IMG 0953 e1301323325312 Un collaudo positivo: prime catture 2011

Finalmente, dopo un lunghissimo lavoro di pianificazione (!?!), sono riuscito ad organizzarmi per una breve uscita a pesca, la terza del 2011. Sveglia un’ora prima dell’alba, macchina già carica e arrivo nel luogo prescelto poco dopo il sorgere del sole.
Ho scelto un tratto di bassofondo caratterizzato dalla presenza di coralligero, sabbia, qualche scoglio, un po’ di posidonia e numerosi sbocchi d’acqua dolce. Luogo d’elezione per la spigola… che non si farà vedere.
In compenso avvisto subito numerosi branchi di mugginetti che brucano nel bassofondo, alcuni di questi “sparabili”. Per un po’ ho avuto la tentazione di armare il Cressi SL 70 che porto in plancetta con asta da 8 e fiocina Venturi. Poi ho lasciato perdere. Non ero li per i mugginetti.
Ho armato invece il mio fido Pneumatico Mares 98 (lo chiamo così in quanto che dello spark originale ha soltanto l’impugnatura e la canna, modificati entrambi, tra l’altro), con mimetizzazione e assetto nuovo, sottovuoto X-Power e asta nuda da 7, caricato a 27 ATM.
Il mare è una lastra piatta, la temperatura dell’acqua è di 14° ed una leggera sospensione limita la visuale a dieci/quindi metri. In altri punti invece l’acqua è particolarmente pulita, ma la presenza di sbocchi d’acqua dolce crea quella sorta di nebbia a strati che ti fa sembrare miope.
I branchi di muggini sembrano non volersi avvicinare all’aspetto, complice anche la mia apnea abbondantemente sotto il minuto. Mi dirigo verso alcuni scogli affioranti da un fondale di un paio di metri, dove tra la sabbia grossa e il coralligero si sono formati alcuni canali facilmente percorribili all’agguato o al razzolo.
Ma la tecnica dell’agguato non mi porta nessun risultato, e dopo una mezz’ora di tentativi infruttuosi decido per alcuni piccoli aspetti. Il primo lo faccio in un canale di sabbia tra il coralligero, due metri scarsi di fondale, in prossimità di uno scoglio affiorante. Avevo già avvistato un bel saragone in allontanamento. Il saragone non si farà vedere, ma in compenso riesco a portare a tiro il fratello minore, di dimensioni comunque decenti. Un colpo facile, in teoria. In pratica, invece, nel momento in cui decido di premere il grilletto il sarago scarta sulla destra, evitando l’asta quel tanto che basta per salvargli la vita. Iniziamo male, penso. Continua…


Eudi 2010 Peppe Cal 12 e E. Zara 11 e1296372657485 Intervista a Peppe, titolare di Calibro 12
La Calibro 12 è una giovane azienda italiana che si occupa della modifica e della personalizzazione dei fucili pneumatici. I fucili assemblati da calibro 12 ripropongono tutti quegli accorgimenti che normalmente gli appassionati di armi subacquee apportano manualmente, con in più una peculiarità esclusiva: la canna interna ha un diametro di 12 mm., la classica via di mezzo tra quelli che sono attualmente gli standard predominanti, ossia 11 e 13 mm.
Di seguito l’intervista a Peppe, titolare e “creatore” del marchio Calibro 12

Pesca Facile) Da quanti anni pratichi la pesca subacquea? Hai mai fatto agonismo?
Calibro 12) Ero soltanto un adolescente quando cominciai a maneggiare attrezzature subacquee (del resto sono nato vicino al mare). Poi ho cominciato a fare sul serio. Presi il brevetto da sommozzatore ma la caccia subacquea era nel mio DNA e mi dedicai esclusivamente ad essa, affinando le mie tecniche fino ad oggi. L’agonismo non mi ha mai attratto, conosco personaggi vicino al mondo delle gare che mi hanno descritto questi eventi in modo stimolante e divertente; ma un pò per natura e un pò per formazione amo pescare da solo… o con un compagno fidato. Vivo questo sport intimamente e ho bisogno di confrontarmi con prede con la P maiuscola. Non pesco per lavoro perciò meglio un cappotto che un carniere di pescetti.

