IMG 0953 e1301323325312 Un collaudo positivo: prime catture 2011

Finalmente, dopo un lunghissimo lavoro di pianificazione (!?!), sono riuscito ad organizzarmi per una breve uscita a pesca, la terza del 2011. Sveglia un’ora prima dell’alba, macchina già carica e arrivo nel luogo prescelto poco dopo il sorgere del sole.
Ho scelto un tratto di bassofondo caratterizzato dalla presenza di coralligero, sabbia, qualche scoglio, un po’ di posidonia e numerosi sbocchi d’acqua dolce. Luogo d’elezione per la spigola… che non si farà vedere.
In compenso avvisto subito numerosi branchi di mugginetti che brucano nel bassofondo, alcuni di questi “sparabili”. Per un po’ ho avuto la tentazione di armare il Cressi SL 70 che porto in plancetta con asta da 8 e fiocina Venturi. Poi ho lasciato perdere. Non ero li per i mugginetti.
Ho armato invece il mio fido Pneumatico Mares 98 (lo chiamo così in quanto che dello spark originale ha soltanto l’impugnatura e la canna, modificati entrambi, tra l’altro), con mimetizzazione e assetto nuovo, sottovuoto X-Power e asta nuda da 7, caricato a 27 ATM.
Il mare è una lastra piatta, la temperatura dell’acqua è di 14° ed una leggera sospensione limita la visuale a dieci/quindi metri. In altri punti invece l’acqua è particolarmente pulita, ma la presenza di sbocchi d’acqua dolce crea quella sorta di nebbia a strati che ti fa sembrare miope.
I branchi di muggini sembrano non volersi avvicinare all’aspetto, complice anche la mia apnea abbondantemente sotto il minuto. Mi dirigo verso alcuni scogli affioranti da un fondale di un paio di metri, dove tra la sabbia grossa e il coralligero si sono formati alcuni canali facilmente percorribili all’agguato o al razzolo.
Ma la tecnica dell’agguato non mi porta nessun risultato, e dopo una mezz’ora di tentativi infruttuosi decido per alcuni piccoli aspetti. Il primo lo faccio in un canale di sabbia tra il coralligero, due metri scarsi di fondale, in prossimità di uno scoglio affiorante. Avevo già avvistato un bel saragone in allontanamento. Il saragone non si farà vedere, ma in compenso riesco a portare a tiro il fratello minore, di dimensioni comunque decenti. Un colpo facile, in teoria. In pratica, invece, nel momento in cui decido di premere il grilletto il sarago scarta sulla destra, evitando l’asta quel tanto che basta per salvargli la vita. Iniziamo male, penso. Continua…


x runner alte prestazioni canna 13 e1292747496293 Raffronto pistone X Runner alte prestazioni e Pistone Standard per fucili canna 13Riporto di seguito una breve galleria fotografica dove vengono mostrate le differenze sostanziali tra il pistone X-Runner alte prestazioni per fucili con canna da 13 mm. (che andrà ad equipaggiare il mio mirage 84) e un pistone Mares standard. Ricordo che il pistone Mares è, tra i pneumatici standard, quello che offre il miglior compromesso tra massa, resistenza, prestazioni.
Come si può notare dalle foto, il pistone prodotto da STC pesa 1,5 grammi in meno rispetto a quello Mares, mentre le sedi degli oring hanno un diametro leggermente più contenuto. La differenza riguardo alle tolleranze è meno evidente che nei rispettivi omologhi per canna 11, tuttavia va fatto notare che nei fucili canna 13 generalmente il diametro viene rispettato, mentre nei fucili canna 11 sussitono delle differenze importanti (generalmente il diametro interno non arriva mai a 11 mm.).
DSCN4378 1024 150x150 Raffronto pistone X Runner alte prestazioni e Pistone Standard per fucili canna 13DSCN4383 1024 150x150 Raffronto pistone X Runner alte prestazioni e Pistone Standard per fucili canna 13 DSCN4385 1024 150x150 Raffronto pistone X Runner alte prestazioni e Pistone Standard per fucili canna 13DSCN4386 1024 150x150 Raffronto pistone X Runner alte prestazioni e Pistone Standard per fucili canna 13


foto 1 e1292142324999 Confronto diametro sedi oring tra pistone X Runner Alte prestazioni e pistone standardfoto e1292142454414 Confronto diametro sedi oring tra pistone X Runner Alte prestazioni e pistone standard

