche un buon allenamento psicofisico, aggiungo.
Tuttavia io sono un inguaribile consumista, e se fosse per me passerei giornate intere per negozi a spendere e a lasciarmi sedurre dal demone dello shopping selvaggio.
Fortunatamente perso di potermi ritenere una persona responsabile e sufficientemente equilibrata, e nonostante questo mi comporti una certa frustrazione, riesco a contenere in qualche modo i miei istinti spendaccioni.
Questo per dire che si, per diventare un buon pescatore bisogna… imparare a pescare, prima di tutto. Ma se potessi comprerei ogni giorno nuova attrezzatura, da provare, ammirare e “collezionare”.
E visto che il gioco mi piace, provo a immaginare cosa acquisterei oggi se mi trovassi con le tasche inaspettatamente e misteriosamente piene di soldi.
Facile dire che il primo acquisto sarebbe un nuovo fucile. Inutile girarci intorno, alla fine ciò che più affascina noi pescatori è l’arma che ci permette di catturare la preda. Metto però un attimo da parte ciò che più mi piace e per vedere invece ciò che più mi serve.
Breve articolo riguardante alcune novità di prossima o imminente commercializzazione (parliamo di fucili pneumatici, tanto per cambiare).
La prima è relativa al nuovo codolo per aste del Kit X-Power. Sono leggermente variate le geometrie del codolo in acciaio AISI 316, la rondella è ora in titanio (e sottolineo TITANIO, non so se mi spiego), con il risultato che la qualità e affidabilità del sistema sono ulteriormente cresciuti, se possibile.
Rimanendo in casa STC, pare che a breve sarà disponibile un pistone X-Runner specifico per l’Omer Airbalete. La notizia ha una certa valenza, soprattutto in considerazione del fatto che proprio il pistone è uno dei componenti dell’Airbalete ad aver ricevuto più critiche. Se i materiali utilizzati saranno gli stessi dell’attuale versione del pistone X-Runner, sono sicuro che in fatto di affidabilità l’Airbalete guadagnerà un bel po’ di punti.
Ora veniamo ai “si dice”.
Si dice che Seatec stia lavorando ad una modfica per fucili pneumatici. L’ufficialità della cosa finisce qui, per il resto devo andare d’intuito. Dai pochi frammenti di notizia letti sui forum, dovrebbe trattarsi di una modifica che ha a che fare con il sottovuoto, di nome EVO-AIR. Viste le persone coinvolte (che in firma portano il banner EVO-AIR), immagino che possa trattarsi di una modifica a oring mobile. Esisterebbe già qualche prototipo in fase di testing.
La tecnologia a oring mobile è, potenzialmente, quella che garantisce le prestazioni migliori, potendo contare su attrito da guarnizione nullo in fase di espulsione dell’asta. La mia personale perplessità nasce dal fatto che una testata a oring mobile, a quanto ne so, non può essere brevettata. Molti prototipi amatoriali sono stati mostrati in passato, e quindi mancherebbe il requisito della novità. In più, i brevetti relativi alle testate sottovuoto attualmente in commercio coprono ampiamente il principio del sottovuoto all’interno di un fucile pneumatico.
Ma queste sono pure speculazioni. In realtà EVO-AIR potrebbe essere qualsiasi cosa, quindi non ci resta che aspettare.
Qualche giorno fa il raccordo artigianale del compressore, con il quale carico i miei fucili, si è spezzato in due. Letteralmente.
Il raccordo me lo aveva costruito Luca SVL, noto utente di vari forum dedicati alla pesca subacquea.
Per risolvere la faccenda decido di fare due cose: 1) sego un pezzo di pompetta per fucili mares e la collego al compressore tramite un attacco rame e 2) compro un raccordo Omer per fucili Mares / Seac. Già che ci sono compro anche il manometro.
Raccordo e manometro sembrano costruiti davvero bene. Purtroppo lo spillo del raccordo non è sufficientemente lungo per agire sulla sfera della valvola Seac, problema che ho risolto aggiungendogli la capocchia di un chiodino per legno.
Il Manometro, invece è… un semplice manometro con il filetto tornito per l’Airbalete e lo spillo calibrato. Costa un po’ troppo rispetto a un normale manometro a paraffina. Diciamo il doppio.