PF) Quali sono le tue catture da record, se ti va di parlarne?
C12) Ho avuto la fortuna di catturare bellissimi esemplari. Il pesce più grosso? Una ricciola di 40 kg. presa a ferragosto del 2009. Piu di recente invece ho fulminato un dentice di 7 kg ..il 31 dicembre 2010.

PF) Descriveresti il tuo modo di pescare? pratichi l’aspetto, l’agguato o il razzolo? parti da terra o usi il gommone? bassofondo o quote operative “importanti”?
C12) In inverno vado a spigole e parto da terra, ma da Aprile/Maggio fino a Ottobre ho in acqua un gommone di mt 4.80 motorizzato con un 50 cv dotato di Eco e Gps. Non mi piace la pesca “a scorrere”, preferisco pescare a segnale su posti che già conosco. Anche se non sono un profondista in estate mi capita di pescare fondo ma cerco di non superare mai i 20/25 mt. La batimetrica che preferisco è tra i 15 e i 20 mt. Pratico molto l’aspetto e quando agguato comunque finalizzo con un aspetto.

PF) Quali sono le tue prede preferite dal punto di vista sportivo? e da quello gastronomico?
C12) Dal punto di vista sportivo il dentice è la preda che mi intriga di più, ma ormai anche l’orata e il sarago non sono da meno (catturati al libero); dal lato gastronomico invece apprezzo tutte le prede fresche, forse con una leggera preferenza per la corvina …e la mormora!

PF) Troppe gare di pesca fanno male all’ambiente marino o servono a creare una concezione “sportiva” della pesca subacquea, contribuendo a combattere il bracconaggio?
C12) Non credo che le gare facciano male alla fauna .. pensa che gran favore hanno fatto i pescasub alla fauna di Lussino nel campionato mondiale.. togliendo di mezzo quei grossi gronchi! ihihihihih Scherzi a parte dovrebbero rivedere un pò le cose in merito all’agonismo; ma non mi voglio pronunciare perchè come ho già detto questa passione la vivo in un modo molto diverso da come la concepisce un agonista.

PF) Nella tua attività hai risentito della crisi economica. Ci sono speranze per una ripresa forte e sostenuta?
C12) La crisi economica non è un fenomeno recente e passeggero, le aziende si rendono conto che il problema è stagnante e si sono adeguate di conseguenza: non investono più di tanto e con fatica cercano di mantenere le posizioni. Una ripresa dipenderà dalla politica economica dell’Italia nei confronti delle piccole aziende e degli artigiani, cuore pulsante dell’economia locale. Al problema dell’eccessivo costo del lavoro le grosse aziende hanno risposto trasferendo la produzione all’estero, mentre le piccole imprese sono state decimate dagli alti oneri imposti.

PF) Secondo te quali sono i prodotti più innovativi degli ultimi anni nel settore della pesca subacquea?
C12) Dopo le pinne in carbonio, il sottovuoto per i pneumatici ..e la canna da 12 mm ovviamente! In effetti non si tratta di scoperte vere e proprie ma di perfezionamenti e ottimizzazioni delle attrezzature. La pescasub poi.. non ha bisogno di eccessiva tecnologia, perderebbe il suo fascino. Una grande scoperta invece sarebbe quella di sapere dove vanno le spigole in estate!!!! ahahah

PF) Sono contento del fatto che Calibro12 sia una realtà italiana. Si sono accorti di questa nostra azienda anche all’estero?
C12) Mi sono arrivate delle email dagli Stati Uniti. Si complimentavano per il mio progetto.

PF) La Calibro 12 nel settore della pesca sub continuerà a proporre kit per fucili subacquei o stai pensando di diversificare la produzione?
C12) Ho ricevuto un paio di proposte da personaggi disponibili ad investire per creare una linea di attrezzature con il marchio Calibro 12. Sto valutando.