A completamento dell’articolo precedete, mostro in queste due foto il motivo per cui il pistone X-Runner Alte prestazioni può avvantaggiarsi di un attrito inferiore a quello del pistone originale Mares. Come potete vedere, la sede degli oring nel pistone X-Runner ha un diametro inferiore di 1,2 decimi di millimetro rispetto a quello Mares.
Si tenga conto del fatto, inoltre, che il pistone X-Runner, grazie al “serbatoio” per grasso o olio, contente una lubrificazione costante e duratura degli oring.
Ovviamente, sia nel pistone Mares che in quello STC, con un po’ di manualità e gli attrezzi giusti, le tolleranze possono essere ulteriormente ridotte. Bisogna però cercare di non eccedere, pena l’allagamento della canna.


Nel video mostrato in questo articolo si può notare come il nuovo pistone X-Runner Alte Prestazioni sviluppa un attrito inferiore in fase di caricamento rispetto a un già ottimo pistone Mares per canna 11.
Purtroppo per la realizzazione del filmato non mi sono potuto avvalere della mia videocamera e del software di editing video di cui normalmente dispongo, pertanto la qualità è pessima.
Tuttavia si può notare come il pistone X-Runner, ingrassato con un prodotto al teflon, sotto l’azione della corta asta da 8 mm. e circa 300 gr. di piombo scorre per gravità all’interno della canna da 11 mm. di un Fucile Mamba 90.
Lo stesso non si può dire per il pistone mares, che senza l’ausilio di un’azione esterna rimane pressoché fermo.
Ovviamente il minor attrito è presente anche in fase di espulsione. Appena tornerò in possesso dei miei strumenti vedrò di realizzare un video qualitativamente migliore e dove il test viene eseguito in entrambe le direzioni.


DSCN4312 1024 e1288084425160 Nuovi prodotti STC da testare

Ieri mi sono arrivati alcuni nuovi prodotti STC pronti per essere testati. Si tratta del pistone ad alte prestazioni e del finale universale per asta nuda, con relativi bussolotti intercambiabili.
Pubblicherò a breve una recensione dettagliata e, appena avrò modo di entrare in acqua, il test completo.


DSCN42931 e1287552479356 Prova: Pinne in Carbonio GFT Bassofondo SoftChe dire? Un altro pianeta. Ho avuto modo di provare le Pinne GFT Bassofondo Soft, con scarpetta Salvimar Delta One, durante le mie ultime due uscite in pesca. Il modello, così come la durezza “soft”, mi sono state consigliate direttamente da Tony di GFT, persona cordiale e disponibile.
Personalmente avevo adocchiato le pale Agguato, modello 2010, tuttavia Tony, basandosi sulle informazioni da me fornite circa la mia struttura fisica e il mio modo di pescare, ha ritenuto più adatte per il sottoscritto le pale Bassofondo Soft, che tra l’altro tra tutti i modelli a catalogo sono quelle con il prezzo più abbordabile.
Le ragioni che mi hanno spinto a puntare deciso sulle pinne in carbonio derivano dal disagio che provo in situazioni di forte corrente/vento/onde. Di fatto, sia con le Cressi Gara LD che con le Sporasub Elite, nelle situazioni poc’anzi descritte ho l’impressione mi muovermi alla velocità di una medusa, soprattutto se devo percorrere lunghe distanze. Per quanto riguarda lo stacco dal fondo invece, non essendo un profondista, non ho fino ad ora sentito l’esigenza di una pinna maggiormente performante.
Durante la mia prima prova mi sono ritrovato a pescare tra le onde di una bella grecalata. Non si trattava della situazione ideale per provare un nuovo prodotto. Ciononostante mi sono subito reso conto che contro la musica era cambiata, decisamente. Ho dovuto affrontare tra l’altro un situazione abbastanza rischiosa. In una baietta caratterizzata da un fondale sul metro e mezzo sono stato investito trasversalmente e inaspettatamente da delle onde inquietanti, che mi hanno sbattuto e capovolto la plancetta Shardana davanti alla maschera. Non oso immaginare quali conseguenze avrei potuto subire se la plancetta, rigida e pesante, mi avesse colpito con quella violenza. Inverto la rotta – incurante della sorte della plancetta – riuscendo a incunearmi nelle onde che seguivano, fino a portarmi in una zona tranquilla. Le pinne, in questo caso, mi sono state d’aiuto. Probabilmente anche con quelle in polimero sarei riuscito a cavarmela, tuttavia le pinne in carbonio ti danno una sensazione di maggior spinta e sicurezza.