Si tratta comunque di un buon prodotto, e sembra strano che altre aziende come Mares, Seac e Cressi, che da decenni producono fucili pneumatici, abbiano demandato questo tipo di accessori al fai da te.
A breve mi rientrerà dalla riparazione in garanzia il Sector Dive Master, orologio/ profondimetro di cui ho già parlato in questo articolo. Il problema consisteva in un blocco anomalo della parte analogica.
Mi è stato già preannunciato dalla Sector che anziché procedere alla riparazione mi invieranno il Dive Master modello 2010, con sensore di profondità spostato sul lato anziché dietro la cassa.
Non appena lo avrò tra le mie mani lo metterò in vendita su Ebay. E’ sicuramente un bell’orologio, con tante funzioni per il diving: e questo è per me il suo difetto principale. In pratica ha le stesse funzioni dell’Acqualand della Citizen, adatte all’immersione con le bombole ma non adeguate per l’apnea.
Spero di riuscire a spuntare una cifra congrua (considerato che lo venderò come nuovo, ma a un prezzo molto più contenuto dei 365 € necessari per comprarlo in gioielleria).
Con il ricavato vorrei finanziare l’acquisto di qualche accessorio importante. Sono fortemente indeciso tra l’acquisto del nuovo orologio/profondimetro della Omer, il MIK1, e un paio di pinne in carbonio adatte alla pesca nel bassofondo. Al momento il preventivo migliore è quello della GFT, azienda che a quanto si dice in giro realizza prodotti affidabili e performanti.
So bene che per quanto ruguarda l’azione di pesca otterrei maggior beneficio dall’acquisto di un paio di pinne in carbonio.
Con le Cressi LD 3000 mi trovo abbastanza bene, soprattutto negli agguati e nei piccoli spostamenti nel bassofondo. Tuttavia, nonostante l’acronimo LD stia per Long Distance, nei lunghi spostamenti mi affaticano tantissimo e mi sembra di avanzare ad una velocità ridicola. Se poi mi trovo in condizioni di corrente contraria o vento, bè, mi sembra quasi di rimanere inchiodato sul posto. Con le pinne in carbonio, gradazione soft, dovrei ovviare a questi inconvenienti. Certo, si tratta di un prodotto abbastanza delicato, e probabilmente dovrò scordarmi di “camminare” negli scogli come a volte faccio con le Cressi. Ma a detta di molti in questi ultimi anni il settore delle pinne in carbonio è migliorato soprattutto dal punto di vista della sicurezza, e le rotture sono diventate estremamente rare.
Però costano un botto.
Con la vendita del Sector difficilmente riuscirò a coprire il costo di un paio di pinne in carbonio complete.
Il costo del MIK 1 della Omer invece dovrei riuscire a coprirlo tranquillamente. Non nascondo che l’idea di dotarmi di un orologio/profondimetro migliore del mio Swatch Scuba mi stuzzica non poco. E poi, anche esteticamente, il MIK1 è un bell’oggetto, mentre lo Swatch è un obbrobrio (che utilizzo come orologio per tutti i giorni, tra l’altro).
Queste sono le intenzioni. Intanto la Sector è enormemente in ritardo con la spedizione, e finché non riuscirò a riavere indietro l’orologio, metterlo su ebay e riuscire a venderlo, avrò abbastanza tempo per decidere cosa fare…
Segnalo questo interessante articolo comparso su Pescasubapnea.net (sito con il quale pescafacile.com è gemellato) relativo alla manutenzione dell’Omer Airbalete. In particolare l’articolo fa luce sul meccanismo di sgancio del pistone, suggerendo alcune operazioni atte a renderne il funzionamento meno incerto.
In tanti infatti denunciano il disagio dovuto a quello che spesso viene definito un difficoltoso aggancio del pistone alla fine della manovra di caricamento. La Omer non considera questa caratteristica dell’Airbalete un difetto, definendolo una sorta di compromesso a favore della dolcezza del grilletto.
Personalmente, non avendo mai provato l’Airbalete, non posso esprimere opinioni in merito. Anzi, approfitto di questo articolo per dichiarare solennemente di non essere un esperto di Airbalete, per le ragioni poc’anzi menzionate, e tutto quello che scrivo in merito a questo rivoluzionario progetto della Omer (può piacere o non piacere, ma checché se ne dica è l’unico fucile pneumatico che introduce sostanziali novità da parecchi anni a questa parte) deriva dalla lettura dei forum e da opinioni ricevute da parte di persone delle quali mi fido (e che non vengono sponsorizzate dalla Omer).