PF) Cosa tieni in serbo per il futuro? puoi regalare una notizia in
anteprima per gli utenti di pescafacile.com?
C12) Per il futuro spero di avere la voglia di studiare e proporre soluzioni pratiche e accattivanti per il pescatore in apnea. Al momento sono concentrato sui fucili.

Ringrazio Peppe per avermi concesso questa intervista. Gli auguro davvero tanto successo. Se lo merita.


P060111 11.56 150x150 Alcune pescate natalizie con il Caccia HF 75P301210 17.09 150x150 Alcune pescate natalizie con il Caccia HF 75P301210 16.28 150x150 Alcune pescate natalizie con il Caccia HF 75P291210 17.41 150x150 Alcune pescate natalizie con il Caccia HF 75P070111 11.54 011 150x150 Alcune pescate natalizie con il Caccia HF 75P070111 11.53 011 150x150 Alcune pescate natalizie con il Caccia HF 75

Pubblico volentieri l’email di Daniele, il ragazzo dal quale ho acquistato il Mirage 84 che ho finito di riparare in questi giorni. A parziale conguaglio dell’acquisto ho ceduto il mio caccia HF 75. Questi sono i risultati:

Ciao Tommaso, ti ricordi? Sono Daniele, quel ragazzo che ti a venduto il Mirage. Ti contatto perchè prima di tutto ti volevo ringraziare, mi hai dato un fucile che è troppo fortunato, fattore che è molto importante per la pesca, e poi è un gran fucile.
Ho trovato un arma nettamente migliore rispetto a tutti i 70 che ho avuto.  Non sbaglio un colpo. Ho avuto modo di provarlo seriamente in queste ferie natalizie, regalandomi catture non di grande importanza a livello di dimensioni ma in quantità. Ti avevo detto che avrei modificato il mimetismo, e l’ho fatto a modo mio, con diverse passate di colori acrilici e diverse mani di trasparente opaco.
Ti mando qualche foto del fucile e delle catture e mi dici che ne pensi.
Ciao.

Che dire: davvero complimenti per le catture. Certe pescate io me le sogno la notte. Bello anche il mimetismo, sicuramente efficace. Vedremo cosa riuscirò a combinare io con il Mirage…


nuovo mares sten 11 Nuovo Mares Sten 11In tanti aspettiamo il nuovo pneumatico Mares. Per tanti motivi. Il mio è essenzialmente questo: ho avuto modo di provare diversi fucili pneumatici dal disegno “classico” (quindi leviamo l’Airbale da questo discorso), e a mio avviso i Mares sono quelli che hanno raggiunto il miglior equilibrio tra affidabilità, prestazioni e prezzo.
Ogni singolo fucile ha le sue caratteristiche, negative e positive. Laddove un fucile ha, ad esempio, un ottima impugnatura, al contempo ha un grilletto durissimo. Oppure è molto economico ma con un disegno che risale a 30 anni fa, ecc.
Mares, pur non avendo sostanzialmente cambiato (se non a livello estetico) la sua produzione di fucili pneumatici fin dall’introduzione nel mercato del mitico Cyrano, è riuscita a mantenere una linea di prodotti perfettamente equilibrati in tutte le loro caratteristiche.
Per ricollegarmi all’inizio di questa lunga introduzione, di seguito non parlerò nel “Nuovo Fucile Mares”, oggetto misterioso in fase di testing sul quale vige il riserbo più assoluto, ma dello Sten 11.
Si tratta in sostanza della riedizione dello Stealth/Spark, con canna da 11 mm., una nuova estetica e la riproposizione di un nome che ha fatto la storia della pesca subacquea: Sten, appunto.
Questa volta però le modifiche non sono soltanto estetiche. Mares ha apportato allo sten 11 una serie di miglioramenti rispetto all’ormai “vecchio” Spark:
- La testata è completamente nuova, ora di dimensioni e peso più contenuti, e i fori di scarico dell’acqua sono stati ridisegnati.
- L’ogiva è stata parzialmente rivista, irrobustita e “allungata” di qualche millimetro, il che dovrebbe permettere di porre rimedio a un problema da molti denunciato sullo spark, ossia il leggero distaccamento del serbatoio a fucile carico.
- E’ stato inserito un anellino di acciaio all’interno del foro nell’ogiva per facilitare lo scorrimento della sagola.
- Infine, nelle misure più lunghe lo Sten 11 avrà a corredo le nuove aste tahitiane brunite da 7 mm., con aletta incassata e scorrisagola simil Devoto, ma dal profilo maggiormente idrodinamico.
Piccoli ritocchi che tuttavia migliorano un prodotto già ottimo in partenza. E tutto ciò senza incidere pesantemente sul prezzo. Lo Sten 11 avrà infatti, nella misura 110, quella più lunga, un prezzo di listino di 179 €. Se si tiene conto del fatto che che viene venduto in abbinamento ad una vera asta tahitiana, possiamo parlare un prezzo veramente conveniente.