Pagine: 1 2


prova seac caccia hf 751 e1286378014658 Prova: Fucile Seac Caccia HF 75L’esigenza è nata dalla necessità di avere un fucile tutto fare, per aspetto, razzolo e agguato, e con variatore di potenza (che io normalmente levo sui lunghi) in modo da poter utilizzare l’arma tra le rocce o in tane di ampie dimensioni.
A queste caratteristiche corrisponde normalmente un fucile misura 85, come lo spark o il cyrano. In effetti soltanto la Mares produce un pneumatico di questa misura. La Cressi passa direttamente da 70 al 100, mentre la Seac, pur disponendo di varie misure, produce fucili nella misura 75 (in realtà quasi un 80) e 90 (aggiungiamoci 4 cm. alla lunghezza nominale).
Questo Caccia HF 75 non si discosta troppo dalla misura ideale, essendo lungo 79 cm., pochi cm. in meno rispetto allo spark 85. L’ho trovato su ebay, usato, a un prezzo molto interessante, e siccome avevo voglia vedere come è fatto, ho deciso di prenderlo.
Le caratteristiche principali di quest’arma sono il serbatoio idroformato, la canna da 11,2 mm. diametro e, più in generale, una rinfrescata al disegno “standard” del fucile pneumatico.
Un prodotto relativamente nuovo… per il quale non ho resistito alla tentazione di apportare qualche modifica…
Iniziamo dalla testata. Il fucile viene corredato da un finale con sede per la rondella di battuta troppo ampia. In pratica lo stesso diametro dei fucili canna 13. Mi chiedo per quale motivo è stata fatta questa scelta. La Seac stessa produce aste per pneumatici con rondella di battuta adatta alle volate dei fucili canna 11. Ho smontato il fucile, svitato la testata, svitato il finale e l’ho sostituito con quello di un Mares Spark. La filettatura è identica, mentre la corsa è di 1 mm. più corta. In teoria questo avrebbe potuto provocare problemi alla boccola di ammortizzo. In realtà non ne ho avuto. A proposito della boccola di ammortizzo: non sono riuscito ad estrarla dalla sede, e per non rischiare di romperla ho deciso di non rimuoverla. continua…


nuova ogiva sten111 e1286168589898 Nuova Ogiva per il Mares Sten 11

Quella che vedete a destra nell’immagine di apertura è la nuova ogiva del fucile Mares Sten 11. L’ho messa di fianco alla “vecchia” ogiva dell’ormai “vecchio” Spark.
Come potete notare, diverse sono le novità del nuovo disegno. L’ogiva è cresciuta in lunghezza, il che permette di risolvere una volta per tutte il fastidioso problema che affliggeva molti spark, ossia il leggero distaccamento del serbatoio dall’impugnatura, problema che si verificava quando valvola e testata non venivano serrati a morte.
La forma dell’ogiva è ora maggiormente conica  e affusolata, e sono state ricavate due leggere scanalature longitudinali.
Il passasagola è stato accorciato e arrotondato e nel foro ortogonale è stato inserito un anellino d’acciaio che  permette una fuoriuscita della sagola (in presenza del mulinello) con attriti ridotti. Ciò evita l’inserimento di grilli d’acciaio, fascette o anellini che nonostante permettano una migliore fuoriuscita del filo, al contempo possono diventare fonte di grovigli o rotture accidentali.
Ho provato ieri la nuova ogiva abbinata al mio spark 98 X-Power caricato a 27 atm. Ovviamente non ho rilevato nessun problema di sorta. Confermo la bontà dell’idea di posizionare l’anellino d’acciaio nel passasagola. Avevo paura che tale soluzione avrebbe potuto “falsare” (per quanto sia imprecisa) la classica stima che noi smanettoni siamo soliti fare a seguito di uno sparo al libero, ossia la misura della fuoriuscita di sagola dal mulinello serrato. Invece non ho notato grosse differenze rispetto al posizionamento di un anellino posticcio.
Come dicevo ad inizio articolo, la nuova ogiva sarà montata di serie nel nuovo Mares Sten11, l’evoluzione dello Spark (o, se vogliamo, versione “canna 11″ dello Sten) di imminente commercializzazione.