Detto questo, se la Omer vuole mandarmene uno in prova sarei ben felice di fornire le mie modestissime impressioni…
Ricevo e pubblico volentieri un documento in PDF redatto da Ricardo Felipe Maio, pescatore portoghese di 36 anni, insegnate di educazione fisica e sport e praticante della pesca subacquea dall’età di sei anni.
Ricardo si è spontaneamente messo in contatto con il sottoscritto, mostrandomi un documento illustrato con foto, contenente la spiegazione di alcune modifiche apportate al suo Omer Airbalete.
Il documento offre alcuni spunti interessanti, in particolare sembrano degne di nota le modifiche apportate al congegno di scatto e la sostituzione della gomma nella boccola di ammortizzo con quella delle volate Mares, a suo dire migliore di quella Omer.
Vi lascio pertanto alla lettura del documento, redatto purtroppo in portoghese, ma di facile comprensione. Scaricatelo cliccando sul link riportato in fondo all’articolo, ma prima leggete l’avvertenza evidenziata in rosso.
ATTENZIONE: Apportare delle modifiche a un fucile pneumatico, oltre a invalidarne la garanzia, può provocare seri inconvenienti, tali da mettere a repentaglio l’incolumità fisica del pescatore. Il documento allegato al presente articolo ha carattere puramente divulgativo. Coloro i quali dovessero provvedere allo smontaggio e alla manomissione del proprio fucile lo fanno a proprio rischio e pericolo. A prescindere da quanto detto, le modifiche illustrate nel documento riportato, seppur apparentemente di semplice realizzazione, richiedono la competenza e la professionalità di personale qualificato.
>> Modifiche Omer Airbalete by Ricardo Maio <<
Ringrazio Ricardo Maio per la gentile concessione. E’ bello sapere di essere letti fuori dall’Italia.
Ciao Ricardo!
Riporto di seguito un primo resoconto di Paolo (noto Paolork in molti forum) relativo all’Airbalete della Omer. Il contributo è stato estrapolato dai commenti in calce all’articolo Il punto sull’Omer Airbalete, in assoluto uno degli articoli più letti del blog. Non appena si renderanno disponibili sarà mia cura pubblicare ulteriori impressioni corredate da materiale fotografico inedito.
Ho deciso di fare di questo commento un articolo a beneficio dei nuovi utenti del blog, che per qualsiasi motivo si sono lasciati sfuggire l’articolo sull’Aribalete, ormai non più in home page da un po’ di tempo.
Ammazza,sto pensando sempre più che sono l’unico a cui ha tirato dritto!ahahah!
Ho la possibilità di poter usare un airbalete 100 di un amico e avendolo in custodia me lo sto spulciando bene.
Inoltre con la scusa che dovevo montargli una testata x-power ho controllato pure l’interno.
Prima di tutto c’è da dire che non si corre il rischio di danneggiare il fucile come in altri fucili, lo smontaggio è abbastanza intuitivo nonostante l’apparenza. E nonostante i serraggi non siano fatti a morte il fucile non imbanana per niente.
Ho visionato il pistone e ho capito perchè ad alcuni perdeva pezzi.
Il pistone è come il classico ma cambia in alcuni punti.
Ci sono due sedi per oring tondo ma in uno dei due al posto dell’oring c’è una rondella di un materiale che non conosco, ne plastica ne gomma….ma è morbido e ci vuole poco a capire che tenderà a sputarlo fuori. Quindi sostituito con classico oring.
Mentre l’or a tazza è proprio strano…stavo per buttarlo quando poi ho capito perchè il pistone scorre così bene. Non è un materiale molto elastico e nemmeno calza bene sulla coda del pistone, sembra che vada largo, ma evidentemente scivola molto meglio del pistone classico e si adatta sotto pressione sul pistone e sulla superficie interna della canna scongiurando perdite di aria.
La coda del pistone è stondata sia avanti che dietro.
E’ normale che non agganci appena tocca il fondo.
Il primo rumore che si sente è il pistone che tocca il meccanismo di sgancio, l’ulteriore spinta fa in modo che si agganci. Altrimenti non potrebbe agganciare bene ma soprattutto non potrebbe sganciare così dolcemente.