PS: nel post precedente scrivevo che avrei pubblicato un articolo a proposito di un nuovo fuciletto che sono riuscito a procurarmi… bè, non è lo Sten 11 (magari).


la spigola di marco 225x300 Racconto: La spigola di MarcoPubblico volentieri il racconto inviatomi da Marco, giovane utente di Pescafacile, che ha per protagonista l’enorme spigola che vedete in foto.

Buona Lettura.

ll 15 settembre, dopo il lavoro, decidedo di farmi una pescatina di un paio d’ore. Con il borsone in spalla parto per il mare. Alle 16 ero gia’ in acqua nel mio posto preferito, la scogliera di Albisola (SV), dove circa dieci giorni fa’ ho realizzato un’altra bella cattura: una leccia di 2 kg abbondanti.
Quel posto mi piace particolarmente perché senza dover pinneggiare troppo si raggiunge una zona di scoglietti e posidonie con fondale compreso tra gli 8 e i 9 metri.
Ma veniamo a noi. Quel giorno il mare era in scaduta, con zone di torbido e di acqua limpida che si alternavano.
Dopo dieci minuti dall’entrata in acqua ho insagolato un oratella da 400 gr., ma passato qualche altro minuto il pesce bianco sparisce completamente! Mi trovavo letteralmente in un deserto, una calma apparente che mi ha portato a pensare che stesse girando qulcosa di grosso!
Pinneggiando in cerca di qualche preda scruto da lontano una grossa testa che dal fondo veniva verso di me. Inizialmente, vista la mole, l’ho scambiata per una cernia… subito dopo ho realizzato che si trattava di una grossa spigola. La regina del mare! In quei brevi attimi ho puntato il mio Cyrano alla testa del pesce, ho sparato e ho fatto centro. La fiocina, di quelle francesi a tre punte con alette, ha passato  la grossa testa del pesce, nonostante la distanza di tiro fosse di  circa due metri e mezzo!
Il pesce ha subito cominciato a trainarmi verso il fondale di circa dieci metri, ma appena si è fermato l’ho abbrancato e portato in superficie, per poi finirlo con il coltello!
Ragazzi, la soddisfazione più grande per me è stata portare a riva una spigola di quella mole! Un grande guerriero dei mari che una volta pesato ha fatto fermare  l’ago della bilancia sugli 8 kg. di peso, per una lunghezza di 89 cm! E tutto questo grazie al mio settantino Cyrano modificato con volata STC, pistone X-Runner e precarica di 29 atm. Questo fucile mi sta dando tante soddisfazioni!

Grazie a tutti,
Marco.