nuovi scorrisagola mares e1286003710208 Nuovo Scorrisagola MaresQuelli mostrati in foto, ai due lati, sono i nuovi scorrisagola Mares per fucili pneumatici. Si tratta di prototipi, quindi suscettibili di ulteriori modifiche prima della loro commercializzazione. Li ho voluti ritrarre insieme al classico scorrisagola Devoto (al centro, nella foto), quello che è comunemente considerato il miglior scorrisagola abbinabile ad un asta per fucile pneumatico.
Si nota subito che i Mares presentano una linea più pulita e idrodinamica. Lo spessore massimo dello scorrisagola Mares è di 10,52 mm, simile a quello del Devoto. Tuttavia mentre quest’ultimo è un cilindro perfetto, il Mares presenta una forma volutamente irregolare, maggiormente ellittica, con uno spessore minimo lungo il cilindro di 9,7 mm, ed una conicità accentuata all’estremità superiore, dove il diametro è di soli 8,35 mm. Le alette dove far passare l’impiombatura sono di dimensioni inferiori, mentre la lunghezza complessiva è leggermente superiore rispetto al Devoto.
Gli scorrisagola sono, per ora, costruiti con due materiali differenti: Nylon e Ertacetal. Quello in Nylon appare più “liscio” e rifinito, mentre quello in ertacetal sembra più robusto. Straremo a vedere quale dei due materiali verrà scelto per la produzione finale.
Ho avuto modo di effettuare qualche tiro di prova con lo scorrisagola in Nylon, utilizzando un’asta da sette su un ottantino canna 11 sottovuoto caricato a 23 atm: tiri brucianti con strattone deciso a fine corsa.
Si tratta di un prodotto ottimo, che andrà ad impreziosire l’imminente commercializzazione della nuova linea di aste per pneumatico della Mares.


airbaletecamo Omer Airbalete 100 + Kit X Power per asta nuda: potenza esplosiva!Airbalete provato nuovamente, per la quarta volta. Allestito con X-Power e Asta nuda da 6,5. Dico subito che ciò che mi ha lasciato sbalordito è la velocità dell’asta. Impressionate, mai vista una cosa del genere con i miei pneumatici modificati. Anche questa volta è esplosa l’impiombatura (nuova, fatta il giorno prima con asso tripla forza da 0,90, con il quale non ho mai avuto problemi). Il monofilo si è rotto in due punti diversi (nell’asola che tiene l’asta e un metro più in basso rispetto a questa) e si è danneggiato lo slide-ring (il piccolo scorrisagola fornito da STC).
Il lato negativo è che evidentemente io con l’airbalete non mi ci trovo. Sono sempre più convinto che vada bene per chi è abituato a pescare con arbalete mono o doppio elastico. Durante la prova sono riuscito a far avvicinare un’orata all’aspetto (non enorme, dai 500 agli 800 gr.), cosa che non mi capita spesso, a una distanza a prova di errore. E l’ho mancata clamorosamente, facendole sfrecciare l’asta a lato. Ora, io non sono un cecchino ne tanto meno un pescatore esperto, ma qualcosa da quando ho iniziato con la pesca subacquea sono riuscito a catturarla. Quell’orata, con il mio fucile, non l’avrei sbagliata. Ne sono certo. Prima di quello ho fatto altri tiri, alcuni d’imbracciata, altri mirati. Ma nessuno è andato a segno. Però le prede non erano mai vicine e ferme come quell’orata, quindi ho imputato la cosa alla mia mano poco esperta. L’errore sull’orata invece mi ha fatto capire che evidentemente io e airbalete non andiamo d’accordo.
Per la prossima pescata cercherò di portarmi dietro un bersaglio in espanso, così da provare a capire il motivo di questa scarsa precisione (c’è gente che invece sostiene che l’airbalete è precisissimo, e gliene va dato atto), altrimenti ci metto una pietra sopra.
Di buono, ripeto, c’è la velocità impressionante dell’asta nell’ultima configurazione da me provata. Non mi era mai capitato di rompere l’impiombatura, mentre con l’airbalete è successo per due volte consecutive, sparando al libero. Non può essere un caso.