A 22atm l’ho caricato senza nemmeno poggiare il calcio sul piede!!infatti ho pensato che mi si fosse scaricato…invece a casa riscontro la stessa pressione. Sicuramente dovuto anche al mix con grasso al teflon e xlube….non contento, ma più per mania , gli ho dato pure due spruzzate di grasso spray.
Ho eliminato la “molla” che c’è nello sganciasagola.
Basta sfilare la spina passante verticale, si toglie lo sganciasagola con la molla e si rimette lo sganciasagola senza molla. Facile facile. Riarmare il fucile senza che ritorni in posizione da solo è altrettanto facile.
Questa volta ho usato un’asta nuda da 6.25, l’or della testata è da 6.5 e quindi non petevo usare un’asta più larga. Purtroppo non avevo una 6,5mm della misura giusta me meglio così perchè ero curioso di usare una 6.25.
Probabilmente volendo si potrebbe usare l’asta originale nella testata x-power con l’or da 7mm, secondo me tiene. Ho visto che l’or da 6,5 tiene pure sull’asta da 6,25. Perchè non anche l’or da 7 su asta da 6,75? sarebbe risolutivo visto che al momento pare non ci siano or perchè quella misura in casa STC.
Se non piace la modalità di tenuta per aletta si risolve in un attimo. Si svita il codolo e si toglie l’anello di metallo, mentre per l’aletta si infila la punta di un piccolo cacciavite piatto sotto la base dell’aletta e si chiude facendo pressione. In questo modo lavorerà come una classica aletta e si potrà mettere il classico oring. D’altronde nessuna azienda da un’asta almeno decente di serie, oltre a non dare un mulinello.
Quindi tolti questi presupposti il fucile non può sparare storto….poi se si chiede perchè non apportino queste modifiche pure loro è un altro discorso, ma loro devono proporre e non ci vietano di personalizzare il fucile.
Tutto il resto mi pare aria fritta.
Questa volta però mi son trovato male con l’impugnatura, con il guanto invernale tende a scivolare facilmente…ci vorrebbe un grip migliore o magari il calcio omer più grande, o entrambi. Da provare.
L’assetto con asta da 6,25 lunga 110 è neutro.
Purtroppo con questa configurazione non ho fatto molti tiri…settimana prossima spero di provarlo meglio portando ulteriori piccole personalizzazioni. Tanto il mio amico sto periodo non ci va.
Tra le varie novità del catalogo Omer 2010, spicca l’intrigante Airbalete Camu 3D, versione mimetica del famoso e controverso pneumatico Omer.
Pur rappresentando uno dei maggiori best seller del 2009, con il passare del tempo l’Airbalete ha denunciato alcuni difetti, più o meno importanti. Certo, i pregi di questo innovativo fucile pneumatico sono tanti e non di poco conto: serbatoio idroformato, impugnatura in linea con l’asta, notevole riduzione degli attriti interni, ottimo controllo del rinculo e aumentata istintività di tiro.
Però non mancano i difetti, più o meno importanti: lo sgancia sagola che in alcuni modelli devia il tiro, il pistone fragile, casi più o meno frequenti di allagamento del serbatoio, aggancio difficoltoso del pistone, asta di serie non adeguata.
Questi sono i difetti che maggiormente vengono riscontrati dagli utenti dei vari forum, e anche su pesca facile abbiamo un utente che ha dovuto inviare l’Airbalete per una riparazione in garanzia e una volta rientratone in possesso ha continuato a registrare alcuni malfunzionamenti.
C’è da dire che la Omer ha un servizio post vendita efficientissimo, che arriva fino alla sostituzione completa dell’arma in caso di difetti marcati. E per quanto mi riguarda, non sono solito fare discorsi del tipo “con quello che costa… ecc.”.
L’Airbalete non costa poco, ma introduce nel mondo della pesca subacquea alcune innovazioni di cui si sentiva effettivamente la mancanza. Innovazione = progettazione = test = collaudi. Tutte cose che costano e che inevitabilmente fanno lievitare il prezzo finale.