Pubblico di seguito alcune foto relative alla soluzione inviatami da Luca, lettore di questo Blog, relative alla modifica dello sgancia sagola dell’Omer Airbalete. Dico subito che a me non piacciono troppo le soluzioni che prevedono una “trattenuta fissa” delle volute di filo.
Tuttavia in tanti usano sistemi di ritenuta dell’impiombatura non dinamici. Si va dal “coccodrillo” creato con una sottile lamina di metallo, al semplice elastico, alla fascetta creata ritagliando un anello da una camera d’aria.
Il sistema creato da Luca sembra perfetto per l’Airbalete. E’ costituito da filo armonico da 2 mm. (non più spesso altrimenti non entra nella sede originale), sagomato in modo da ricavarne un’ asola per la spina di fermo. Le due appendici contrapposte servono a riprodurre il lavoro di una molla. La parte dove va inserita la sagola è stata piegata in fuori in modo da creare un invito per il filo.
A detta di Luca questa soluzione non comporta la deviazione dell’asta a fine corsa, principale difetto imputato allo sganciasagola originale dell’Airbalete. Riporto le sue parole: “Con questo sistema lo sganciasagola e’ indipendente dal grilletto, quindi puoi regolarne la dolcezza senza temere che questo rilasci in modo accidentale lo sganciasagola. Non hai bisogno di riposizionarlo dopo lo sparo. La sua dolcezza e immediatezza nel rilascio della sagola e’ impressionante: la sagola segue un andamento naturale e di conseguenza non fa deviare l’ asta“.
Non resta che provare…


DSCN4120 300x225 Omer Airbalete 100: prime impressioni dusoHo avuto finalmente la possibilità di testare l’Airbalete 100 della Omer, modello nero, durante un periodo che, purtroppo per me, non mi consente di andare a pesca tutte le volte che vorrei. Ciononostante, dopo tre albate da un paio d’ore ciascuna, sono riuscito a farmi un’idea su questo fucile. Peccato che nelle suddette uscite di pesce ne ho visto davvero poco, senza contare il fatto che ormai i miei aspetti su basso fondo si sono ridotti a quei miseri 45/50 secondi. Oltre i 10 metri faccio in tempo a toccare il fondo, dare uno sguardo a destra e a sinistra e subito dopo iniziare la risalita. Questa cosa mi da tremendamente fastidio, ma passiamo oltre.
Dico subito che, sulla carta, l’Airbalete mi è sempre sembrato un gran bel fucile, con qualche difetto di gioventù, ma potenzialmente rivoluzionario. Non è così, o per lo meno, non lo è per chi, come il sottoscritto, è abituato a usare pneumatici standard. Ovviamente la mia è soltanto una “prima impressione”, non un giudizio definitivo. Magari, dopo un numero sufficientemente alto di uscite, l’opinione sarà diversa. L’idea che mi sono fatto è che l’Airbalete, con X-Power e asta nuda da 6,5, possa diventare il pneumatico ideale per chi è abituato a pescare con fucili monoelastico piuttosto potenti. In questa configurazione l’assetto è infatti appena negativo in punta, il brandeggio molto buono e il rinculo nullo, se tenuto entro le 25/26 atm.
Purtroppo con questa configurazione ho potuto fare soltanto un tiro, incredibilmente veloce e andato a segno su una bella mormora. Peccato che il monofilo, evidentemente lesionato, ha ceduto di schianto, con relativa perdita della preda e tempo perso a ritrovare l’asta su un tappeto di foglie di posidonia.
Le altre due prove sono state fatte con asta da 7 Seatec doppia aletta, canna allagata e scorri sagola devoto, e con asta nuda da 7 monoaletta e X-Power. Su entrambe le prove ho utilizzato 25 atm di precarica.
La prima prova, con canna allagata, è stata totalmente negativa. Fucile pesante, rumore accentuato, tiro lento, brandeggio faticoso. Il tutto se paragonato a un pneumatico standard con sistema sottovuoto (mamba o X-Power). Ho effettuato diversi tiri, ma nessuno è andato a segno. Le prede non erano di mole, ed in alcune circostanze mi è sembrato di averle appena sfiorate, a seguito di una loro repentina scodata. Le uniche caratteristiche che mi sono davvero piaciute sono state la facilità estrema di caricamento e il rinculo contenuto.
Riguardo al caricamento, con fucile portato a 25 atm (misurate con il manometro) sembra di caricare un pneumatico standard con 20/22 atm. So che la forza di caricamento in teoria è sempre la stessa, ma la sensazione che si riceve è esattamente quella di avere a che fare con un fucile poco carico. L’unica accortezza che si deve avere consiste nel far “sbattere” il pistone a fine corsa, anziché farlo “agganciare” come su un pneumatico standard, pena il mancato aggancio con relativo spavento.
Passiamo alla seconda prova, quella con X-Power e asta nuda monoaletta da 7. Le sensazioni in questo caso sono contrastanti. Appena entrato in acqua sono riuscito a fare due tiri, il primo su un’altra bella mormora, presa sulla schiena e insagolata con un tiro mirato schioccato da un paio di metri. Il secondo su un sarago abbastanza piccolo, ma sparabile, con tiro lungo e quasi d’istinto. Anche lui finito in sagola. Li per lì ho pensato che il fucile, allestito con questa configurazione, è davvero fenomenale. E invece tutti i tiri successivi sono andati a farsi benedire. Padelle su padelle, che cavolo! Certo, in pesca ciò che conta veramente è la mano del pescatore, e io non sono un cecchino. Per questo motivo, a fine pescata, mi sono concesso un paio di tiri su una bottiglia di detersivo che qualche maleducato aveva buttato a mare. La bottiglia stava leggermente oscillando e i tiri, mirati, sono stati scoccati da 3,5/4 metri. Bene, il primo è andato a finire 15 cm. a destra, il secondo altrettanto a sinistra!
Strana cosa. Per la prossima uscita allestirò nuovamente il fucile con X-Power e asta nuda da 6,5, con impiombatura nuova… Vi farò sapere.


