In attesa di riuscire a trovare il tempo per confezionare un tutorial sul montaggio del kit X-Power per Omer Airbalete (ho le foto pronte da quasi un mese), riporto di lato la foto del kit completo, così come acquistato da STC.
Il kit è composto dai seguenti componenti (cliccate nella foto per ingrandirla): A) raccordo volata testata; B) boccola di ammortizzo; C) volata; D) grasso bianco; E) testata (con guarnizione inserita); F) n.3 guarnizioni da frapporre tra gli elementi in alluminio; G) mini cd contenente le istruzioni di montaggio; H) depliant illustrativo; I) guarnizione di riserva; L) codolo per asta da 7; M) rondella in titanio.
Si percepisce subito l’elevata qualità costruttiva ed l’estrema solidità dei componenti. L’unica modifica che avrei apportato e che, se non ricordo male, non ho mai suggerito a Marco Paganelli, è nella colorazione data insieme al processo di anodizzazione. Per quanto possa essere esteticamente bella e attrente la tonalità bronzo, io rimango affezionato al caro, vecchio nero opaco.
Eccola qua, la mia nuova piattaforma per esperimenti. Si tratta di un Mamba 90 della Maori, fucile conosciuto e utilizzato da una buona percentuale di pescatori subacquei. Il fucile presenta l’impugnatura mares al posto della solita Omer (quest’ultima, tra l’altro, a me proprio non piace…). Il mio obiettivo è quello di far diventare questo fucile un ibrido perfetto tra il mio Spark Mimetic Dark Snake e questo cannoncino Maori. Il fine ultimo consiste nello sfruttare il serbatoio da 35, che oltre a garantire un brandeggio migliore, dovrebbe assicurare performance diverse rispetto ai fucili con canna da 40 mm. (secondo me le prestazioni migliorano, altri, la maggior parte, sostengono che più aria equivalga a maggior potenza… secondo me sbagliano).
Il serbatoio stretto in genere migliora il puntamento. Su questo questo punto però nutro qualche dubbio. Io mi sono abituato a mirare utilizzando la tacca sull’ogiva. Nel mamba questo riferimento si trova su un piano diverso rispetto alle tacche sull’impugnatura. In teoria, utilizzando lo stesso sistema di puntamento, il tiro dovrebbe risultare alto. Per questo motivo ho paura che per un certo periodo le padelle si sprecheranno.
Cercherò di modellare il serbatoio usando tecniche diverse da quelle adottate per il Dark Snake, e il tipo di sottovuoto utilizzato sarà sicuramente quello dell’X-Power.
Peccato per le dimensioni, avrei preferito un 100 o, al limite, un 110. Per ora mi accontento di questo.
Dico subito che non sono soddisfatto del risultato. Dovessi rifare tutto da capo, cambierei materiali, tecnica di costruzione e geometrie. Per questo motivo non vi sto a spiegare che tipo di lavorazione ho adottato per la realizzazione di questo prototipo. Ripeto: per me non soddisfacente.
Tuttavia intravedo delle buone potenzialità. In attesa di poter provare il fucile in mare, ho già constatato che il solo serbatoio è perfettamente galleggiante. Ciò dovrebbe comportare un sensibile miglioramento dell’assetto, nonostante il notevole incremento di peso e massa. In pratica fuori dall’acqua pesa uno sproposito, in acqua dovrebbe essere una piuma, un po’ come gli arbalete in legno o quelli in carbonio che vanno per la maggiore.
I rigonfiamenti laterali del serbatoio (ci tengo a precisare che sono rigidi, non deformabili, anche se nella foto sembrano “gommosi”) presentano una curvatura leggermente ellittica. Ciò dovrebbe migliorare di qualcosa il brandeggio orizzontale. Per quanto riguarda il brandeggio verticale, ho volutamente arretrato la sagomatura, in modo tale da avere una porzione consistente di serbatoio negativa. Non so come si comporterà una volta inserita l’asta (quella da 7), anche se l’obiettivo è quello di avere il fucile leggermente negativo in punta. Male che vada dovrò ricorrere ai piombi adesivi che si utilizzano negli arbalete per regolare l’assetto.