La speranza è che nell’Airbalete Camu 3D i difetti fin qui riscontrati siano stati risolti o quantomeno attenuati. Se poi la Omer ha voglia di inviarmene uno in prova, garantisco una disamina approfondita del prodotto e un’assoluta imparzialità di giudizio…
Le solite cause di forza maggiore mi tengono lontano dalla pesca subacquea…
Di conseguenza ho un sacco di tempo per partorire idee poco più che velleitarie. Se avessi un tornio, o un amico tornitore… Se avessi soldi da spendere… Se avessi un po’ più di tempo libero a disposizione… Costruirei il fucile pubblicato in questo articolo. Un progetto semplice: niente Hidroforming tipo Airbalete o Caccia HF. Niente serbatoi conici come per l’omer skorpion.
Il progetto è di una semplicità bestiale: due tubi di alluminio di diametro differente (direi 32/34 mm. quello anteriore e i soliti 40 per quello posteriore), tenuti insieme da un pezzo di alluminio rinforzato, tornito e dotato di o’ring. Paolork, noto utente di vari forum di pesca, ha già realizzato qualcosa del genere.
I galleggianti laterali servono per contenere le oscillazioni verticali successive allo sparo, migliorare l’assetto e facilitarne il brandeggio orizzontale. Il galleggiante inferiore contribuisce a rendere l’assetto il più neutro possibile.
Una scanalatura longitudinale lungo la metà anteriore del serbatoio, fatta di materiale plastico o gommoso, può servire ad aumentare l’istintività di tiro, mentre un mirino bello sporgente, tipo quello del cyrano, favorisce i tiri mirati.
Nato per il sottovuoto, il fucile dovrebbe essere un canna 13. Nessun variatore di potenza previsto. L’impugnatura da utilizzare può essere reperita tranquillamente tra i vari fucili canna 13. A me piace molto quella del seac hunter, che tra l’altro monta già di serie il pistoncino del grilletto da 1,5 mm., con conseguenti vantaggi in fatto di sensibilità nello sparo. Anche quello del nuovo sten della mares può andare bene, ma l’impugnatura andrebbe pesantemente rivista perché così com’è ora mi piace davvero poco.
L’ogiva andrà fatta su misura al tornio e la testata sarà sottovuto: Mamba, Tovarich, X-Power o artigianale purché sia.
Industrializzare una cosa del genere non è complicato.
Chissà che qualcuno prima o poi non tenti l’impresa.

Ho deciso di parlare dell’Airbalete di Omer per il semplice fatto che, prima o poi, diventerà il mio fucile da pesca. Il motivo di questa scelta? Sinceramente non riesco a spiegarmelo. Sarà che mi piaciono le cose nuove, sarà che mi faccio infinocchiare facilmente dalla pubblicità. Oppure, più semplicemente, mi piace dal punto di vista estetico. Fatto sta che me ne sono innamorato dalla prima volta che l’ho visto. Così mi sono messo a leggere tutto quello che sono riuscito a trovare sui forum di pesca a propositito di questo controverso pneumatico. Perché definirlo controverso? per il semplice fatto che c’è chi ne è rimasto entusista, e c’è chi lo boccia senza possiilità d’appello.
Precisando che non si tratta ne di una prova, ne di una recensione, di seguito esporrò sommariamente il sunto di quello che può essere letto in rete a proposito dell’Airbalete.
Iniziamo dai pregi: in molti concordano uno dei soui punti di forza sia migliorato il tiro istintivo. Tale miglioramento è dovuto all’inedita collocazione dell’impugnatura, posta dietro il serbatoio e in linea con l’asta, tanto da ricordare molto da vicino le geometrie dei normali fucili ad elastici. Altro particolare che migliora il tiro istintivo è la lunga scanalatura logitudinale posta sopra il serbatoio, quasi ad imitare l’asta visibile nei normali fucili ad elastico, utile quale riferimento per i tiri “al volo”. Non manca ovviamente un mirino (in verità poco visibile) per i tiri di precisione.
Grazie all’impugnatura arretrata è migliorata sostanzialmente la gestione del rinculo. Il grilletto ha una corsa ridotta e al tatto appare più morbido rispetto ai normali fucili pneumatici.
Per quanto riguarda la facilità di caricamento, a quanto pare la Omer ha ottenuto ottimi risultati. Sembra che, a fucile smontato, il pistone scorra dentro la canna per semplice gravità, e questo la dice lunga sulla riduzione degli attriti che si è riusciti ad ottenere. Con il fucile caricato a 20 ATM lo sforzo di caricamento pare davvero esiguo.







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