perdite di tempo 300x225 Le perdite di tempoCome perdo tempo io, non credo riesca nessun altro.
Per “perdite di tempo” intendo sia quei problemi e quelle lungaggini che ti fanno arrivare tardi a pesca, sia tutti quegli intoppi che ti rallentano o ti bloccano durante la battuta stessa. Da qui in avanti descriverò situazioni capitate al sottoscritto insieme a fatti accaduti a terzi di cui sono venuto a conoscenza. Eviterò di “perdere tempo” in inutili distinzioni.
Andiamo per ordine.
Da quando ho iniziato a pescare, soltanto una volta sono riuscito a entrare in acqua durante le prime fasi dell’aurora, quando ancora si fa fatica a vedere che succede sottacqua. I motivi sono tanti, ed ogni volta diversi, alcuni dei quali addirittura “eccentrici”.
Pur non soffrendo particolarmente la levataccia, a volte faccio fatica ad alzarmi immediatamente dopo il suono della sveglia… alle quattro del mattino! Già, perché pur avendo il mare vicino casa, sono sicuro che ogni volta dovrò imbattermi in questo o in quel problema, che come da titolo mi farà inevitabilmente perdere tempo. Di conseguenza regolo la sveglia per quell’ora.
Purtroppo la sveglia può capitare che non suoni, oppure che non la si senta suonare. O anche che la si spenga più o meno inconsapevolmente. A volte si preme per un numero di volte indefinito il pulsante “snooze”, giusto per raschiare qualche minuto in più di sonno, col risultato di alzarsi alle 7.15 (a giorno fatto, specie d’estate).
Tutti questi problemi però potrebbero avere un’origine diversa dal bisogno fisiologico di dormire. Nonostante tutti i buoni propositi, la sera prima della battuta di pesca difficilmente si riesce ad andare a letto ad un orario decente. Nel fine settimana infatti capita spesso di avere ospiti a cena, con tutto quello che ne consegue (a seconda degli ospiti: impossibilità di schiodarsi dal divano prima dell’una e un quarto; coinvolgimento in grandi bevute d’alcool e/o grandi mangiate; visione di due o tre film in sequenza; bambini che ti mettono a soqquadro casa…). Oppure tu stesso sei invitato a cena fuori, e non è cortese rifiutare/andarsene presto.
Mettiamo che nonostante tutto – postumi di sbornia smaltiti (ok, siamo sullo scherzo, ma meglio non bere se si deve andare a pesca, mi raccomando), ore piccole e cena digerite – riusciamo ad alzarci all’ora che effettivamente ci siamo prefissati. E’ il momento dei problemi post risveglio. Si fa colazione e subito si hanno problemi intestinali. Oppure: si da’ un’ultima controllata all’attrezzatura (cosa che colpevolmente non è stata fatta nei giorni precedenti) e ci si imbatte nei seguenti inconvenienti: il fucile pneumatico è misteriosamente scarico; la plancetta gonfiata la sera prima è sgonfia; l’orologio/profondimetro è fermo; non si trovano più le cavigliere/la maschera/il boccaglio/il coltello; ci si è dimenticati di rifare la punta all’asta, o l’impiombatura; salta fuori che la muta ha un buco, o uno strappo, che non si erano notati l’ultima volta; ecc.
Posto rimedio a tutto quello che si fa in tempo a sistemare a casa, si carica l’attrezzatura in macchina. A questo punto scoprite che vostra moglie l’ha lasciata in riserva fissa, oppure siete stati voi stessi, ma non fa differenza. Potreste avere una o più gomme a terra, o il motore che non parte, ma qui siamo alla sfiga pura.