Per i resto, qualcosa dovrebbe migliorare per quanto riguarda il contenimento delle oscillazioni verticali. So che l’ideale sarebbe stato costruire una sagomatura tipo “cobra” vicino alla testata, con due solchi a forma di cucchiaio allungato, ma tale soluzione cozzava secondo me con l’impostazione data al fucile (oltre a risultare orribile esteticamente).
Infine, negli arbalete l’aumento di massa, tipico di quelli in legno, contribuisce a migliorare la gestione del rinculo. Qualcosa del genere spero si verifichi nel mio prototipo. Non che ce ne sia particolare bisogno, visto che l’adozione del sottovuoto X-Power aveva già enormemente migliorato le cose. Tuttavia, con precariche alte e con asta da 6,5 mm., ho potuto constatare alcune fastidiose oscillazioni da rinculo, dovute evidentemente alla velocità del pistone. Mi aspetto che il serbatoio a osso di seppia limiti ulteriormente questo tipo di oscillazioni.
Il nome, Dark Snake, gliel’ho dato tanto per ridere. Black Mamba forse faceva più effetto, ma avrei fatto uno sgarro imperdonabile a Marco Paganelli e rischiato una causa per violazione del copyright da parte di Quentin Tarantino…
Quella che vedete in foto è la nuova testata X-Power specifica per asta nuda. Si tratta del modello per aste da 7 mm., con diametro del foro di pochi decimi di millimetro superiore a quello dell’asta stessa.
Anche se con il precedente modello di testata, quella bivalente per asta nuda e asta con codolo, la precisione era comunque ottima, con questo nuovo modello l’asta risulta perfettamente centrata, consentendo un ulteriore aumento della precisione, specie sui tiri lunghi. Inutile sottolineare l’ottima qualità dei materiali e il livello di finitura veramente eccelso.
Domenica scorsa avrei dovuto testare il nuovo sistema. Purtroppo un errato montaggio dell’oring posizionato tra canna e ogiva a causato lo scaricamento del fucile successivo all’inserimento dell’asta.
Prova pertanto rimandata alla prossima occasione…
Ormai la notizia è trapelata, quindi posso rivelare parzialmente il segreto che mi sono impegnato a mantenere nei confronti dell’amico Marco Paganelli si STC Italia: sta per nascere un nuovo super fucile subacqueo!
E non si tratterà di un fucile subacqueo qualsiasi. Vedete quello che ho pubblicato in questo articolo? Si tratta del Mirage della Mares, fucile prodotto qualche decina di anni fa dalla gloriosa industria ligure. Si trattava di un progetto rivoluzionario: un fucile utilizzabile a pressioni esasperate (fino a 40 atm) e dotato di una seconda canna interna di depressurizzazione attivabile attraverso una leva posta sul calcio. In pratica tramite questo sistema è possibile caricare il fucile con uno sforzo decisamente inferiore rispetto a quello richiesto dal livello di precarica utilizzato. In oltre il calcio inclinato e la canna decentrata garantiscono una linea di mira migliore, secondo me paragonabile a quella dell’omer airbalete.
Purtroppo soffriva di alcuni difetti: peso eccessivo, manutenzione difficoltosa e fragilità di alcuni componenti interni. Invece di migliorare il progetto Mirage, dopo qualche anno la Mares decise incredibilmente di sospenderne la produzione. Ma le caratteristiche positive di questo fucile erano talmente buone che negli anni molti pescatori hanno continuato ad utilizzarlo e, dopo l’avvento del sottovuoto, a rivalutarlo completamente. Oggi il mirage è diventato un oggetto di culto, ricercato dagli amanti dei fucili pneumatici, tanto che per acquistarlo di seconda mano si arriva a spendere anche 500 euro.