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Per quale motivo è necessario modificare lo sgancia sagola dell’Omer Airbalete? per il semplice fatto che la Omer stessa ha consigliato tale modifica. E se lo dice la Omer c’è da fidarsi.
Il problema è questo: lo sgancia sagola dell’Airbalete, benché venga definito “svincolato” dal grilletto, in realtà non lo è. Quando si preme il grilletto lo sgancia sagola viene “spostato”  dal grilletto in posizione “aperta”.
Per far tornare lo sgancia sagola in  posizione “chiusa” è presente una molla. Proprio questa molla, evidentemente non troppo tenera, pare “tiri” le volute dell’impiombatura, con la conseguenza di deviare il tiro.
Nel video ho esemplificato le operazioni necessarie per estrarre la molla ed evitare gli inconvenienti di cui sopra. Si tratta di un’operazione piuttosto semplice, con l’unico inconveniente che in fase di armamento del fucile lo sganciasagola andrà riposizionato manualmente in posizione chiusa. Personalmente preferisco perdere mezzo secondo piuttosto che vedere l’asta cambiare traiettoria. Voi che ne dite?


cressi sl 300x225 Il vecchio Cressi SL 70 rimesso a nuovoQualche post addietro ho mostrato un cressi sl 70 (degli anni 70…) smontato sul mio tavolo di lavoro. Ho da poco finito di riassemblarlo, portarlo in pressione (20 atm) e constatare che al momento tiene bene e non si notano perdite ne di aria ne di olio.
Rispetto alla versione originale gli ho sostituito la valvola con una compatibile con il mio compressore (così non dovrò sbattermi per ricaricarlo); inserito un pistone in plastica Mares in luogo di quello originale metallico; sostituito la volata con una nuova Tigullio (con dei bei fori inclinati per lo scarico dell’acqua dalla canna); cambiato l’oring dell’astina del variatore, da dove prima si sentiva qualche leggero spiffero.
Per la lubrificazione ho usato 20 ml di un miscela composta al 50% da olio per forcelle sae 10, 25% di CRC Marine e 25% di olio al teflon puro.
L’ho poi corredato di asta nuova da 8 mm (con scorri sagola orribile, ma i Devoto da 8 mm. non riesco a trovarli) pagata la bellezza di 12 € (furto), fiocinetta Venturi e spezzone di dynema da 1,5.
Benché in teoria si presenti bene come fucile per il razzolo in acqua torbida, la mia intenzione è quella di utilizzarlo come fucile per tana e piccoli agguati. In questo dovrei essere agevolato dalla fiocinetta venturi, che a quanto si dice permette un tiro lungo e preciso.
Il problema, più che altro, è riuscire ad andarci a pescare. Tanto per cambiare.