Bene, a quanto pare Marco sta lavorando a un nuovo fucile che riprende alcuni concetti del Mirage, utilizzando ovviamente i materiali oggi a disposizione e creandolo nativamente sottovuoto (con la tecnologia alla base dell’X-Power). Per quanto mi riguarda sono a conoscenza di ulteriori dettagli, ma un segreto è un segreto, e quindi non ci resta che aspettare…
Un’anticipazione dell’ultima ora (spero di fare lo scoop…). L’X-Power sta per produrre una nuova versione del terminale per voltata sottovuoto X-Power. Si tratta un un modello specifico per aste nude, che non può essere utilizzato con aste dotate di codolo e anello di battuta. Per quanto mi riguarda domani testerò una particolare versione del terminale, dove l’asta nuda passa attraverso un particolare anello centratore dotato di o’ring di tenuta (non hanno a che vedere con il sottovuoto, servono per evitare l’espulsione dell’anello in fase di sparo). Si tratta di una versione secondo me più che funzionale, e il fatto che l’STC abbia deciso di cambiare strada penso dipenda da una migliore gestione dell’insieme unita ad una maggiore economicità di produzione.
Le solite cause di forza maggiore mi tengono lontano dalla pesca subacquea…
Di conseguenza ho un sacco di tempo per partorire idee poco più che velleitarie. Se avessi un tornio, o un amico tornitore… Se avessi soldi da spendere… Se avessi un po’ più di tempo libero a disposizione… Costruirei il fucile pubblicato in questo articolo. Un progetto semplice: niente Hidroforming tipo Airbalete o Caccia HF. Niente serbatoi conici come per l’omer skorpion.
Il progetto è di una semplicità bestiale: due tubi di alluminio di diametro differente (direi 32/34 mm. quello anteriore e i soliti 40 per quello posteriore), tenuti insieme da un pezzo di alluminio rinforzato, tornito e dotato di o’ring. Paolork, noto utente di vari forum di pesca, ha già realizzato qualcosa del genere.
I galleggianti laterali servono per contenere le oscillazioni verticali successive allo sparo, migliorare l’assetto e facilitarne il brandeggio orizzontale. Il galleggiante inferiore contribuisce a rendere l’assetto il più neutro possibile.
Una scanalatura longitudinale lungo la metà anteriore del serbatoio, fatta di materiale plastico o gommoso, può servire ad aumentare l’istintività di tiro, mentre un mirino bello sporgente, tipo quello del cyrano, favorisce i tiri mirati.
Nato per il sottovuoto, il fucile dovrebbe essere un canna 13. Nessun variatore di potenza previsto. L’impugnatura da utilizzare può essere reperita tranquillamente tra i vari fucili canna 13. A me piace molto quella del seac hunter, che tra l’altro monta già di serie il pistoncino del grilletto da 1,5 mm., con conseguenti vantaggi in fatto di sensibilità nello sparo. Anche quello del nuovo sten della mares può andare bene, ma l’impugnatura andrebbe pesantemente rivista perché così com’è ora mi piace davvero poco.
L’ogiva andrà fatta su misura al tornio e la testata sarà sottovuto: Mamba, Tovarich, X-Power o artigianale purché sia.
Industrializzare una cosa del genere non è complicato.
Chissà che qualcuno prima o poi non tenti l’impresa.
Dopo aver potenziato il mio fucile subacqueo Spark Mimetic 97 con il kit sottovuoto X-Power, ho deciso di provare ad incrementare ulteriormente le prestazioni con il pistone a bagno d’olio X-Runner. In realtà non sono alla ricerca delle prestazioni pure, ma di un maggior comfort in fase di caricamento.
Allo stato attuale sto utilizzando un’asta da 6,5 mm. con precarica di 26 atm. Lo sforzo di caricamento non è eccessivo rispetto alle mie capacità, tuttavia faccio fatica a tenere l’asta dritta, vuoi per l’attrito che offre il pistone, vuoi per il fatto che le aste da 6,5 sono fisiologicamente più elastiche di quelle da 7.
Con il pistone X-Runner dovrei diminuire l’attrito sia in fase di caricamento che di espulsione dell’asta. La ragione di tale miglioramento consiste in primo luogo nell’utilizzo di un particolare grasso al teflon (fornito insieme al kit) confinato in una gola compresa tra due o’ring. Grazie a questo stratagemma gli o’ring rimangono costantemente lubrificati da una patina di teflon, materiale di cui ben si conosce la capacità di diminuire gli attriti. Oltre a questo è stato rettificato il diametro delle sedi degli o’ring, con conseguente diminuzione dell’area di contatto tra o’ring e superficie interna della canna. Il tutto a vantaggio delle prestazioni.
L’X-Runner appare decisamente robusto e preso in mano sembra più pesante di un pistone standard (caratteristica che non saprei dire se possa influire negativamente sulle prestazioni). Abbastanza “strana” la guarnizione a labbro di colore blu, decisamente più rigida di quella normalmente montata negli altri pistoni attualmente in commercio.
Insieme al pistone ho acquistato l’asta nuda X-Shaft Free da 7 mm., la quale dovrebbe garantire una gittata maggiore rispetto all’asta da 6,5, a fronte di una velocità iniziale inferiore. Questo a parità di precarica. Essendo tuttavia più rigida, l’asta da 7 dovrebbe consentirmi di caricare il fucile con qualche atmosfera in più. Inizialmente proverò con 28 atmosfere, più avanti si vedrà.
Il kit è stato acquistato senza l’apposita boccola di ammortizzo, già presente nella volata sottovuoto X-Power.
Ovviamente sarà mia cura tenervi informati sui risultati delle mie sperimentazioni.
Con un ritardo imbarazzante, dopo la bellezza di tre uscite infruttuose consecutive, mi sono reso accorto che stavo utilizzando il kit X-Power con la guarnizione per asta da 7 mm., mentre nel fucile ho montato un’asta da 6,5 mm.
Ovviamente le prestazioni non erano esaltanti. In pratica riuscivo a fare tiri decenti immediatamente dopo il caricamento, quando l’acqua non era ancora filtrata completamente all’interno della canna. Poi, finalmente, l’illuminazione: “Vuoi vedere che sto usando la guarnizione sbagliata?”.
Sabato mattina sono andato a pesca con la configurazione corretta, ossia con la guarnizione da 6,5 mm. per asta di pari diametro.
Bé, questa volta le cose sono andate veramente bene. Tiri lunghi, veloci e silenziosi. Ho preso un saraghetto e un’oratina a distanze alle quali non avevo mai beccato un cavolo (tra i 3 e 4 metri, circa), e dire che non sono un cecchino. L’orata in particolare, per chissà quale tipo di illusione prospettica dovuta alla distesa di sabbia davanti a me, l’avevo stimata vicina e di dimensioni esigue, buona comunque per fare carniere. E invece era discretamente lontana e di dimensioni più che buone. Stessa cosa per un sarago, sparato tra i 3 ei 4 metri con un tiro della disperazione da fine apnea.
Tornando all’X-Power, la differenza (rispetto alla configurazione errata con guarnizione “larga”) si nota subito. Appena provo a infilare l’asta nella testata sento l’acqua comprimersi ed esercitare una forza opposta a quella di caricamento, ancor prima di raggiungere il pistone.
Non ho mai provato il mamba, pertanto non posso fare paragoni, tuttavia penso di aver testato un sistema veramente valido e comodo. Tra l’altro, mi sto anche abituando a gestire l’asta nuda, pertanto non so se in futuro proverò l’altra configurazione, quella che prevede l’utilizzo di uno scorri sagola, e che comporta un leggero calo di prestazioni dovuto al maggior attrito nel momento del passaggio del codolo attraverso la guarnizione.
Che dire, sicuramente proverò l’asta da sette mm., che mi permetterà di caricare il fucile con un paio di atmosfere in più senza rischiare di storcerla.
Certo la foto potevo farla meglio, magari direttamente in uno scoglio, vicino all’acqua, come per la precedente versione Plus. E poi quelle chiavi dimenticate sulla destra danno proprio fastidio.
Comunque, questo è il fucile che utilizzerò nelle prossime uscite in pesca. Il mio primo fucile sottovuoto, ecquipaggiato con asta nuda. A proposito di quest’ultima, ieri ho tagliato 8 cm. eccedenti e rifatto alla ben’è meglio il codolo. In questo modo dovrei disporre di un fucile quasi perfettamente equilibrato. Staremo a vedere se questo servirà per farmi catturare qualche preda in più.












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